Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Con la convocazione dei minori fra 12 e 15 anni si apre la nuova fase delle vaccinazioni anti-Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Per la nuova campagna sono reclutati in prima battuta i pediatri di famiglia. E in autunno la somministrazione della terza dose ai già immunizzati non sarà più condotta nei costosi hub delle Asl ma negli studi dei medici di medicina generale. Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha chiesto ai Mmg la disponibilità a entrare in campo, dopo mesi passati ad aspettare di capire il da farsi, e l’ha ottenuta. Ma ci sarebbero nubi da sgombrare.Serve far dialogare tre tipi di sistemi informatici regionali e nazionale, come spiega Nicola Calabrese vicesegretario Fimmg nazionale e segretario Fimmg Bari. «Tra ottobre e novembre la medicina generale sarà chiamata a praticare le terze dosi alla popolazione vaccinata da marzo in poi e in primo luogo a cittadini con più di 80 anni. È impensabile che la campagna avvenga in modo disorganizzato, con telefonate a centinaia ai nostri studi; saremo noi a convocare con la medicina di iniziativa. A monte, però – aggiunge Calabrese – servirà una cooperazione applicativa tra istituzioni in cui regioni e governo è essenziale ci coinvolgano. Prima di convocare un assistito dovremo sapere che vaccino ha fatto, cosa somministrargli, in quali condizioni è, quali reazioni abbia avuto». E qui ci sono problemi già ora. Calabrese in un comunicato ha segnalato che a Bari i cittadini vaccinati negli hub sono inviati al proprio medico per il rilascio delle attestazioni di avvenuta vaccinazione. «L’attestato può essere compilato, sottoscritto e rilasciato solo dal soggetto che ha effettuato la vaccinazione e nessun altro», scrive Calabrese all’Asl, alla Regione Puglia e all’Ordine. «L’Asl inserisce i dati della vaccinazione sul portale regionale formando un documento – spiega Calabrese a Doctor 33 – ma di fronte alla domanda su come possono avere la certificazione (o su come avere il “green pass” che non c’è ancora) rinvia gli utenti al medico curante. Molti assistiti “rinviati” in studio non hanno lo Spid per scaricare il documento, deve accedere il medico al portale e stampare. Questo ha un senso quando è il medico a vaccinare, o ad effettuare il tampone; non ce l’ha se di regola gli assistiti vengono a chiederci il “certificato”. Non è compito del medico di famiglia fare da Caf. Anche in vista delle partenze per le ferie, in tutte le regioni servono una presa di coscienza e soluzioni strutturali». Cioè in questo caso, le certificazioni vaccinali, regole precise per le Asl. Ma in assoluto serve un metodo a livello di sistema-paese. Il segretario Fimmg Silvestro Scotti chiede anagrafi vaccinali regionali che dialoghino tutte allo stesso modo con l’anagrafe vaccinale nazionale. Un esempio? Da gennaio l’Anagrafe nazionale vaccini andrebbe alimentata ogni giorno dalle Regioni con i dati dei soggetti vaccinati, di quelli da vaccinare prenotati, di chi ha ricevuto la prima somministrazione, dei soggetti in stand-by per rischi di salute, delle dosi somministrate e di eventuali effetti indesiderati. Le stesse informazioni vanno trasmesse all’Istituto superiore di sanità per la sorveglianza immunologica e farmaco-epidemiologia. Scotti però sottolinea come l’allineamento avvenga in giro per l’Italia «a macchia di leopardo». E pone un problema in parallelo: la stessa anagrafe Covid che riporta i cittadini positivi e i tamponi effettuati (e anch’essa si avvale di 21 piattaforme regionali e due nazionali, una ministeriale e una della Protezione Civile), ha problemi a coordinarsi con le regionali, il che allunga le procedure per la registrazione e non permette al medico di fare modifiche in caso di errori nella compilazione di alcuni dati. C’è poi un terzo tipo di flussi da considerare: i dati della piattaforma avviata da Fimmg e Cittadinanzattiva per censire e raggiungere le persone fragili non vaccinate, e che potrebbe essere usata con successo per le terze dosi.Le due associazioni hanno chiesto un incontro al presidente della Conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga. Obiettivo, far sì che le regioni coordinino l’anagrafe Covid con la piattaforma in questione. «È fondamentale agire sui sistemi informativi. In Puglia riusciamo a visualizzare in unica schermata online sia se il paziente ha fatto il covid, e in tal caso tamponi ed esiti, sia la situazione vaccinale ma non so se in tutte le regioni sia così e già questo è un interrogativo importante», riassume Calabrese. «In autunno, i dati sui vaccini dovranno essere di immediata e rapida fruizione da parte del medico e leggibili allo stesso modo ovunque, nell’interesse di tutti». By Mauro Miserendino fonte Doctor33

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