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Deep tech Italiane: 3 mosse per farle crescere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2021

Nei processi di innovazione delle imprese nel post pandemia giocano un ruolo fondamentale le nuove tecnologie e in particolare l’AI. Secondo una recente ricerca di Accenture la quasi totalità dei manager italiani ritiene questo strumento fondamentale per i piani di crescita, triplicando il ritorno degli investimenti rispetto a chi non ne fa uso in maniera strategica.In un contesto del genere diventano decisive le deep tech company, capaci di guidare l’economia, ma anche la società, verso il futuro sempre più digitalizzato. Questa consapevolezza ha varcato finalmente i confini della Silicon Valley per raggiungere anche il nostro paese: fare tecnologia in Italia è infatti possibile puntando sulla capacità tutta italiana di trovare soluzioni in condizioni di difficoltà o comunque di incertezza. Eppure c’è bisogno di sostenere le nuove realtà per diventare finalmente competitivi, colmare il gap rispetto ai colossi internazionali e fare fronte alla mancanza di capitali e competenze.Per fare questo sono necessarie 3 mosse: Promuovere la tecnologia che viene dal basso finanziando start up e spin off ad alto valore aggiunto; Creare un tessuto connettivo forte tra imprese, Istituzioni, università e start up Utilizzare la tecnologia made in Italy per valorizzare le eccellenze del made in Italy (moda, food, manufacturing) La invitiamo a parlarne con Leo Pillon, CEO di Radicalbit, deeptech company italiana, nata nel 2016, altamente specializzata nello sviluppo di prodotti e soluzioni per l’analisi dei dati in streaming attraverso l’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale. Radicalbit e riconosciuta dai più importanti analisti internazionali tra cui Gartner, che l’ha inserita nella sua guida al fianco dei principali colossi mondiali specializzati nella Data Stream Analytics. Leo Pillon è da più di 20 anni nel settore IT, prima come manager e poi come imprenditore. “Anche se sono laureato in economia, ho sempre avuto una grande passione per la tecnologia e, soprattutto, per l’innovazione. Ho sempre lavorato in aziende che hanno fatto dell’innovazione il loro marchio di fabbrica: prima Cirlab!, il primo incubatore di DotCom italiano, poi E-TREE, la prima vera e grande WebCompany italiana, ho proseguito in una start up che si occupava di comunicazione digitale interattiva nello spazio fisico, insomma diciamo che mi piace raccontare cose nuove ai miei clienti e in Italia le idee e le iniziative non mancano di certo”. Nel 2009 la decisione di fare impresa in prima persona, fondando Databiz (oggi Fortitude Group). In pochi anni l’azienda è cresciuta, investendo i primi fondi in R&D per identificare e comprendere nuovi trend tecnologici, tra cui quello degli Advanced Analytics su dati in streaming. Ecco che nel 2016 nasce Radicalbit, prima società al mondo a rilasciare una distribuzione Fast Data e poi una piattaforma completa di DataOPS e MLOPS.

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