Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 6 agosto 2021

Roma: Scuola ed educazione stradale

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Firmato il protocollo di intesa tra Roma Capitale e Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per la formazione di tutte le insegnanti delle scuole dell’infanzia capitoline sul tema dell’educazione stradale. L’obiettivo finale è realizzare progetti su questo tema per i piccoli alunni.L’accordo triennale prevede la formazione sull’educazione stradale per tutte le insegnanti, che a loro volta svilupperanno per i bambini, nelle rispettive classi, il progetto “La Buona Strada della Sicurezza”, elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili per gli alunni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.Il progetto nelle scuole dell’infanzia capitoline partirà già dall’anno scolastico 2021/2022 e prevederà per l’intera durata del protocollo una formazione estesa a tutto il personale insegnante delle scuole dell’infanzia capitoline nell’ambito della formazione obbligatoria. “Il lavoro con i piccoli è determinante per il loro futuro di adulti consapevoli e responsabili, educati al rispetto dell’altro e delle regole. Possiamo iniziare da subito ad insegnare loro le basi dell’educazione stradale, con il linguaggio e i metodi educativi più adatti”, afferma la sindaca Virginia Raggi.

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GDD Fashion Week 2021 al via le iscrizioni: nuova edizione, nuova sfida

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Si ripartirà dall’autunno, con la consueta voglia di fare e soprattutto di stupire. La fase finale della GDD FASHION WEEK, per la prima volta dopo 16 anni ininterrotti di successi, non avrà luogo ad Amantea (Cs) nella suggestiva cornice del Parco della Grotta, casa ideale della kermesse. La frana che ha interessato il centro storico del comune nepetino ha momentaneamente interdetto l’accesso al “salotto sotto le stelle della città”. Il contest è indirizzato a stilisti, studenti presso istituti pubblici e privati di design, moda e modellistica, allievi delle università di moda e delle scuole professionali. Possono partecipare, altresì, gli stilisti che abbiano già aperto un proprio atelier da meno di otto anni. Possono partecipare anche gli stilisti con meno di diciotto anni, purché autorizzati dai propri genitori o da chi ne fa le veci. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito http://www.gddfashionweek.it. La giuria tecnica, composta da professionisti e rappresentanti della stampa e del mondo della moda, assegnerà una borsa di studio di 2.500,00 euro. È inoltre prevista la possibilità per ogni singolo sponsor dell’evento di assegnare riconoscimenti ai candidati prescelti. Tutti gli eventi saranno presenziati e seguiti da professionisti del settore quali giornalisti, blogger, influencer, buyer, stilisti affermati e tecnici del mondo della moda con l’unico scopo di offrire agli stilisti sempre maggiori possibilità per mettere in mostra il loro talento.

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Conferenza intersettoriale Amazon Business Exchange

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Amazon Business Exchange (ABX), conferenza intersettoriale progettata per aiutare le imprese locali e multinazionali, le PMI, e numerose altre realtà incluse le no-profit e università, a guidare la trasformazione in campo di procurement, tornerà per la sua terza edizione annuale. L’evento virtuale e gratuito con il tema “Lead Purchasing Transformation” avrà luogo il 5 ottobre 2021 dalle 10 alle 12:30 CEST.Nabil De Marco, Direttore di Amazon Business Europa, afferma: “Nel 2021, a più di un anno dall’emergere della pandemia globale, l’economia è tutt’altro che tornata alla normalità e il panorama degli acquisti aziendali è cambiato notevolmente. Siamo entusiasti di accogliere i leader dell’approvvigionamento, della finanza e della supply chain ad ABX 2021, un’occasione in cui potranno scoprire come ottimizzare le tecnologie di e-procurement per trasformare le loro organizzazioni, risparmiare sui costi ed essere più efficienti”.Partner: Amazon Business si integra con oltre 100 sistemi di approvvigionamento leader in tutto il mondo per aiutare a semplificare il processo di acquisto. ABX mostrerà a tutte le organizzazioni la funzione di punchout di Amazon Business e i vantaggi di utilizzare i partner del software di approvvigionamento per guidare la trasformazione digitale.I partecipanti avranno l’opportunità di ascoltare Amazon Business, AWS, e i dirigenti degli acquisti di bp, Diebold Nixdorf, Universität der Bundeswehr, Aramis Auto, Amorim Cork, Università di Siena, Lantania, e Applus, così come una serie di esperti provenienti da diversi settori in tutta l’UE tra cui la vendita al dettaglio, l’informatica, la produzione, i servizi alle strutture e il settore pubblico.Le partecipazioni sono ora aperte tramite registrazione sul sito: business.amazon.it/abx. Tutti i dettagli sul programma della giornata e sui relatori saranno annunciati nelle prossime settimane sul sito ABX.

