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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva nell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

In una risoluzione adottata giovedì, i deputati esortano i Paesi UE a proteggere e migliorare la salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne.Nel testo, i deputati affermano che i diritti alla salute, in particolare i diritti alla salute sessuale e riproduttiva, sono diritti fondamentali delle donne che dovrebbero essere rafforzati e non possono essere in alcun modo indeboliti o revocati.La risoluzione non legislativa è stata adottata con 378 voti favorevoli, 255 contrari e 42 astensioni.Inoltre, le violazioni della salute sessuale e riproduttiva delle donne costituiscono una forma di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze e ostacolano il progresso verso la parità di genere. I deputati invitano i Paesi UE a garantire l’accesso a una gamma ampia di servizi di alta qualità, completi e accessibili nel campo della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti e a rimuovere tutte le barriere giuridiche, politiche, finanziarie e di altro tipo che impediscono il pieno accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti per tutte le persone.Alcuni Stati membri applicano ancora leggi fortemente restrittive che vietano l’aborto, salvo in circostanze rigorosamente definite, costringendo le donne a ricorrere all’aborto clandestino, a recarsi in un altro paese o a portare a termine la gravidanza contro la loro volontà, e ciò costituisce una violazione dei diritti umani e una forma di violenza di genere. Nel testo, si esortano gli Stati membri ad assicurare l’accesso universale all’aborto sicuro e legale e a garantire che l’aborto su richiesta sia legale nelle prime fasi della gravidanza, soprattutto se la salute della persona incinta è in pericolo.I deputati si rammaricano che la prassi comune in alcuni Stati membri consenta al personale medico, e talvolta a interi istituti medici, di rifiutarsi di fornire servizi sanitari sulla base della cosiddetta obiezione di coscienza, il che porta alla negazione dell’assistenza all’aborto per motivi religiosi o di coscienza e pone a repentaglio la vita e i diritti delle donne.Inoltre, il PE chiede che i Paesi UE garantiscano una gamma di metodi contraccettivi e forniture di alta qualità, consulenza familiare e informazioni sulla contraccezione ampiamente disponibili.I deputati deplorano che l’accesso all’aborto continui ad essere limitato durante la crisi della COVID-19, così come gli effetti che la pandemia ha avuto sulla fornitura e l’accesso ai contraccettivi. I Paesi UE sono anche incoraggiati a garantire una completa educazione sessuale nelle scuole primarie e secondarie, poiché può contribuire significativamente a ridurre la violenza e le molestie sessuali.

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