Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Un mercato del lavoro da ricostruire

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

di Giuseppe Bianchi I periodici sondaggi indicano due priorità condivise dagli italiani: la tutela della salute e la tutela dell’occupazione. La prima si sta allentando con i risultati del piano vaccinario, mentre la seconda è tuttora carica di tensioni sociali. È noto che nel periodo dell’emergenza sanitaria il nostro Governo è ricorso alla misura straordinaria del divieto dei licenziamenti nell’intento di tutelare l’occupazione in un momento di forte rallentamento della produzione.Il nodo critico è che queste istituzioni pubbliche, distribuite per competenze tra Stato e Regioni, per lo più non funzionano. Un esempio attuale è fornito dalla multinazionale USA Whirlpool che nel maggio del 2019 ha comunicato la decisione di chiudere lo stabilimento di Napoli prevedendo 350 licenziamenti. Sindacati ed Enti Locali hanno consumato due anni nel chiedere la revoca di tale decisione che contraddiceva precedenti impegni sottoscritti dalla stessa impresa, sostenendo nel frattempo i redditi dei lavoratori con gli ammortizzatori sociali. Questa opera di persuasione non è andata a buon fine ed ora i licenziamenti sono alla porta. Va detto che si tratta di lavoratori con buona professionalità e con un’età media di 42 anni. In questo lungo intervallo di tempo è stata offerta qualche alternativa di lavoro a questi lavoratori spendendo la loro esperienza, capacità professionale, disponibilità lavorativa? Nessuna. Si è guadagnato tempo nell’attesa che il problema si risolvesse da solo. Una situazione che spiega l’atteggiamento del Sindacato di farsi scudo del divieto dei licenziamenti.Ma a questo punto si pone una domanda: in presenza di casi analoghi di esuberi del personale o di riconversioni professionali (destinati a moltiplicarsi nel futuro) non c’è una corresponsabilità di imprese e sindacati nel trovare soluzioni che conciliano ristrutturazioni aziendali e tutele del lavoro? Missione, da sempre, del Sindacato è quella di realizzare la tutela del lavoro nelle aziende e nel mercato del lavoro a sostegno dell’occupazione, così come il mondo delle imprese ha sempre favorito una rete di protezione sociale per agevolare la competitività produttiva.Non va peraltro dimenticato che le parti sociali hanno dato vita ad un mercato dei capitali costituito da fondi settoriali che riguardano pensione, salute, formazione, integrazione dei redditi e riallocazione dei lavoratori. C’è la strumentazione degli Enti Bilaterali e dei Fondi di Solidarietà che, per quanto limitata ad alcuni settori (credito, agricoltura ed altri) indica la capacità di dar vita a forme di welfare privato collettivo. Se si vuole arginare la prospettiva velleitaria di uno Stato Provvidenziale le parti sociali devono recuperare un ruolo nelle politiche del lavoro, peraltro svolto nel passato, perchè l’attuale stato sociale è inadeguato per gestire le profonde trasformazioni che si prospettano nelle strutture occupazionali e nelle organizzazioni del lavoro a livello di impresa. Governo e parti sociali devono recuperare una capacità di cooperazione lungo un asse di obiettivi condivisi facendo pace con una storia di reciproca sfiducia e di divisioni per ridare vitalità ad un sistema di relazioni industriali frustrato da anni di bassa crescita e di stagnazione della produttività e bassi salari. (abstract) fonte: (https://www.facebook.com/QuaderniISRIL/ e sul sito http://www.isril.it)

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