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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Gestione della dislipidemia nei pazienti con endocrinopatie

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

Dopo la pubblicazione nell’ottobre scorso della Consensus AACE/ACE sulla gestione della dislipidemia, anche l’Endocrine Society (ES) ha pubblicato le sue linee guida (Lg), con l’intento di fornire per la prima volta all’endocrinologo uno strumento utile per la gestione della dislipidemia nei pazienti con patologie endocrine, nell’ottica di prevenire le malattie cardio-vascolari (Cvd) e le pancreatiti indotte dall’ipertrigliceridemia. «Gli obiettivi principali di queste Lg» spiega Francesco Tassone, Sc Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo, Aso S. Croce e Carle, Cuneo «sono i seguenti: 1) descrivere le anomalie lipidiche e le Cvd nelle patologie endocrine; 2) valutare se il trattamento del disturbo endocrino migliora il profilo lipidico e/o abbassa il rischio di malattia aterosclerotica cardio-vascolare (Ascvd); 3) valutare l’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti, in aggiunta alla dieta e all’attività fisica, nei pazienti con malattie endocrine». Il documento specifica «è suddiviso in sezioni: la prima riguarda la valutazione del profilo lipidico e del rischio di Ascvd; la seconda affronta l’ipertrigliceridemia e la dislipidemia in varie patologie endocrine; l’ultima sezione fornisce una panoramica sulle modifiche dello stile di vita e sull’efficacia e sicurezza dei farmaci ipolipemizzanti. Infine, vi sono due appendici relative al metabolismo lipidico e alla discussione delle principali Lg sulla gestione della dislipidemia presenti in letteratura». Per i pazienti diabetici con ASCVD nota associata a fattori di rischio multipli, le LG raccomandano un obiettivo di colesterolo LDL < 55 mg/dL. Per gli adulti affetti da DM2 e altri fattori di rischio di ASCVD, si consigliano modifiche dello stile di vita per ridurre il rischio CV e statine ad alta intensità, con l'obiettivo di colesterolo LDL 20 anni e/o complicanze micro-vascolari con valori di colesterolo LDL > 70 mg/dL, le presenti LG suggeriscono l’impiego di statine, indipendentemente dal punteggio di rischio CV. Nei pazienti di età > 75 anni, l’inizio o la prosecuzione del trattamento con statine dovrebbe dipendere dal rischio di ASCVD, dalla prognosi, dai potenziali farmaci interagenti, dalla poli-terapia farmacologica, dalla salute mentale e dall’opinione del paziente stesso. Per determinare il rischio di ASCVD nei pazienti obesi, le LG raccomandano la valutazione dei componenti della sindrome metabolica, nonché la misurazione della distribuzione del grasso corporeo. La diagnosi di sindrome metabolica richiede almeno tre dei seguenti criteri: trigliceridi ≥ 150 mg/dL, colesterolo HDL < 50 mg/dL nelle donne e < 40 mg/dL negli uomini, pressione arteriosa sistolica ≥ 130 mm Hg o diastolica ≥ 85 mm Hg, circonferenza vita ≥ 88 cm nelle donne e ≥ 102 cm negli uomini, iperglicemia. Rispetto agli interventi di chirurgia bariatrica "restrittivi", quelli "malassorbitivi" sono più efficaci per ridurre i livelli di colesterolo LDL e ugualmente efficaci per ridurre i livelli di trigliceridi. Viene raccomandato di rivalutare il profilo lipidico da 1 a 3 mesi dopo la chirurgia e poi periodicamente anche a peso stabilizzato. Patologia tiroidea. La prima raccomandazione di questa sezione è una delle principali peculiarità rispetto alle altre LG: l'ES raccomanda di escludere l'ipotiroidismo come causa di iperlipemia, in particolare prima di iniziare il trattamento con farmaci ipolipemizzanti: a) ipotiroidismo clinico: viene suggerito di non trattare la dislipidemia fino al raggiungimento dell'eutiroidismo; b) ipotiroidismo subclinico: viene suggerito che il trattamento con tiroxina potrebbe rappresentare uno strumento per migliorare l'assetto lipidico. Disordini della secrezione del GH. Nei casi di deficit di GH (GHD) dell'adulto viene suggerita la valutazione dell'assetto lipidico alla diagnosi e, se il GHD è associato a ipopituitarismo, viene suggerita la valutazione e il trattamento del profilo lipidico e degli altri fattori di rischio CV. In particolare, l'ES non raccomanda l'uso della sola terapia con GH per ridurre i valori di LDL e il rischio CV. Nell'acromegalia viene suggerita la valutazione dell'assetto lipidico prima e dopo il trattamento dell'eccesso di GH. Menopausa e terapia sostitutiva. L'uso della terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa è associato ad aumento del rischio di ASCVD. Nelle presenti LG la terapia con statine è raccomandata per le donne in post-menopausa in terapia ormonale e con altri fattori di rischio CV. Ipogonadismo e terapia con testosterone. Nei pazienti con ridotti livelli di testosterone la terapia sostitutiva viene suggerita per trattare i sintomi dell'ipogonadismo e non per migliorare la dislipidemia o il rischio CV. In pazienti con bassi livelli di HDL (< 30 mg/dL), soprattutto in assenza di ipertrigliceridemia, viene consigliato di indagare clinicamente e biochimicamente un eventuale abuso di steroidi anabolizzanti, poiché l'utilizzo di dosi sopra-fisiologiche di androgeni riduce i valori di HDL.Terapia ormonale per l'affermazione di genere. Viene consigliato di valutare sempre il profilo lipidico e il rischio CV, considerando le raccomandazioni presenti nelle LG generali. (fonteDoctor33 abstract)

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