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“Senza dolore. La moglie del diavolo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Un saggio ed un romanzo. Un esordio doppio per l’autore milanese Andrea Gotti. “Senza dolore. La moglie del diavolo”, dato alle stampe da Youcanprint, è un saggio sugli interrogativi dell’esistenza, sulla condizione umana, sul dolore dell’uomo. Si propone come uno sguardo sulla propria condizione personale, sul rapporto con l’umanità circostante per comprendere fino in fondo se stesso; è un compendio quasi leopardiano sul dolore dell’esistenza: “L’anima continua a piangere, migliaia di gocce invisibili cadono a terra”. L’opera arriva dopo la pubblicazione del primo volume di Andrea Gotti, “Una strana vita”, un racconto, quasi un thriller che l’autore ha confezionato partendo dall’esperienza giovanile di un soggiorno a Londra.Le due opere, edite entrambe nel 2020, arrivano ora sulle piattaforme digitali, dopo i mesi difficili della pandemia. In autunno, calcheranno i palcoscenici di alcuni eventi culturali in Lombardia per essere presentati al grande pubblico.Un esordio letterario su doppio binario, dunque, per Andrea Gotti che ha presentato dapprima il racconto “Una strana vita”. Dal racconto avventuroso, con un volo immaginario su un aereo rubato in un hangar, l’aereo che si inabissa, il naufragio, e poi un’avventura alla ricerca di un’arma segreta, il coinvolgimento in una storia di spionaggio, l’amore impossibile per Carla e quello, più facile ma deludente, per Odessa, l’autore trae lo spunto per una riflessione più profonda, quasi sdoppiando la sua esperienza e traslandola sul piano dell’analisi esistenziale. Gotti, quindi, trasferisce la sua esperienza nel saggio “Senza dolore”, riprende in mano il filo della sua esistenza, ne analizza i momenti positivi e negativi, le delusioni (anche quelle legate all’amore perduto), le difficoltà dei rapporti, analizza alcune situazioni personali (il rapporto difficile con il padre), analizza le distorsioni attorno a lui (l’abisso del mondo oppresso dal Dio denaro, che egli immagina come “la moglie del Diavolo”). L’analisi di Andrea Gotti è impietosa: “Siamo copie di Caino pari alla sua crudele e speculare immagine”.Per l’autore, scrivere è un bisogno: “Ho ripreso a scrivere dopo molti anni e mi sento così strano, diverso (…) Forse è peccato ammirare me stesso dopo tanto tempo”, ma è anche la condizione che permette di rasserenare un’esperienza personale difficile e di aprirla, nonostante tutto, alla speranza. “Ormai vegeto in questa società. I miei pensieri si sono spenti con la speranza di incontrare la felicità. E se la speranza muore per ultima, è per questo che lotto ancora”.«Per me scrivere è come una catarsi – continua Gotti – le mie esperienze personali, rivissute, sono state trasferite in un racconto. “Una strana vita” avrà un seguito e ritroveremo Andrew protagonista di altri racconti. Inoltre, ho voluto affidare ad un saggio “Senza dolore” alcune considerazioni personali, il mio contributo personale per un’analisi della condizione dell’uomo, spesso difficile e dolorosa. Il dolore fa parte dell’esistenza, ma ciò che io oggi voglio offrire ai miei lettori è il percorso di consapevolezza e di analisi che ci permette di conoscere l’esistenza,le difficoltà che essa pone, e di affrontarla al meglio».

