Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Lo spirito, la materia e i ricordi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Ho impostato il ragionamento su tre direttrici. Non penso, a questo punto, possa avere importanza dare la priorità a un discorso in luogo di un altro. Lo spirito, la materia e i ricordi sono, a mio avviso, tre facce ugualmente valide e importanti. Il rappresentarle, semmai, mi ricorda altre triadi famose che appartengono ad antiche manifestazioni di fede. Il loro accostamento, tuttavia, è puramente casuale. La mia riflessione è più semplice e limitata. Cerco, semmai, di capire e, ciò facendo, di sciogliere i tanti nodi gordiani che nel corso dei millenni l’essere umano ha annodato per poi affidare ai posteri il compito di scioglierli. Impresa non facile poiché sono stati stretti con innumerevoli fili e che oggi si sono ispessite dai rancori, odi razziali, immani stragi, violenze d’ogni genere frutti di conquiste e di sudditanze, di rivolte da oppressi e da vendette di conquistatori. Da tutto ciò non sono esenti le mie tre figure. Lo spirito, in primo luogo, io l’ho immaginato come la fonte principale della nostra religiosità, quindi come un atto d’amore che dall’interno si espande per ogni dove nel mondo. In pratica non è stato così. L’odio, e quanto altro, tende a confondersi con i gesti d’amore. Gli odori dell’incenso, nei riti religiosi, si sono mescolati con quello acre del sangue dei loro martiri, ma anche in virtù di una spada vendicatrice che ha reso, occhio per occhio dente per dente, l’ingiustizia subita e traendo, da tutto ciò, altre vittime, altri dolori, altre spietate esecuzioni. La materia, a sua volta, ha seguito questo tormentone esistenziale diventando il tramite attraverso il quale tutto è stato possibile realizzare ed anche distruggere. A questo punto non ho l’intenzione, di configurare, nella sua identità sofferente, le ingiustizie subite e che appartengono al passato e si riverberano nel presente, quanto qualcosa che si sta maturando oggi e che tende a pregiudicare il futuro. Mi limito, in altre parole, a osservare ciò che rimane nel rapporto essere umano-natura, parlando di medicine e di medicamenti, anche perché mi aprono la porta a un altro discorso. E’ quello che edifica la sua costruzione sulle fondamenta di una società più giusta e più ricca di condivisioni: dalle risorse energetiche ai ritrovati della scienza, ai benefici offerti dalle innovazioni tecnologiche. Su tutto presiedono i ricordi. Non sono la memoria storica degli eventi grandi, e che hanno riempito innumerevoli pagine di corposi libri di storia e nemmeno il frutto delle cronache del nostro e di altri tempi, attraverso piccoli, e a volte insignificanti, episodi che solo marginalmente sembrano sfiorare la grande avventura umana.È qualcosa di più personale e intimo. È la semplice reminiscenza di un personaggio che immagino colto nel momento in cui, seduto un po’ scomposto davanti ad un caminetto, gravido d’anni, stanco e dal volto solcato in profondità dalle rughe, è ancora capace di alzare a tratti il capo con fierezza e fissare, pur con i suoi appannati occhi, quel lontano punto, senza confini, che gli consente di richiamare i ricordi della sua infanzia. Sono altri tempi. Essi sono ripresi e riversati sull’occasionale, e forse anche distratto, visitatore, ora bambino, ora adulto. (Riccardo Alfonso)

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