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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Dl Sostegni: Proroga incentivi fiscali

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

L’emendamento proposto da Assoholding al Governo per la proroga fino al 31 dicembre 2021 dell’art.55 del DL Cura Italia, è stato recepito nell’art. 19 del nuovo Decreto Sostegni bis – Decreto-Legge 25 maggio 2021 n. 73 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 25 maggio 2021 e in vigore dal giorno successivo: “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”.Il Presidente di Assoholding, Gaetano De Vito, ha espresso in una nota «soddisfazione» per l’accoglimento della proposta a suo tempo fatta al Governo in quanto «la trasformazione in credito d’imposta di una percentuale dell’Ires calcolata sulle perdite pregresse si può applicare ora anche su quelle subite nel corso del 2020, e quindi, secondo il nostro appello, nell’anno in cui la pandemia ha contribuito in modo determinante alla loro generazione».L’Assoholding era convinta infatti – come aveva rappresentato nel suo appello per il tramite del Direttore Generale, Barbara Cortese – della assoluta necessità di prorogare la validità temporale della previsione normativa inizialmente fissata al 31 dicembre 2020, fino ad almeno tutto il 2021, per coprire le perdite che il perdurare dell’emergenza pandemica procurerà alle imprese ben oltre la scadenza del 31 dicembre, trasformandole in crediti d’imposta. La norma nasceva come strumento di sostegno alle imprese in difficoltà economica a causa della pandemia, immaginata dal legislatore come pratica virtuosa nella gestione del credito d’imposta, perché consente di creare nuova liquidità attraverso un meccanismo di cessione di crediti inesigibili che danno luogo a crediti d’imposta. Il legislatore ha modificato la disciplina della trasformazione in crediti d’imposta delle attività per imposte anticipate (DTA, Deferred Tax Assets) ponendo la condizione di cessione di crediti deteriorati indirizzati alla creazione di nuova liquidità. In sostanza, le imprese che cedono a terzi i propri crediti commerciali o finanziari deteriorati possono trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate, anche se non ancora iscritte in bilancio, relative sia alle perdite fiscali che alle ACE (Aiuto alla Crescita Economica) rimaste inutilizzate. Un meccanismo virtuoso che genera liquidità extra, in quanto diminuisce il fabbisogno connesso con il versamento di imposte e contributi. Uno strumento concreto ed immediatamente disponibile per le aziende che nei prossimi anni dovranno far fronte alle difficoltà ulteriori generate dalla crisi globale determinata dalla pandemia in atto.

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