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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Aiuto alla Chiesa che Soffre presenta il Rapporto Annuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Nel 2020 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), attraverso i suoi 23 uffici nazionali, ha raccolto 122,7 milioni di euro in donazioni per i cristiani perseguitati e poveri di tutto il mondo. Le offerte, provenienti da donatori privati, sono aumentate di 16,4 milioni di euro, facendo registrare un +15,4% rispetto al 2019. «ACS Italia, in particolare, ha ricevuto 5.292.153 di euro in donazioni, cioè il 20% in più rispetto all’anno precedente», commenta il direttore Alessandro Monteduro. «15.763 benefattori hanno inviato 38.914 donazioni, grazie alle quali abbiamo finanziato oltre cento progetti a tutela delle comunità cristiane minacciate e oppresse», aggiunge Monteduro. Grazie alle donazioni ricevute, ACS ha finanziato attività per un valore complessivo di 102,1 milioni di euro. A causa dei ritardi causati dalle restrizioni da coronavirus altri 20,6 milioni di euro saranno erogati entro la fine di giugno 2021. Il 79% dei fondi stanziati nel 2020 è stato speso per progetti, informazione, supporto mediatico e campagne di preghiera. In questo modo sono stati sostenuti un totale di 4.758 singoli progetti in 138 paesi diversi. Circa l’8% dei fondi è stato speso per l’amministrazione e il 12,5% per la sensibilizzazione e la ricerca di nuovi benefattori. Dall’inizio della pandemia ACS ha sostenuto 401 progetti legati al coronavirus per un valore totale di oltre 6,2 milioni di euro. Le iniziative hanno previsto, tra l’altro, la fornitura di DPI per sacerdoti e religiosi e aiuti finanziari urgenti.Circa un terzo (32,6%) del totale degli aiuti è andato all’Africa. «Siamo molto preoccupati, in particolare per i Paesi della regione del Sahel, dove c’è stata un’esplosione del terrorismo. La pandemia ha reso ancora più difficile la situazione dei profughi sfollati, e in molti casi la Chiesa è l’unica istituzione ancora rimasta a sostenere la gente», riferisce Heine-Geldern.Mentre per molti anni il Medio Oriente, e in particolare la Siria e l’Iraq, sono stati in testa nella lista dei Paesi sostenuti da ACS, nel 2020 questa regione ha ricevuto il 14,2% degli aiuti stanziati. «Questo ha avuto molto a che fare con la pandemia: molti progetti di ricostruzione strutturale si sono fermati perché era semplicemente impossibile fornire i materiali da costruzione necessari. Ma quest’area rimane comunque profondamente importante per noi», spiega il presidente esecutivo di ACS Internazionale.A seguito dell’esplosione del 4 agosto 2020 nel porto di Beirut, capitale libanese, ACS ha lanciato un programma di aiuti di emergenza per questo Paese, che ha la più grande comunità cristiana del Medio Oriente. In questo modo ha fornito aiuti alimentari di base subito dopo l’esplosione. I successivi progetti di aiuto si sono concentrati sulla ricostruzione del quartiere cristiano di Beirut, particolarmente colpito dall’esplosione. La fondazione ha sostenuto anche la riparazione di chiese e case religiose danneggiate in questa parte della città. Complessivamente ACS ha fornito quasi 4 milioni di euro in aiuti per il Libano nel 2020.L’Asia è stata un’altra regione prioritaria per ACS, con il 18% del totale degli aiuti. La maggior parte di questi – circa 5,4 milioni di euro – è andata all’India. L’intero continente è stato particolarmente colpito dalla pandemia e in molti casi la minoranza cristiana è stata privata dell’accesso agli aiuti forniti dallo Stato. In Pakistan, ad esempio, ACS ha fornito beni di prima necessità ai cristiani che hanno perso i propri mezzi di sussistenza a causa del coronavirus.Quanto alla tipologia dei progetti, al primo posto si collocano gli aiuti alla costruzione. 744 chiese, case parrocchiali, conventi, seminari o centri comunitari sono stati costruiti ex novo, ricostruiti, o ristrutturati dopo la distruzione causata da guerra o terrorismo. Tra i luoghi di culto vi è la cattedrale maronita di Sant’Elia nella città siriana di Aleppo, gravemente danneggiata da attacchi missilistici tra il 2012 e il 2016. Le offerte per la celebrazione delle Messe, per molti sacerdoti l’unica fonte di sopravvivenza, sono state pari a 1,7 milioni di euro. In tutto il mondo, un sacerdote su nove ha beneficiato di questa forma di sostegno. Quanto ai seminaristi, uno su otto in tutto il mondo ha ricevuto un sostegno da ACS per i propri studi e per sostenere il costo della vita nel seminario. In questo modo ACS ha aiutato circa 14.000 sacerdoti di domani.

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