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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

2020: 1 milione e mezzo di prestazioni sanitarie non erogate nella Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Nella sola Regione Lazio, tra il 2019 e il 2020, sono mancate all’appello circa un milione e mezzo – esattamente, 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno – tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura. Servizi sanitari non erogati perché l’emergenza Covid-19 del 2020 ha sottratto risorse indispensabili al normale funzionamento dei servizi sanitari. L’unica prestazione che vede aumentare il proprio volume è rappresentata dagli interventi chirurgici per il tumore al retto con una differenza positiva di +63 interventi tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto, Prime visite (-678.500), Prestazioni strumentali (-292.618), Esami specialistici (-428.719), Interventi chirurgici (-9.834) e Prestazioni in Ricovero ordinario (-24.010) segnano complessivamente un segno negativo.Sono alcuni dei dati pubblicati nel secondo Report di monitoraggio dei dati d’accesso alle prestazioni sanitarie a cura di Cittadinanzattiva Lazio, realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo Report della stessa organizzazione.Questa attività viene realizzata da Cittadinanzattiva Lazio attraverso la collaborazione con l’Assessorato regionale alla Salute, al fine di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali. La novità di questa seconda edizione sta nell’unire ai dati la proposta di 4 azioni prossime a venire, ai fini di preparare i servizi sanitari del futuro e rendere i percorsi socio sanitari sempre più fluidi e accessibili attraverso attività di monitoraggio, tutela e relazioni istituzionali.Il Report offre inoltre una rielaborazione dei dati presentati dalla organizzazione nel 2019 insieme a SIMEU Lazio, e che ha riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita.La terza ed ultima considerazione che si può trarre dal Report è quella del territorio come luogo di governo delle azioni di politiche pubbliche. Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata. Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante EST di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica.Accanto ai dati utili alle analisi, il Report di luglio 2021 a cura di Cittadinanzattiva Lazio vuol essere fonte di alcune azioni da avviare nelle prossime settimane. 1 – Richiesta formale di convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle ASL territoriali, perché il tema dell’accesso ai servizi (che se non ben organizzati producono le liste di attesa) è tema che viene anche prima dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute. Chi non riesce ad accedere vede lesa la propria dignità umana. 2 – Avvio di un Monitoraggio sui Distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio, che coinvolgerà, oltre il mondo della salute, anche gli Enti Locali e le organizzazioni civiche per l’ideazione di percorsi di salute, di benessere e di socialità di cui questa Regione ha saputo dare esempi concreti anche durante la pandemia. 3 – Collaborazione con il Policlinico Tor Vergata per mettere al centro le eccellenze a favore dei territori e dei Comuni limitrofi, con il coinvolgimento delle ASL territoriali, dove il Policlinico Tor Vergata possa diventare un player rilevante nel quadrante sud di Roma con uno sguardo attento ai bisogni, alle necessità, alle opportunità dei territori del quadrante a EST e a SUD di Roma. 4 – Avvio, nel prossimo autunno ed in base alla situazione sanitaria in corso, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano nei diversi territori assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti in cui opera Cittadinanzattiva Lazio. (fonte: Fabio Fantoni Segretario generale Igor)

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