Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Vendere casa prima e meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Si chiama home staging, e consiste nel rifare il look alle abitazioni con interventi temporanei, allestendo gli spazi in modo da fare subito colpo sui potenziali acquirenti. Un investimento che dà grandi risultati: dopo un intervento di home staging, infatti, una casa si vende in media in soli 46 giorni. Il dato complessivo del venduto dopo un intervento di valorizzazione immobiliare è del 97% e, indicatore estremamente significativo, lo sconto medio risulta solo del 4%, a fronte del 10,9% della media italiana. A rendere noti questi numeri è l’Associazione Nazionale Home Staging Lovers, sulla base del sondaggio che come ogni anno ha interpellato i professionisti delle due maggiori associazioni italiane del settore: Home Staging Lovers, appunto, e l’Associazione Professionisti Home Staging Italia.Quali i motivi per cui l’home staging fa la differenza? «A monte di ogni progetto c’è sempre un ragionamento sulla tipologia di cliente che si desidera attrarre – spiega Galletti –. Di conseguenza si curano vari elementi per costruire una comunicazione visiva mirata a conquistare i potenziali acquirenti, che ancora prima di visitare l’immobile di solito lo vedono sul web. L’home stager mette in campo tante competenze diverse, dal design d’interni, alla fotografia, al marketing immobiliare». Gli interventi sono temporanei, non strutturali: ci si concentra per esempio sulla disposizione dei mobili, sui colori, sui tessili, sulla decorazione, sull’illuminazione. Ogni progetto di home staging comprende infine un servizio fotografico professionale.Che il settore stia imparando ad apprezzare sempre di più il contributo degli home stager è testimoniato anche dalla crescita di questi professionisti in termini numerici, nonché dal moltiplicarsi dei corsi e degli eventi a loro dedicati. Attualmente l’età media degli associati Home Staging Lovers è di 43 anni e operano in tutta Italia: Emilia Romagna (27,4%), Lazio (15,2%), Nord-Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria – 13%), Toscana (12,9%), Triveneto (9,7%), Lombardia (7,6%), Umbria (4,3%), Sardegna (1,1%). Il restante 8,8% è distribuito nelle altre regioni del Mezzogiorno.

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