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“Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Ma secondo una fonte citata dal Financial Times, un altro fattore potrebbe aver giocato un ruolo in questa trattativa: “Le aziende hanno capitalizzato il loro potere di mercato e hanno messo in campo il solito argomento farmaceutico: i vaccini funzionano, quindi ne aumentiamo il ‘valore’. .”Questo potere di mercato (un’azienda può fissare un prezzo più alto del suo costo di produzione perché gli acquirenti non hanno scelta) è particolarmente visibile se prendiamo l’esempio dell’Italia (e non solo), dove la stragrande maggioranza di vaccinazioni avvengono con il Pfizer. Una situazione di monopolio a cui, se aggiungiamo le minori vaccinazioni di Moderna, Astrazeneca e Janssen è comunque un oligopolio che non può escludere accordi fra le varie aziende per aumentare insieme i prezzi (come è già avvenuto per Pfizer e Moderna).Alle informazioni sull’aumento del prezzo di Pfizer, un rappresentante della commissione, citato da Reuters, aveva spiegato che il costo avrebbe tenuto conto delle varianti.Ma poche settimane prima due dirigenti di Pfizer avevano annunciato in una conferenza con gli investitori che un aumento dei prezzi era possibile, ma per ragioni finanziarie: “Se si guarda a come vengono determinati domanda e prezzi attuali, è chiaro che non sono è da quelle che definirei normali condizioni di mercato o normali forze di mercato… Sono determinati dalla situazione pandemica in cui ci troviamo e dalla necessità che i governi ottengano dosi da vari fornitori di vaccini”, aveva detto il direttore finanziario del gruppo, Frank D’Amelio.“[Ma] le normali forze di mercato alla fine riprenderanno il controllo. Fattori come l’efficacia, la possibilità di richiamo della vaccinazione e l’utilità clinica diventeranno molto importanti. E francamente, la vediamo come un’opportunità, in termini di domanda e prezzo, visto il profilo del nostro vaccino”, concluse, citando una “significativa possibilità” di aumentare il prezzo per dose.Per capire meglio il contesto, è bene ricordare che l’Unione Europea aveva pagato meno di altri (come Uk, Usa o Israele) per i primi ordini di vaccini.Ci sembra evidente che le aziende (Pfizer come le altre, in testa) hanno a cuore prima di tutto il capitale dei propri azionisti. E che “l’appetito vien mangiando”. La salvezza dell’umanità? In fondo a destra. Aspettiamo le conseguenti iniziative dell’Ue, in ritardo visto che questo appetito era noto da marzo, oltre che insito nel nostro sistema economico capitalistico. Vincenzo Donvito, Aduc

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I vaccini anti-covid costeranno di più. Come l’appetito vien mangiando

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“Pfizer ha aumentato il prezzo del suo vaccino contro il Covid-19 di oltre un quarto e Moderna di oltre un decimo rispetto agli ultimi contratti dell’Unione Europea, mentre l’Europa ha avuto problemi di approvvigionamento e preoccupazioni per gli effetti collaterali dei prodotti concorrenti”, scrive il quotidiano britannico Financial Times del 01/08/2021. Nel dettaglio i nuovi prezzi: 19,50 euro a dose per Pfizer (contro i 15,50 precedenti) e circa 21,50 euro per Moderna (contro 19). Non si tratta di uno scoop, dal momento che era già stato annunciato in primavera. Pfizer, contattata da CheckNews fa sapere di non voler dire nulla sui prezzi: “Le nostre discussioni sui prezzi con governi e istituzioni sono riservate. Pfizer e BioNTech hanno collaborato con la Commissione Europea per pubblicare gli accordi per l’acquisto nell’interesse della trasparenza. Come generalmente avviene con accordi di questa natura, i documenti sono necessariamente secretati su determinati dati, compresi i dettagli aziendali, al fine di mantenere la riservatezza desiderata da tutte le parti”. In materia non abbiamo registrato posizioni ufficiali delle autorità sanitarie italiane (ministro Speranza incluso). Per comprendere l’aumento del prezzo, c’è un intervento esplicativo, lo scorso 2 agosto, del ministro francese per gli Affari europei, Clément Beaune: “Le dosi di vaccino che l’Ue sta negoziando non sono le stesse del vaccino di prima generazione. Sono adattati alle varianti. Chiediamo inoltre che la maggior parte della produzione sia sul territorio europeo. E con tempi di consegna più precisi.” “Si tratta di pagare il prezzo equo rispetto ai requisiti che chiediamo ai laboratori, per tutelare gli europei nel modo più efficace possibile”.Pfizer conferma inoltre che “ci sono alcune differenze tra questo terzo contratto e gli accordi” sottoscritti in precedenza, con riferimento in particolare alla produzione di dosi in Europa. E sottolinea che “il prezzo del vaccino include tutti i costi e non solo quelli legati alla produzione”, citando “costi di ricerca e sviluppo”, “studi clinici”, “investimento nello strumento di produzione” o anche attività di supporto (formazione, vendite, amministrazione, ecc.). “Abbiamo investito a rischio nel marzo 2020 e ci siamo assunti i costi di sviluppo e produzione del vaccino da soli, senza beneficiare di sussidi pubblici o privati”, afferma l’azienda farmaceutica americana. “Da allora, abbiamo mantenuto massicci investimenti, in studi in corso e futuri come ad esempio sulle varianti e nel nostro strumento di produzione, al fine di raggiungere il nostro obiettivo di somministrare fino a 3 miliardi di dosi del nostro vaccino nel 2021″.

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Ristori per zootecnia e pesca

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa sui due decreti attuativi che assegnano le risorse previste dall’ultima Legge di Bilancio come ristori alle filiere zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura. Si tratta di 114 milioni di euro che vengono così assegnati ai comparti che maggiormente hanno patito le conseguenze economiche causate dalle restrizioni legate alla pandemia Covid-19”. A dichiararlo è la deputata Maria Marzana, esponente M5S in commissione Agricoltura.“Al settore della pesca sono assegnati 15 milioni di euro – aggiunge -. Il contributo alle imprese armatrici è riconosciuto in funzione della stazza delle imbarcazioni. All’acquacoltura vanno 3,5 milioni: da un minimo di 5.000 euro per le microimprese a cui è assegnato l’85% delle risorse a un massimo di 20.000 euro (5% del totale). Infine 1,5 milioni di euro per la pesca in acque interne: 993mila euro in Veneto, 143mila in Sardegna, 104mila in Lombardia, 75mila in Puglia, 70mila in Emilia-Romagna e il resto suddiviso tra le altre regioni”. “Alle filiere zootecniche sono assegnati, invece, 94 milioni di euro di cui 7,4 per nuove domande, 17 milioni al suinicolo, 2 milioni per il cunicolo, 43 milioni per la carne bovina suddivisi per tre classificazioni, 7,7 milioni per l’ovicaprino, 0,3 per la filiera caprina e 24 milioni di euro per l’allevamento delle vacche da latte” conclude.

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Le risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Anche l’Italia dell’acqua conferma la fotografia di un Paese caratterizzato da un forte gap fra Nord e Sud, ma ciò che deve preoccupare di più è il marcato carattere torrentizio, assunto dal fiume Po che in un settimana, dopo un periodo di preoccupante siccità e grazie alle piogge a monte, si è riportato abbondantemente sopra media, più che raddoppiando le portate in Emilia Romagna, dove invece continuano a soffrire i livelli dei fiumi appenninici, soprattutto nel Piacentino, dove sono ben al di sotto del minimo storico mensile (Trebbia: mc/sec 0,3 ,ma l’anno scorso era mc/sec 24,28; il Nure è praticamente secco, mentre nell’Agosto 2020 aveva un flusso di mc/sec 40,68!). Sempre nel Piacentino, l’invaso di Mignano trattiene attualmente il 39,9% dei volumi autorizzati, mentre quello del Molato è al 25%: quindi nel mese di luglio sono stati utilizzati circa 6 milioni di metri cubi d’acqua, più di quanto registrato mediamente nel quadriennio, pur continuando a mantenere disponibilità idriche, superiori allo scorso anno. A Sud del Grande Fiume, in particolare in Romagna, le precipitazioni hanno continuato ad essere molto scarse (in Luglio: a Nord del fiume Reno, mm. 29; a Sud, mm. 21,6; sui bacini montani, mm.32). “La diversificazione di disponibilità idriche tra aree perfino limitrofe è l’esempio evidente di come sia impossibile applicare in Italia regimentazioni idrologiche secondo parametri calcolati per i fiumi del Centro-Nord Europa, che hanno andamenti costanti e portate decisamente superiori ai corsi d’acqua italiani” evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“E’ questo il senso della battaglia che, insieme agli altri Paesi mediterranei, conduciamo nell’Unione Europea attraverso l’associazione Irrigants d’Europe – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – L’obbiettivo del benessere degli habitat fluviali è condiviso, ma i modi per raggiungerlo devono essere calati su ogni singolo territorio, perché il regime idraulico è elemento fondamentale di aree fortemente diverse anche all’interno di uno stesso Paese come l’Italia. Applicare parametri identici in tutta la U.E. rischia di avere conseguenze devastanti per gli ecosistemi locali.” Quasi tutti i corpi idrici dell’arco alpino italiano stanno godendo di un’abbondanza di risorsa idrica, superiore agli anni passati. Le piogge hanno notevolmente migliorato la deficitaria situazione idrica del Piemonte, dove le portate dei corsi d’acqua sono in lieve crescita (fonte A.R.P.A. Piemonte), seppur inferiori al 2020 (ad eccezione di Dora Baltea e Stura di Lanzo) e solo il bacino del fiume Tanaro continua a denunciare uno stato di siccità severa (indice S.P.I.). Gli eventi meteo hanno rimpinguato anche i grandi bacini del Nord, tutti ora sopra la media e con volumi superiori a quelli dell’anno scorso, nonchè il fiume Adda che , in Lombardia, incrementa fortemente la portata, più che raddoppiando quella del 2020 e segnando i livelli massimi del recente quinquennio. Pure in Veneto i fiumi hanno beneficiato delle abbondanti piogge di fine luglio e l’Adige segna la migliore performance dal 2014 (fonte: A.R.P.A. Veneto). Nel Centro Italia, invece, non migliora la situazione idrica ad iniziare dalla Toscana, dove solo il Serchio è sopra la media, addirittura dimezzata per quanto riguarda l’Ombrone. Resta grave la situazione nelle Marche, dove i fiumi hanno portate largamente deficitarie (fonte: Protezione Civile Marche) ed i bacini trattengono 36,53 milioni di metri cubi d’acqua contro una capacità complessiva, pari a Mmc. 65,32. Tra Lazio e Campania, pur rimanendo in linea con l’anno scorso, sono in decrescita i flussi dei fiumi Liri, Sacco e Garigliano, mentre solo il Volturno ha indice positivo. In Basilicata è in media l’altezza idrologica del fiume Agri mentre, a causa dei fabbisogni irrigui, le disponibilità idriche nei bacini lucani calano di oltre 16 milioni di metri cubi in una settimana, così come scendono di quasi 14 milioni, quelle pugliesi. Infine, gli invasi della Sardegna, pur diminuendo la quantità trattenuta (-150 milioni di metri cubi in un mese) mantengono volumi leggermente superiori a quelli già confortanti dello scorso anno.

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Dopo la giustizia ora la riforma del sistema carcerario

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La riforma della giustizia non può limitarsi alle aule dei Tribunali ma deve entrare nelle carceri. Aspettiamo adesso che gli impegni che ha preso la ministra Cartabia dopo la visita del 14 luglio a Santa Maria Capua Vetere, insieme al Premier Draghi, si trasformino in provvedimenti ed atti recuperando il tempo perduto dai precedenti Governi”. Lo afferma il segretario del S.PP. Aldo Di Giacomo ricordando che “l’ultimo tentativo di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria risale al 1990 alla legge 395 che ha introdotto qualche novità in un avvio di processo di riforma rimasta incompiuta per la responsabilità di tutti i Ministri alla Giustizia che hanno preceduto la Cartabia”. “Tra le promesse contenute nell’intervento a Santa Maria Capua Vetere, come abbiamo avuto modo di ascoltare dalla diretta tv – ricorda il segretario del sindacato penitenziari – ci sono nuove assunzioni per la polizia penitenziaria, la costruzione di 8 nuovi padiglioni con i fondi comunitari, programmi di formazione per il personale. E’ da anni che segnaliamo una carenza di dotazione organica che va oltre 5mila nuovi posti se si vuole realmente superare le attuali condizioni massacranti di lavoro che vanno oltre i turni senza riposo e riguardano la sicurezza del personale penitenziario. Ci aspettiamo inoltre programmi adeguati per formazione ed aggiornamento professionale di uomini e donne in divisa che nelle intenzioni del Governo dovrebbero aiutare a far sì che la pena sia finalizzata al recupero sociale del detenuto come prevede la Costituzione e non sia fine a se stessa. Un obiettivo più che condivisibile e più facile da dire che da realizzare senza strumenti e strutture adeguati. Ci sono poi due “nervi scoperti” del sistema penitenziario attuale: i detenuti con problemi psichiatrici e quindi il problema della salute mentale in carcere; la presenza nelle celle di alcune decine di bambini con le madri detenute che è un’offesa alla coscienza civile del Paese. Sappiamo bene che riaffermare la presenza dello Stato in carcere – continua Di Giacomo – non è facile perché c’è la necessità di resettare tutta l’attività dei vari Ministri di Grazia e Giustizia che si sono succeduti in tanti anni. Gli effetti di decenni di sottovalutazioni, provvedimenti scoordinati, direzione del DAP inadeguata sono a tutti evidenti.

