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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scuole: Niente prove Invalsi nelle seconde classi delle superiori

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Maggio 2021

Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato un’ordinanza che sospende le prove Invalsi per le classi seconde di scuola secondaria di secondo grado: la decisione è giunta da poche ore, dopo che anche il Consiglio superiore della pubblica istruzione aveva dato il suo assenso, facendo anche intendere che si sarebbero potute sospendere per tutte le classi coinvolte. “Limitatamente all’anno scolastico 2020/2021, in considerazione della perdurante, grave emergenza epidemiologica che interessa l’intero Paese, si sospende lo svolgimento delle prove standardizzate per le classi seconde della scuola secondaria di secondo grado (grado 10)”, si legge nell’ordinanza n. 132 firmata dal ministro Patrizio Bianchi. Le prove Invalsi proseguono invece per i maturandi, per le terze classi delle secondarie di primo grado e dal 6 maggio anche per le classi seconde e quinte dalla scuola primaria. Alcuni giorni fa, il 26 aprile, sono state anche aggiornate le date del grado 13, dei maturandi: la finestra di somministrazione per le classi non campione è stata estesa al 21 maggio; le classi campione hanno ulteriori date dal 26 al 30 aprile. Infine, il ministero dell’Istruzione ha confermato che le date e l’organizzazione delle Prove Invalsi di quest’anno potranno subire ulteriori variazioni a seguito dell’evolversi della situazione sanitaria.Anief reputa un errore avere mantenuto i test standardizzati in una fase così complicato per la scuola e la società tutta. Erano e rimangono diversi i motivi per i quali questo genere di verifiche andavano annullate in modo integrale. Bisognava concentrarsi sulle priorità, quali sono gli apprendimenti, anche quelli da recuperare. Invece, si è preferito andare a valutare delle competenze che, a seguito della pandemia e del lockdwon, faranno probabilmente ancora più ridurre i giù non eccelsi livelli raggiunti dai nostri alunni, rischiando anche di innescare assurde caccie ai colpevoli. I quali, non possono di certo essere gli insegnanti e il personale scolastico, che negli ultimi 14 mesi ha sempre e comunque dato il massimo per garantire il servizio pur in condizioni oggettivamente difficili.

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