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Covid-19, le raccomandazioni Esc per i pazienti cardiopatici

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

In una pagina del suo sito web, la European Society of Cardiology (ESC) raggruppa sotto forma di domande e risposte le raccomandazioni delle autorità internazionali e delle società mediche in merito al Covid-19. Innanzitutto, però viene inviato un messaggio: «Se dovessi avvertire uno dei seguenti sintomi, chiama immediatamente il servizio per le emergenze sanitarie. Lascia valutare ai soccorritori tuoi sintomi» è la frase a cui fa seguito l’elenco dei sintomi di ictus e infarto. Si inizia con una domanda relativa al rischio dei pazienti cardiopatici in generale, i quali potrebbero più facilmente sviluppare sintomi di infezione o avere un’infezione più grave. «Ancora non siamo in grado di dire con certezza se i soggetti con cardiopatie hanno un maggior rischio di sviluppare polmonite da Covid-19, ma è probabile considerando che essi sono a maggior rischio di sviluppare polmonite in corso di infezione da altri virus come quello dell’influenza» sottolinea l’ESC.Tra i gruppi particolarmente a rischio, oltre a immunocompromessi, anziani e persone fragili come le donne in gravidanza con malattie cardiovascolari, si identificano i pazienti con patologie cardiache (scompenso cardiaco, cardiopatia dilatativa, forme avanzate di displasia aritmogena del ventricolo destro, cardiopatie congenite cianogene) e quelli con forme ostruttive di cardiomiopatia ipertrofica. «Non ci sono evidenze che il virus infetti i dispositivi cardiaci impiantabili come pacemaker o defibrillatori cardioversore o che causi endocardite infettiva in pazienti con malattie valvolari cardiache» si fa notare. Le domande, e quindi le risposte, diventano poi più precise, riguardando per esempio la sindrome di Brugada, la fibrillazione atriale o pazienti cardiopatici con diabete o ipertensione, e si discute dell’aumento teorico di rischio di rottura delle placche aterosclerotiche nelle coronarie, del possibile peggioramento di aritmie pre-esistenti o innesco di una fibrillazione atriale in caso di gravi condizioni sistemiche, e altro ancora. L’ESC fornisce anche indicazioni sulle misure di protezione, che vanno seguite anche dalle persone che sono già state infettate, e si sottolinea che l’uso di integratori vitaminici non ne fa parte. Si raccomanda di assumere i farmaci come sono prescritti e si sottolinea l’importanza di portare con sé la lista di quelli che si sta assumendo in caso di ricovero. Viene poi affrontato l’argomento delle uscite da casa e si dispensano consigli riguardanti il benessere emotivo. In ogni caso, «le domande relative al vostro trattamento dovrebbero essere rivolte al vostro medico» precisa l’ESC. (fonte: Doctor33)

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