Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

E’ questa la nuova Rai nuova con l’intervento di Draghi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

E’ saltata l’assemblea Rai per l’approvazione del bilancio. Azionisti: ministero Economia 99,56% e Siae 0,44%. Quindi niente bilancio approvato e indicazioni nuovo ad e presidente. Per questi ultimi pendono i nomi di Carlo Fuortes e Marinella Soldi che, indicati dal premier Mario Draghi, godono di un certo lasciapassare (“al di fuori dei partiti”, “sopra le parti”… che per un ente gestito e controllato dai partiti, non è auspicio di chissà quale gestione – 1), che però è soggetto al vaglio del Consiglio dei ministri (con maggioranza due terzi) e della Commissione parlamentare di vigilanza (40 membri per la quale in questi giorni Camera e Senato sono chiamati a votare 4 consiglieri di propria competenza).Già questo potrebbe bastare per capire come, per quanto si parli di nuova gestione, quest’ultima è più che altro un modo di dire, essendo la realtà organica come sempre alle logiche dei poteri dei partiti nel Parlamento.Ma aggiungiamo alcune informazioni apprese dai media. Si vuole scalzare il rappresentate di Fratelli d’Italia in cda per sostituirlo con persona vicina al segretario Pd Gianni Letta. Ma sembra che Draghi non abbia intenzione di inimicarsi ulteriormente la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Inoltre sembra che manchino i voti di Forza Italia e della Lega in Commissione di vigilanza e, per averli, si paventano nomine di direttori e altro in posti di responsabilità in Tg1, Rai1, Rai2 Rai Sport… a cui aggiungere la spartizione per il nascituro portale di informazione online e il canale in lingua inglese, molto sponsorizzato dalla Lega.Se chi legge è riuscito ad arrivare fin qui, oltre ad essersi stancato o incuriosito (i pastoni dei più importanti media nazionali sono pieni di queste notizie con tanto di nomi e cognomi), avrà avuto la conferma che la Rai è “cosa dei partiti”. Altro che “la Rai sei tu” o “la Rai di tutto e di più”. E’ informazione/intrattenimento di Stato, in regime di monopolio e abuso di posizione dominante (il cosiddetto canone che percepisce a differenza dei suoi concorrenti). Niente di nuovo, per carità. Importante è non farsi illusioni su ricette Draghi in materia. Almeno fino a quando non si sarà usciti dal non rispetto del referendum in cui gli italiani chiesero la privatizzazione, così come anche stabilito dalla legge Gasparri successivamente.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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