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Lazio: Anastasia rielleto garante detenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“Il Consiglio regionale del Lazio ad ampissima maggioranza ha confermato Stefano Anastasia come Garante delle persone private della libertà nella nostra Regione per il quinquennio 2021-2026. Vogliamo esprimere al Garante la nostra stima e le più sincere congratulazioni per la sua rielezione, attestato dell’ottimo lavoro svolto in questi anni su temi prioritari per le carceri del Lazio e d’Italia, dall’endemico problema del sovraffollamento all’emergenza socio-sanitaria causata dalla pandemia. Condividiamo col Garante l’impegno per la sfida che ci attende: riportare le carceri alle loro strette necessità e per le pene più lunghe, non solo per rendere più vivibili gli spazi di detenzione, ma anche per rafforzare il sistema di garanzie e tutele e ampliare la sfera dei diritti e le opportunità di formazione e inserimento lavorativo per le persone detenute. Con questo mandato la Regione Lazio, che ha fatto molto, può e deve fare ancora di più, a sostegno di uno Stato di diritto che non può smarrirsi, ma che proprio nelle carceri deve trovare nuova linfa e compimento nella piena realizzazione della finalità rieducativa della pena”. Così in una nota il gruppo consiliare al Consiglio regionale del Lazio Lista Civica Zingaretti con la capogruppo, Marta Bonafoni, e i consiglieri Gino De Paolis e Gianluca Quadrana.

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Mostra Dall’Italia ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Roma Casina dei Vallati, Fondazione Museo della Shoah via del Porcico d’Ottavia 29. A seguito del grande successo di pubblico con oltre 200 visitatori al giorno e oltre 4000 ingressi nei mesi di giugno e luglio, la mostra “Dall’Italia ad Auschwitz” a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, in corso presso la Casina dei Vallati sede museale della Fondazione Museo della Shoah, rimarrà aperta al pubblico anche durante tutto il mese di agosto. La mostra, presentata il 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della Memoria, si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Associazione Figli della Shoah e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau.Si tratta innanzitutto delle persone di origini ebraiche – spesso interi blocchi familiari –, compresi gli ebrei stranieri che negli anni precedenti avevano cercato rifugio nella penisola e gli ebrei che risiedevano nelle isole del Dodecaneso, nella quasi totalità di nazionalità italiana. Ma, grazie alle indagini storiografiche condotte, si è scoperto che la realtà della deportazione “politica” – nella quasi totalità costituita da donne residenti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico) – è ben più consistente rispetto a quella proposta fino ad ora dalla storiografia e che la deportazione ha toccato anche un piccolo numero di rom – dato fino ad oggi sconosciuto –, anch’essi arrestati nell’Adriatisches Küstenland.La mostra si caratterizza per la presenza di considerevoli novità, storiografiche ed espositive, fra cui innanzitutto la scoperta della rilevante consistenza della deportazione dei “politici” non ebrei ad Auschwitz e la presenza nei convogli di rom, donne e uomini. Vengono presentate nuove cifre della deportazione ebraica, compresa anche l’individuazione di nuove date di partenza dei trasporti.Nel corso della ricerca è emersa la notevole consistenza, nei vari trasporti, di coniugi e figli di matrimoni misti così come la loro specifica sorte all’interno del campo. [La ricerca per stabilire il numero delle persone deportate rimarrà in ogni caso sempre in corso] Ponendosi la mostra come obiettivo anche quello di dare un volto alla deportazione dall’Italia ad Auschwitz, sono proposti nuovi e commoventi percorsi biografici di numerose vittime, sia tra i “sommersi”, sia tra i “salvati”, senza tralasciarne alcuni relativi ai persecutori. Tali percorsi vedono la presenza di preziosi documenti originali e oggetti personali.L’ampio uso di disegni e dipinti realizzati nel dopoguerra da artisti sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz ci fanno comprendere situazioni che non sono documentate da immagini fotografiche. Nuove mappe assonometriche realizzate in Germania dall’architetto Peter Siebers – un progetto sostenuto da Serge Klarsfeld – ci permettono una migliore visualizzazione di Auschwitz I, di Birkenau e di Monowitz.Molte novità presenti in questa esposizione sono il frutto di un lavoro di ricerca effettuato per diversi mesi dai curatori insieme ad autorevoli studiosi della Shoah, della deportazione ebraica e della deportazione politica. Per la prima volta gli enti più prestigiosi che si occupano del tema hanno lavorato fianco a fianco, anche in previsione della realizzazione del memoriale italiano che sarà allestito dal Governo italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Si tratta del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano – Liliana Picciotto e il suo staff –, della Fondazione Memoria della Deportazione, sempre di Milano, dell’ANED (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) nazionale, l’ANED di Sesto San Giovanni – Laura Tagliabue – e di Trieste – Dunja Nanut – e del Auschwitz-Birkenau State Museum – Jadwiga Pinderska-Lech –.Con questa grande mostra sarà possibile conoscere per la prima volta in maniera completa il “volto” della deportazione in Italia. http://www.museodellashoah.it ORARI MOSTRA:da domenica a giovedì dalle ore 10.00alle ore 17.00 venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 sabato chiuso

