Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La cultura della fede Il linguaggio della politica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Tanto il mistico quanto il politico sono intimamente commossi dalla loro esperienza e tale commozione abbraccia la totalità del loro essere.Questo concetto lo considero appropriato dove vi è la fede nel suo valore più alto.Non vi è, tuttavia, motivo di mescolanza, senza distingui, poiché il mistico mira all’unione spirituale con Dio mentre il politico guarda alle cose terreno e, quindi, più collimanti con il suo pragmatismo culturale.È un altro aspetto da non sottovalutare se si pensa a quel mix che germoglia schietto nell’animo umano e concorre a riempire una parte senza trascurare l’altra. Penso, ad esempio, a Jacopone da Todi che condusse vita di società e alla sua formazione culturale concorse sicuramente, oltre allo studio della legge, la conoscenza di molte altre cose e alla fine nel ritrovarsi in una sua feconda e legittima ragione di vita. Il suo pathos lirico emozionale accoglie e sublima i risvolti umani in armonia con la viva sostanza dello spirito francescano.Lo stesso potrei dire di un altro personaggio, ma questa volta del nostro tempo, Luigi Sturzo che fece della fede il suo primo amore ma nel bel mezzo del cammino si ritrovato a un’altra passione quella della politica.In lui non vi fu contraddizione ma l’intima convinzione che esiste una predicazione sociale che vuole saggiare la sua capacità di trovare sbocchi utili attraverso un fondante messaggio spirituale. L’uomo e il suo corpo e la sua psiche, in definitiva, è un produttore di beni. Egli è tendenzialmente portato a volare alto per sentirsi libero dai coinvolgimenti psicologici che poteva essersi costruito e in cui per anni si era identificato per poi riconoscersi nella sua originaria identità di homo transcendens, ritrovando il filo d’Arianna smarrito della sua esistenza. Per cogliere, quindi, l’uomo nella sua globalità, unità, essenza, occorre oltrepassare la logica delle culture separate e ricercarvi una sintesi.Nella celebre metafora di Pascal dove “l’uomo è una canna, ma è una canna che pensa” si racchiude il concetto che l’essere umano sente di non essere veramente tale se non invadendo con il suo intelletto, con il suo pensiero le cose tutte e se stesso. (Riccardo Alfonso dal libro: La cultura della fede il linguaggio della politica)

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