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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Scuola: Obbligo vaccinale, mentre il Governo chiede il parere del Cts si fanno classi da 51 alunni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Mentre il Cts viene chiamato ad esprimersi sull’obbligo vaccinale, come se dipendesse da tale organo e come non avesse già detto la sua, arriva dalla capitale la notizia di una classe composta da 51 studenti: sarà collocata nell’IIS «Via C. Emery 97» a Roma Nord, zona Saxa Rubra, e se non si prenderanno provvedimenti si realizzerà con 46 allievi più 5 diversamente abili: “più che «classe-pollaio» un’ammucchiata, se non si prenderanno provvedimenti alla svelta. E un’altra da 35”, scrive oggi Il Tempo.La preside dell’istituto romano “ha informato la comunità scolastica che aspetterà i la risposta dell’Ambito territoriale di Roma. Poi scriverà al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: «Perché – afferma – è inconcepibile sentire in continuazione che si tornerà in presenza a settembre quando ci sono situazioni allucinanti. In questo modo ci costringono a fare la Dad». «Ho chiesto ovviamente lo sdoppiamento della classe: domani l’Atp dovrebbe darci risposta – ha detto la preside – anche perché non ho un organico raddoppiato, quindi il docente di italiano si troverà a correggere 46 compiti e via discorrendo. È improponibile”.“Sdoppiare la classe sarà inevitabile – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma il punto è un altro. Per quale motivo il Governo non ha toccato i parametri di formazione numerica minima di una classe previsti dal Dpr 81/2009, figlio del dimensionamento Tremonti-Gelmini, che fissa a 27 il numero minimo di studenti per classe e dà facoltà di realizzarne in casi eccezionali, come evidentemente quello dell’istituto romano di Saxa Rubra, anche classi-mostro da oltre 30 alunni? Perché il ministero dell’Istruzione continua a tacere su una composizione delle classi ottocentesca e che in tempo di pandemia si può tranquillamente annoverare come una minaccia alla salute delle persone e dei nostri giovani? Attendiamo risposte. E pure immediate, perché tra un mese e mezzo la scuola riprenderà in presenza. E in queste condizioni non è possibile”.

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