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Verso la normalità: outlook d’autunno

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. La ripresa economica che si sta manifestando nella maggior parte dei Paesi Sviluppati rende vivo il dibattito intorno alla durata di questo periodo di transizione. I consumatori hanno accumulato risparmi durante il periodo di lockdown e ora stanno sostenendo la domanda, mettendo pressione ai prezzi, soprattutto in quei settori più colpiti dalle misure di blocco (hospitality, leisure e automotive). Allo stesso tempo, persiste la carenza di manodopera, così come gli aiuti governativi per i lavoratori. Tuttavia, è probabile che queste tendenze inflazionistiche diminuiscano con il passare del tempo e che le curve di offerta si spostino per soddisfare la domanda, disinnescando ulteriori aumenti di prezzi. I temi chiave che interessano i mercati finanziari rimangono sostanzialmente invariati rispetto alla fine del primo trimestre. Il progresso della ripresa è ancora in gran parte dettato dalla velocità e dall’efficacia del lancio globale del vaccino, i titoli value stanno ancora sottoperformando i titoli growth (nonostante l’inversione di tendenza avvenuta per alcune settimane nel corso del trimestre) e la principale preoccupazione per le banche centrali è ancora l’inflazione.Se il primo trimestre ha gettato le basi per un’economia post-Covid, il secondo trimestre ha marcato un passo deciso verso la normalizzazione. È sempre probabile che ci siano turbolenze in una situazione senza precedenti come quella in cui ci troviamo ma, con la riapertura delle economie e l’impatto dei vaccini, le prospettive sono molto più rosee di quanto non siano state nell’ultimo anno e mezzo.Per verificare quale sarà l’effettiva portata della campagna vaccinale in Europa può essere utile guardare alla situazione nel Regno Unito, un paio di mesi in anticipo rispetto all’UE per quanto riguarda il piano vaccinale. Il paese ha vaccinato completamente circa il 70% della popolazione adulta, e quasi nove adulti su dieci hanno avuto almeno una dose. Tuttavia, nel Regno Unito troviamo attualmente il più alto tasso di infezioni da Covid-19 in Europa (con un numero di test di molto superiore alla media degli altri Paesi anche grazie alla distribuzione di tamponi fai-da-te gratuiti). Questa discrepanza si spiega con il fatto che il governo ha appena sancito la quasi completa revoca dei mandati di distanziamento sociale. Con la maggior parte della popolazione anziana e vulnerabile completamente vaccinata, il legame diretto tra numero di casi e ricoveri e decessi sembra essere stato (almeno parzialmente) interrotto. Ciò si traduce nella completa ripresa delle normali pratiche commerciali. Se il vaccino continuerà a interrompere la relazione tra numero di infetti e persone ospedalizzate, possiamo aspettarci un autunno praticamente normale nella maggior parte del mondo occidentale.Nonostante i miglioramenti apportati alla situazione sanitaria globale nel secondo trimestre, la minaccia di un’inflazione superiore al previsto resta il convitato di pietra. La crescita dei prezzi è una caratteristica che sta accomunando la maggior parte dei Paesi usciti dalla quarantena. È nei momenti di politica monetaria radicale che i mercati finanziari tendono a ballare sulle note della Fed e della BCE. I principali segnali emersi nel secondo trimestre sono che i tassi di interesse potrebbero aumentare prima del previsto, a causa dell’inflazione e delle prospettive di crescita che vengono riviste al rialzo. L’ultimo meeting della Federal Reserve ha mostrato un leggero cambio di rotta con riferimento alle previsioni legate all’aumento dei tassi di interesse. I cosiddetti “Dot Plot” (previsioni aggregate) mostrano due aumenti nel 2023 che