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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Scuola: 200mila studenti delle superiori continuano a fare la dad: gli istituti non sono pronti

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

In molti istituti superiori risulta ad oggi disattesa la nota 624 del 23 aprile, a firma del capo dipartimento Stefano Versari, con la quale il ministero dell’Istruzione ha indicato alle istituzioni scolastiche come comportarsi per il rientro in classe sulla base dei nuovi parametri e colori territoriali previsti dall’ultimo decreto sulle riaperture approvato dal Consiglio dei ministri.“Il problema che lamentano molti dirigenti scolastici delle scuole superiori – scrive l’Ansa – è riuscire a conciliare la presenza di almeno 20-25 ragazzi in aula (in alcuni casi, soprattutto nelle grandi città, i numeri sono ancora più alti e le aule spesso piccole) con le norme del Comitato tecnico scientifico sul distanziamento e con i protocolli per la sicurezza siglati nei mesi scorsi. Vi sono casi di città, come Napoli, dove “non tutte le scuole superiori riporteranno in aula la quasi totalità degli studenti; diverse scuole superiori hanno deciso di mantenere in presenza il 50 per cento degli studenti. Decisione presa anche in virtù dell’ordinanza emessa dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che consente ai dirigenti scolastici di attestarsi al 50 per cento della didattica in presenza ”qualora risulti incompatibile l’applicazione delle linee guida del Dm n.39/2020”.Il sindacato ritiene che tutto questo era ampiamente prevedibile: non vi sono infatti ancora le condizioni sanitarie né le disponibilità organizzative da parte delle scuole per mettere in pratica il rientro in classe alle superiori di quasi tre quarti della popolazione scolastica. Anche perché il personale non è totalmente vaccinato contro il Covid19, con 335.819 docenti e dipendenti ai quali non è stata somministrata nemmeno la prima dose di vaccino anti-Covid19. Per non parlare dei trasporti, che soprattutto nei centri urbani continuano a essere insufficienti e a operare, sempre per motivi legati ai contagi, solo al 50%. Infine, si continuano ad avere classi sovraffollate, spazi ridotti, spesso angusti, nessun impianto di aerazione e organici inadeguati rispetto alle impellenze derivanti dal periodo emergenziale.

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