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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Basil Kincaid. The Rolling Fields to My House

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Milano Galleria Poggiali Foro Bonaparte 52, 15 settembre – 20 novembre 2021 Inaugurazione mercoledì 15 settembre 2020 dalle 18:30 alle 21:00 http://www.galleriapoggiali.com. Una ricerca spinta dalla voglia di comprendere la trama della propria identità personale e culturale all’interno della diaspora africana, filtrata dalle sovrastrutture della sua esperienza americana. Si muove in questa direzione il nuovo corpus di opere con il quale l’artista ghanese-statunitense Basil Kincaid (1986, St. Louis, Missouri) debutta nella sede milanese della Galleria Poggiali con la sua prima mostra personale italiana dal titolo The Rolling Fields to My House.Attraverso collage, fotografie, installazioni, performance e soprattutto con la tecnica del quilting (assemblaggio di frammenti di trapunte) – realizzate con materiali trovati, recuperati e donati – Basil Kincaid interroga i costumi sociali mentre disegna tessuti culturali alternativi. L’intraprendenza e la libertà di immaginazione emergono come componenti critiche nella liberazione dello spirito. Co-creare luoghi che stimolino la memoria ancestrale dell’amore inteso come libertà insita in noi per attivare spazi che partecipano alla liberazione condivisa su scala locale e globale.The Rolling Fields to My House utilizza la pratica del ‘mondeggiamento’ per creare appartenenza. Le trapunte, le sculture e i disegni esposti in mostra rappresentano la comunicazione interna che l’artista ha coltivato per arrivare a un luogo che avesse senso per l’unico ragazzo nero in una classe di coetanei bianchi. Il trasferimento di Kincaid in Ghana nel 2020 gli ha permesso di rivisitare mondi precedentemente sviluppati e realizzarli in nuovi formati. L’entità nera che appare in queste opere è una solida radice del sé e dell’osservatore; un testimone onnisciente in sintonia con tutte le versioni di sé attraverso le dimensioni esponenziali. Probabilmente un corpo sempre presente che ha pianificato di incontrare ed esplorare la natura policromatica dell’identità nera diasporica su vari terreni, questa volta sul suolo italiano.Le trapunte appese al muro sono estraniate dalla loro utilità e manipolate nel modo in cui vengono lette. In tutto il suo lavoro, Basil si concentra su come il luogo modella la nostra prospettiva, la nozione di appartenenza e il modo in cui ci percepiamo. Il suo lavoro è composto principalmente da materiali trovati o donati che hanno un grande significato emotivo per coloro che un tempo li hanno apprezzati.La pratica della trapuntatura ha una lunga storia nella famiglia che si tramanda da oltre 7 generazioni. Il quilting, all’interno della tradizione culturale nera, è sempre servito come uno spazio rivoluzionario di gioia, coraggio e comunità in diretto contrasto con la sottomissione sociale e finanziaria.“È un modo per onorare i miei predecessori mentre affronto le domande e le preoccupazioni su dove sono, siamo, oggi. – Afferma Basil Kincaid – È un modo per restaurare e ricostruire con l’intraprendenza insita dentro di noi.”

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