Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Covid e la strage silenziosa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Torino martedì 8 giugno alle 17,30 sul canale YouTube del Centro Studi Africani di Torino, con il patrocinio della Città Metropolitana sarà presentato il libro dello storico Roberto Morozzo Della Rocca. Dialogheranno con l’autore il giornalista e inviato de “La Stampa” Domenico Quirico, l’ambasciatore Renzo Mario Rosso, presidente del Centro Strudi Africani, Raffaella Ravinetto, senior researcher dell’Istitute of Tropical Medicine di Anversa, la biologa Susanna Ceffa, che lavora per il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio. Modererà l’incontro Daniela Sironi, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per il Piemonte. “Nessuno si salva da solo”, ha ribadito più volte Papa Francesco, indicando alle nazioni una via condivisa per uscire dall’emergenza Covid, a partire dall’accesso universale al vaccini. L’errore da non ripetere è quello di non estendere ai paesi poveri i trattamenti sanitari, com’è avvenuto per lunghi anni con le pandemie di Ebola e di HIV. A documentare questo tragico errore nella strategia globale di contenimento dei virus è il libro del professor Morozzo della Rocca, ordinario di Storia contemporanea all’Università RomaTre e impegnato nei progetti di cooperazione internazionale della Comunità di Sant’Egidio. Il tema è particolarmente attuale per la connessione all’emergenza SARS-COV-2. Mentre in Occidente erano disponibili le cure per l’HIV e per Ebola, tra 1996 e 2002 in Africa quelle cure erano considerate impossibili. Poiché la gran parte dei malati di AIDS era in Africa, si registrarono decine di milioni di decessi evitabili. Secondo Morozzo della Ricca, a cavallo tra XX e XXI secolo si dubitava della capacità degli africani di assumere regolarmente le medicine, le fragili sanità pubbliche africane erano considerate inefficienti, i costosi farmaci antiretrovirali contro l’AIDS che in Occidente salvavano vite apparivano un lusso (senza però che i corrispettivi farmaci generici, a basso costo, fossero presi in considerazione). Dominava insomma un afro-pessimismo: curare i malati di AIDS nelle regioni subsahariane veniva giudicato una perdita di tempo e denaro. Intanto, la durata media della vita crollava e le economie collassavano. Malgrado gli sforzi di figure come Kofi Annan, Stephen Lewis, Jeffrey Sachs e di tanti medici e volontari sul campo, l’opzione terapeutica si sarebbe affermata in Africa lentamente. L’accesso universale alle terapie sarebbe stato convenuto a livello internazionale soltanto intorno al 2015. La storia di come si è invertita la rotta, nel nome della necessità di salvare il numero più alto possibile di vite, è una lezione esemplare che può aiutare ad affrontare meglio l’attuale pandemia, tutt’altro che contenuta in molti paesi africani, latino-americani e asiatici.

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