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Tecniche di ringiovanimento per affrontare i problemi dell’invecchiamento del collo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

By professoressa Carla Scesa, docente di Cosmetologia dell’Università degli Studi di Siena e della dottoressa Loredana Cavalieri, chirurgo plastico e Consigliere della SIME. Il sogno di un collo da cigno deve far i conti con l’invecchiamento, che spesso lascia a questo livello i suoi segni in maniera più precoce che in altre parti del corpo. Ecco dunque i consigli delle esperte per migliorare l’estetica del collo. Quando si parla di questa parte così in vista e delicata, bisogna tenere a mente che ci sono diverse tipologie di invecchiamento del collo: Le cosiddette collane di Venere.L’invecchiamento del collo (collo ‘da tartaruga’ o ‘da tacchino’). Collo tecnico (o da webinar) Collo ‘ansioso’. Le ‘collane di Venere’ possono essere presenti in età molto giovane e di solito vengono ereditate, sono quelle linee sul collo che, di solito, hanno anche mamma e nonna. L’invecchiamento, invece, è dovuto all’età e si tratta di accumulo di grasso locale e rilassamento dei tessuti. Colpisce soprattutto gli uomini e già prima dei 40 anni. Per questo, si richiede una maggiore prevenzione. Il ‘collo tecnico’ (o da webinar), invece, è un fenomeno abbastanza nuovo che si è notato soprattutto con il Covid-19 e l’aumento delle ore che ci tengono impegnati in posizioni da scrivania, al pc oppure al cellulare. La postura sbagliata ha inciso moltissimo sul collo, dando vita a questo fenomeno. Ma a volte c’è bisogno di un trattamento più energico per ritrovare un collo da cigno, e contrastare il collo da ‘tacchino’ o da ‘tartaruga’, regalo degli anni che passano. “Per contrastare quelle due ‘corde’ verticali (dovute alla contrazione del muscolo platisma) che si formano nella parte centrale del collo, conferendo un aspetto teso e ansioso – spiega la dottoressa Loredana Cavalieri – si può ricorrere all’infiltrazione di pochissime unità di tossina botulinica lungo le cosiddette bande platismatiche, per indurne il rilasciamento. Un’altra metodica, introdotta di recente anche per il collo, è il cosiddetto Endolift, un raggio laser a diodi, emesso dalla punta sottilissima di una fibra ottica (più sottile di un ago) che viene inserita nel derma superficiale, subito sotto la superficie cutanea. Questa metodica sfrutta l’effetto termico del laser per creare una lieve retrazione del derma (effetto ‘tightening’ o di tiraggio), che crea un ‘lifting’ dall’interno, stimolando allo stesso tempo la produzione di neo-collagene da parte dei fibroblasti. L’effetto dell’Endolift si manifesta a partire da un mese dopo il trattamento e dura almeno 12 mesi”. “E non dimentichiamo mai di proteggere il collo dal sole applicando filtri solari ad alta protezione – commenta il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – La medicina estetica può fare molto con terapie mirate come peeling, radiofrequenza, filler, biostimolazione, laser endodermici, ma la cosmesi e la prevenzione rimangono capitoli importantissimi”.

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