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Scuola: Alta incidenza tumorale tra il personale a fine carriera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Non hanno bisogno di commenti le toccanti testimonianze ricevute in questi ultimi giorni dal dottor Vittorio Lodolo D’Oria: tutte docenti con tumori al seno scoperti negli anni finali della loro attività lavorativa. Una di loro scrive: “Dovremmo poter andare in pensione a un’età decente e senza decurtazione”. Un’altra racconta la sua terribile esperienza: “Al 38°anno d’insegnamento, amato per altro ma divenuto stressante, mi ammalai di tumore mammario. Nella mia scuola, a breve distanza di tempo l’una dall’altra, tre colleghe fecero la mia stessa fine e altre tre svilupparono un tumore al polmone”. Esemplari le parole di un’altra docente: dice di far “parte del ‘club oncologico’: già nel 2007 a Milano, dove mi hanno curata, avevano fatto notare l’alta incidenza di tale neoplasia sulle docenti. Sono arrivata alla conclusione che della scuola, allo Stato, non interessa nulla. E di noi ancora meno”. Come pure quella di un’insegnante che “dopo tanti anni di impegno sindacale” racconta di avere “riscontrato molti casi di docenti sofferenti per tumore al seno, senza alcun riconoscimento delle cause e delle conseguenze che questo ha comportato alle insegnanti”.“Tra gli altri commenti – aggiunge il Lodolo D’Oria – c’è anche una nota significativa di una sindacalista come pure un appunto di un ispettore tecnico ministeriale che plaude al fatto che viene finalmente affrontata la questione neoplastica quale malattia professionale dei docenti. Interessante infine l’affermazione – riportata da una docente milanese in trattamento presso un noto centro specialistico – che riferisce la sorpresa dei curanti nel vedere così tante neoplasie mammarie tra insegnanti”.Secondo il medico le tante testimonianze sono “un indizio da non trascurare. La prova scientifica è già stata fornita dallo studio retrospettivo californiano (Bernstein 2002) che non ha avuto alcun seguito, men che meno in Italia. Eppure il meccanismo patogenetico a cascata è noto ed evidente: stress cronico – aumento dei livelli di cortisolo plasmatico – abbattimento delle difese immunitarie – minore controllo della crescita di cellule neoplastiche”. Il dottore ribadisce, dunque: “che l’insegnamento sia psicofisicamente usurante è accertato da numerosi studi scientifici nazionali (La Medicina del Lavoro N. 5/04) e internazionali che in primis evidenziano l’alta incidenza di malattie psichiatriche seguita a buona distanza da neoplasie e disfonie”.Il problema è che le istituzioni, pochi anni fa, hanno riconosciuto come “gravosa” solo la professione di maestra di scuola dell’Infanzia: “non si comprende – dice oggi Lodolo D’Oria – in base a quali criteri non abbiano considerato gli altri livelli d’insegnamento (primaria e secondaria) parimenti usuranti come effettivamente risulta negli studi scientifici a disposizione”. Le leggi, tuttavia, negli anni sono state approvate. Come il DL 81/08 che “dedica un articolo significativo (art. 28) alle cosiddette helping profession per le quali si richiede controllo e prevenzione dello Stress Lavoro Correlato con particolare riguardo al genere e all’età del lavoratore, articolo che sembra proprio riferirsi alla scuola dove l’83% del corpo docente è femminile con età media di 50,4 anni”.

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