Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Innovazione in sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Gli investimenti del pharma in R&S, nel mondo, sono in costante aumento, con una crescita del 25% tra 2020-2026. L’Italia, che ricopre una leadership con Francia e Germania nel campo della produzione farmaceutica, può concorrere ad attrarre una quota importante di questi investimenti nella ricerca e sviluppo, incrementando gli 1,62 miliardi di € investiti nel 2020, che già rappresentano ben il 13% del totale dell’industria manifatturiera italiana. Gli investimenti nel pharma generano importanti ricadute: infatti il rapporto tra risorse investite dalle aziende e valore economico totale generato è di 1 a 3.Questi alcuni dei dati e delle riflessioni condivise oggi durante il secondo incontro organizzato da The European House – Ambrosetti, con il sostegno dell’Italian American Pharmaceutical Group (IAPG) e del Gruppo Europeo e Nipponico di Farmindustria (EUNIpharma). Si è discusso di come promuovere l’innovazione e di quali politiche economiche, industriali e sanitarie possono aumentare l’attrattività del nostro Paese per gli investimenti esteri nel settore farmaceutico.La pandemia ha accresciuto notevolmente la consapevolezza delle istituzioni italiane sull’importanza strategica del settore farmaceutico per il nostro Paese. Per cogliere queste opportunità di crescita occorre tradurre questa consapevolezza in misure in grado di migliorare l’attuale governance della farmaceutica.Nel dibattito sono state, infatti, ricordate le criticità connesse all’equivalenza terapeutica, con le sue ricadute negative sulla tutela brevettuale. Ma il vero problema rimane il sottofinanziamento cronico della spesa farmaceutica per acquisti diretti, che accresce inoltre le difficoltà di accesso per i pazienti alle terapie innovative. L’innovazione e la tutela brevettuale sono inoltre penalizzate dall’attuale sistema di governance della spesa farmaceutica. Infatti, il sistema del payback impatta fortemente la spesa per acquisti diretti in cui sono presenti la quasi totalità dei farmaci innovativi e quelli coperti da brevetto.Esiste un sottofinanziamento strutturale della spesa per acquisti diretti, solo in parte ridotto, dalla creazione dei fondi per i farmaci innovativi e dalla revisione dei tetti di spesa introdotta con la Legge di Bilancio 2021.Un altro esempio di limiti strutturali è rappresentato dal processo di approvazione di nuovi farmaci, questi quando approvati a livello EMA vengono messi a disposizione dei pazienti italiani moltissimi mesi dopo perché soggetti ad un doppio passaggio approvativo, una valutazione da parte di Aifa (418 giorni in media) e passaggi burocratici a livello delle regioni. L’effetto prodotto da tali lungaggini è un -19% di consumi pro-capite in Italia verso la media dei grandi paesi europei.

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