Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Vaccini a vettore virale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

Sono sempre di più le Regioni che stanno procedendo a recepire l’accordo quadro nazionale per le vaccinazioni anti Covid-19 in farmacia da parte del farmacista. Dopo la partenza della Liguria a inizio febbraio con il modello che prevede la supervisione del medico a carico della Regione e che da giugno dovrebbe vedere la inoculazione dei vaccini a mRNA messaggero (Pfizer e Moderna), fervono i preparativi in diverse realtà e, per esempio in Lazio, dove le prenotazioni sono state molte, si stanno mettendo a punto gli ultimi aspetti operativi. Intanto, da Aifa è stato messo a disposizione il documento relativo ai vaccini a vettore virale (Astrazeneca e Johnson & Johnson) raccomandati agli over 60, elaborato dal gruppo tecnico Emostasi e Trombosi, per ricapitolare le indicazioni di uso, le modalità di gestione e le informazioni da conoscere nel caso di eventuali eventi avversi.Dal documento viene poi affrontata la motivazione per cui il vaccino Vaxzevria ha visto modificare le indicazioni d’uso rispetto a quelle inizialmente formulate a gennaio – modifica che non ha interessato Janssen, in quanto approvato successivamente. “Seguendo l’approvazione di Ema, Aifa ha autorizzato il vaccino Vaxzevria il 30 gennaio 2021, dando indicazione, in attesa di acquisire ulteriori dati, per un suo utilizzo preferenziale in soggetti tra 18 e 55 anni. La disponibilità di ulteriori dati (provenienti soprattutto da studi osservazionali condotti in Regno Unito e Scozia e resi noti a febbraio) relativi a buoni risultati in termini di efficacia e sicurezza del vaccino in fasce d’età superiori ha portato a due successive circolari del Ministero della Salute che hanno consentito l’utilizzo del vaccino dapprima in soggetti fino a 65 anni e poi anche in un’età >65 anni. Successivamente, peroÌ sono stati segnalati rari eventi avversi gravi, verificatisi entro 14 giorni dalla somministrazione del vaccino Vaxzevria in soggetti nella maggior parte dei casi di età < 60 anni, prevalentemente donne, caratterizzati, appunto, da trombosi in sedi inusuali spesso associate a piastrinopenia". Da qui la raccomandazione per un uso preferenziale per gli over 60, poi ripresa anche per Jannsen, per le motivazioni di cui sopra.Ma sulla base di tale raccomandazione, resta da capire che cosa fare in merito alla seconda dose per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria (Jannsen è monodose): "La mancanza di una definizione del meccanismo eziopatogenetico alla base dei casi di trombosi venosa in sedi atipiche accompagnata da piastrinopenia rende difficile prevedere se, e in quale misura, tali complicazioni possano verificarsi dopo la seconda dose nei soggetti che si trovano nella fascia di età in cui si sono verificati la maggior parte dei casi di Vitt". Secondo una ipotesi già con la prima dose ci sarebbe stata una sorta "selezione dei soggetti più suscettibili", mentre secondo un'ipotesi alternativa "la riesposizione al vaccino potrebbe portare a manifestazioni cliniche importanti in alcuni soggetti che in occasione della prima dose avevano già attivato una risposta immunitaria anomala, anche se clinicamente non evidente". In merito agli aspetti più clinici, ci sono dei fattori in grado di individuare i soggetti a maggior rischio di sviluppare queste manifestazioni tromboemboliche? Ma quali sono i sintomi a cui prestare attenzione? "L'insorgenza di una complicanza trombotica a livello del sistema venoso cerebrale o addominale va sospettata quando compaiono alcune manifestazioni cliniche suggestive. In circa 9 casi su 10 le trombosi dei seni venosi cerebrali (Tsvc) si presentano con cefalea di particolare intensità, che in genere i pazienti riferiscono come "mai provata prima". Nei "giorni successivi alla somministrazione del vaccino, ed in particolare se intorno al 7°-21° giorno, soprattutto quando il dolore eÌ di particolare intensità e/o eÌ associato ad altri sintomi o segni, eÌ opportuno sottoporre rapidamente il paziente ad accertamenti diagnostici. Se la presentazione eÌ importante, eÌ fondamentale inviare immediatamente il paziente al Pronto Soccorso informando della recente vaccinazione. Resta inteso che qualora il quadro clinico sia dubbio perché presenti sintomi di intensità lieve o già accusati precedentemente alla vaccinazione si raccomanda un monitoraggio attento dell'andamento clinico". Francesca Giani (fonte Farmacista33)

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