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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Covid-19, chi è vaccinato può sviluppare la malattia a causa delle varianti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Maggio 2021

Due nuovi casi di Covid-19 hanno permesso ai ricercatori di un’università statunitense di capire che anche le persone vaccinate possono essere soggette a sviluppare la malattia, soprattutto a causa delle varianti del virus. «I casi di malattia da nuovo coronavirus che si presentano in persone completamente vaccinate o che sono guarite potrebbero essere dovuti alla rapida evoluzione del virus, e i test in corso su individui immunizzati saranno importanti per aiutare a mitigare future epidemie» afferma Robert Darnell, della Rockfeller University, in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, di cui è autore senior.I ricercatori hanno effettuato un monitoraggio all’interno della comunità dell’università in cui due individui completamente vaccinati sono risultati positivi al coronavirus. Entrambi avevano ricevuto due dosi del vaccino Moderna o Pfizer, e la seconda dose era stata somministrata più di due settimane prima del test positivo. Una persona era inizialmente asintomatica e poi ha sviluppato i tipici sintomi di Covid-19, mentre l’altra ha mostrato sintomi prima del test. Entrambi gli individui sono guariti a casa, e questo fatto supporta le prove che suggeriscono che la vaccinazione sia efficace nel prevenire malattie gravi. Il sequenziamento del genoma ha rivelato mutazioni multiple in entrambi i campioni virali, tra cui la variante E484K, identificata per la prima volta in Sud Africa e Brasile, in uno dei due pazienti, e la variante S477N, che si è diffusa a New York da novembre, nell’altro. «Questi pazienti sono stati vaccinati, hanno avuto ottime risposte immunitarie e tuttavia hanno avuto un’infezione clinica» spiega Darnell, che ha guidato la ricerca con la collaborazione di immunologi e genetisti. I ricercatori sono stati in grado di rilevare dai test di routine in corso alla Rockefeller University una quantità di virus nei campioni di saliva sufficiente per sequenziare l’Rna virale utilizzando un nuovo metodo di test del coronavirus sviluppato nei loro laboratori. Da gennaio, l’università ha richiesto a tutti i dipendenti che lavorano in presenza di essere testati settimanalmente utilizzando questo test Pcr basato sulla saliva. Quello che hanno potuto osservare suggerisce che esiste una piccola probabilità che gli individui vaccinati possano comunque continuare a diffondere il virus.«L’idea che potremmo non avere più necessità di test nel mondo post-vaccino probabilmente non è accettabile in questo momento. Per quanto ne sappiamo attualmente, anche le persone completamente vaccinate che sviluppano sintomi respiratori dovrebbero prendere in considerazione di sottoporsi al test per Covid-19, e dovrebbero fare lo stesso in caso di esposizione a individui con infezione nota» prosegue Darnell. Gli esperti sottolineano che, data la portata della pandemia, c’è un’enorme quantità di virus nel mondo in questo momento, il che significa un’enorme opportunità per lo sviluppo e la diffusione delle mutazioni. «Questa sarà una sfida per chi dovrà sviluppare vaccini nei prossimi mesi e anni» concludono gli autori. (doctor33)

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