Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Sclerosi multipla: dalle lipossine un possibile strumento per combattere la malattia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

Uno studio internazionale, pubblicato dalla rivista Cell Reports, ha scoperto nelle lipossine un possibile trattamento della Sclerosi Multipla, malattia autoimmune/degenerativa con la quale in Italia si confrontano quotidianamente circa 130mila persone. Le ‘lipossine’ sono le molecole che iniziano la fase conclusiva di un processo infiammatorio acuto, innescando la successiva produzione delle resolvine, ossia le molecole responsabili dei processi di riparazione e ripristino dell’equilibrio con l’ambiente esterno dei tessuti danneggiati.La sfida di utilizzare queste molecole per bloccare l’infiammazione nella sclerosi multipla è stata raccolta dai ricercatori di tre centri di ricerca: la Fondazione Santa Lucia IRCCS, l’Università di Amsterdam e l’Università di Berna, in collaborazione anche con la Harvard Medical School USA, in un lavoro co-finanziato dal Ministero della Salute e dalla Fondazione italiana Sclerosi Multipla il braccio della ricerca di AISM. A Roma, Amsterdam ed Harvard lavorano tre esperti di fama internazionale delle resolvine applicate alla Sclerosi Multipla. Questo lavoro ha unito i dati e le competenze dei gruppi di ricerca del dott. Chiurchiù, del dott. Kooij e della dott.ssa Enzmann, proseguendo il lavoro del dott. Serhan, dell’Università di Harvard, scopritore delle lipossine (1984) e delle resolvine (anni 2010). Questa collaborazione nella ricerca ha permesso la condivisione di dati e modelli sperimentali utilizzando anche campioni di pazienti colpiti da Sclerosi Multipla, accelerando il processo verso la possibile traslazione in nuovi farmaci che possano aiutare le persone ad affrontare la malattia.È il frutto di 2 anni di collaborazione e ha visto la partecipazione di 14 ricercatori. Iniziato da una condivisione di conoscenze e di lavori, e da un’idea del dott. Chiurchiù e del dott. Kooij, è stato possibile realizzarlo in un tempo breve, nonostante il covd-19 che ha ridotto lo scambio di materiali e di campioni tra gli istituti di ricerca, grazie all’esperienza del dott. Serhan e ai modelli disponibili sia all’università di Berna sia a campioni biologici (sangue e plasma) forniti dal Santa Lucia IRCCS.Il meccanismo anti-infiammatorio che si ottiene utilizzando le lipossine in questa nuova strategia terapeutica potrebbe essere utile e replicabile anche su altre patologie croniche autoimmuni infiammatorie, come ad esempio l’artrite reumatoide, la psoriasi e molte altre, che vedono nell’infiammazione cronica un momento fondamentale dello sviluppo delle lesioni. Questo è particolarmente importante considerata la sempre maggiore diffusione di questo tipo di patologie nei paesi industrializzati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: