Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Infermiere di famiglia: candidato ideale al ruolo di case manager

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

La Centrale Operativa Territoriale è uno strumento organizzativo innovativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico del cittadino/paziente e raccordo tra servizi e soggetti coinvolti nel processo assistenziale nei diversi setting assistenziali: attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere e della rete di emergenza-urgenza.L’obiettivo è assicurare continuità, accessibilità ed integrazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria, attraverso un servizio rivolto prevalentemente ad operatori sanitari e sociosanitari: un ruolo in cui gli infermieri hanno dimostrato non solo durante la pandemia la loro professionalità.E se resta comunque un dato di fatto la carenza di infermieri rispetto alla quale l’Italia è tra i fanalini di coda dell’UE, è forte e chiara l’evidenza dell’impegno di oltre 26mila unità con contratti di varia natura, flessibili e non, durante la pandemia e per affrontare il post-Covid e recuperare tutte le prestazioni rimaste indietro: gli infermieri ci sono.“Gli infermieri – spiega la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli – conoscono e agiscono sul territorio, sono stati quelli che insieme ad altri professionisti, sono andati nelle case delle persone durante la pandemia. Abbiamo avuto l’ennesima conferma – continua – delle situazioni di fragilità, di mancata assistenza, di solitudine e isolamento, e come facciamo da anni ci siamo spesi per garantire il possibile nel prendersi carico della salute dei nostri assistiti e per questo siamo in pole position per il ruolo di team leader nel disegno del PNRR”. “Lo rivendichiamo nel contenuto – afferma ancora Mangiacavalli – e non nel contenitore: non se ne può più di sentir parlare di ‘contenitori’ e di leggere articoli in cui si discute se si deve chiamare in un modo piuttosto che in un altro o in cui ci si riferisce ancora a questioni ormai inesistenti di gerarchia”.“Allora – spiega la presidente FNOPI – costruiamo il team leader sul bisogno prevalente che sia sanitario, sociale, sociosanitario, socioassistenziale: i meccanismi di lavoro non possono essere gerarchizzati secondo modelli precostituiti, ma deve esserci un adattamento reciproco, non la standardizzazione delle competenze, ma la standardizzazione della formazione. Questa è una vera équipe multiprofessionale e questa è l’organizzazione che ci aspettiamo dalle Regioni. Gli infermieri saranno al fianco di quelle che vogliono costruire davvero il nuovo modello, ma con altrettanta forza respingeranno ogni ipotesi di rimanere ancorati a vecchi schemi precostituiti”.

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