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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Migrazione: Il PE chiede vie legali per l’ingresso di lavoratori in UE

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

In una risoluzione non legislativa adottata giovedì con 495 voti favorevoli, 163 contrari e 32 astensioni, il Parlamento sottolinea che dal 2015 la migrazione legale figura a malapena nello sviluppo della politica migratoria dell’UE e che il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo non include alcuna proposta specifica in questo settore.Secondo i deputati, “le politiche dell’UE e nazionali in materia di migrazione legale dovrebbero concentrarsi sul fornire una risposta alle carenze dei mercati del lavoro e delle competenze”, tenendo presente l’invecchiamento della popolazione e la contrazione della forza lavoro. Il PE chiede che la legislazione in vigore sia rivista e che il campo di applicazione sia più ampio, dato che attualmente copre soprattutto i lavoratori altamente qualificati (o altamente retribuiti) e le multinazionali, mentre solo la direttiva sui lavoratori stagionali si rivolge alla migrazione meno retribuita.Nel testo viene sottolineato il ruolo importante delle rimesse e i benefici che una migrazione sicura, regolare e ordinata comporta sia per i paesi d’origine che per quelli di accoglienza. Riconoscendo i rischi connessi alla “fuga dei cervelli” per i paesi di origine, i deputati suggeriscono di promuovere la migrazione circolare, dove il migrante ritorna dopo un certo periodo di tempo nel suo paese e potrebbe poi ripartire per ragioni di lavoro. A questo scopo, la Commissione dovrebbe analizzare l’approccio adottato da altri paesi, come un sistema a punti.Suggeriscono inoltre di permettere ai lavoratori stranieri di trascorrere periodi più lunghi lontano dal paese ospitante senza perdere il lavoro, in modo da poter viaggiare più facilmente verso i loro paesi d’origine.Per una risposta più efficiente ai bisogni o alle carenze di manodopera sui mercati nazionali, i deputati propongono di sviluppare un bacino di talenti e una piattaforma di corrispondenza a livello europeo, che possa coprire tutti i settori e i livelli di occupazione e che funga da sportello unico per i lavoratori non UE, i datori di lavoro UE e le amministrazioni nazionali.Si raccomanda infine di facilitare e accelerare la valutazione e il riconoscimento di diplomi, certificati e altre qualifiche professionali. Ciò rafforzerebbe la mobilità intra-UE, che, a sua volta, può contribuire agli aggiustamenti del mercato del lavoro e alla crescita economica generale nei paesi dell’UE.

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