non erano previsti a marzo. Inoltre, il presidente Powell ha comunicato che la Fed sta valutando l’opportunità di avviare discussioni sul tapering degli acquisti di obbligazioni. La Fed sostiene che l’attuale picco dell’inflazione sia in gran parte guidato da fattori a breve termine. Questi includono elementi come i costi del carburante e i colli di bottiglia della produzione che dovrebbero essere temporanee e destinate a riassorbirsi nei prossimi mesi. In effetti, ci sono già segnali di un raffreddamento dell’inflazione negli Stati Uniti. A nostro avviso, è improbabile che eventuali modifiche ai tassi di interesse siano particolarmente aggressive e, se le proiezioni della Fed sono corrette, non vediamo il mercato azionario particolarmente esposto a questo rischio. Detto questo, la graduale rimozione del quantitative easing nei prossimi mesi è sicuramente uno snodo delicato per i mercati e necessita di essere seguito con particolare attenzione. Molto probabilmente il tapering sarà segnalato alla riunione di Jackson Hole in agosto ed eventualmente introdotto a inizio 2022. Rimaniamo convinti che la Fed sarà cauta e misurata nel ridimensionare lo stimolo monetario e sarà in grado di gestire il delicato equilibrio tra lo stimolo monetario e il controllo dei rischi inflazionistici.Il mese di giugno è stato caratterizzato dalla sovraperformance dei titoli “growth” rispetto ai titoli “value” in Europa e negli Stati Uniti, confermando una tendenza osservata nel secondo trimestre del 2021. La rotazione verso i titoli “value” che abbiamo visto nel primo trimestre – sulla scia delle elezioni statunitensi e dell’approvazione dei vaccini nel novembre 2020 – sembra essersi fermata e, allo stesso tempo, i rendimenti a lungo termine si sono leggermente ridotti.Anche le azioni europee hanno leggermente sovraperformato le loro controparti statunitensi, in parte grazie all’accelerazione delle campagne di vaccinazione in tutto il continente. Anche dopo un periodo di forte ripresa, la situazione economica è ancora afflitta dall’incertezza. Di conseguenza, la forte performance di queste azioni ha sollevato alcuni interrogativi. Le valutazioni azionarie erano già elevate sei mesi fa e rimangono elevate, anche se sono ancora relativamente convenienti rispetto ad altre asset class. Nel mese di giugno i dati emersi riguardo al mercato del lavoro sono stati ambigui. I dati relativi ai “jobless claims” (richieste disoccupazione) e ai “non-farm payrolls” (buste paga) segnalano che alcune delle carenze temporanee di manodopera stanno iniziando ad attenuarsi. D’altro canto, la forza lavoro, in aumento di appena 151.000 unità, è ancora lontana dal valore pre-pandemia (più di tre milioni al di sotto). Questo dato suggerisce cautela ed è probabile che la FED lo utilizzerà per giustificare la politica economica espansiva. La diffusa carenza di manodopera che emerge dai sondaggi e dai tassi di apertura e cessazione del lavoro è in parte dovuta a fattori transitori, tra cui le maggiori indennità di disoccupazione, il calo della migrazione internazionale e l’ondata di pre-pensionamenti a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno. Nel grafico sottostante si può visualizzare come uno dei componenti sopra elencati, ovvero il tasso di cessazione del lavoro, tenda a essere correlato con una crescita salariale.

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Intermonte insieme a OMER S.p.A. nella quotazione sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

OMER S.p.A., società attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario, si è quotata oggi sul Mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa italiana S.p.A. Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – ha assistito OMER nell’ambito del collocamento istituzionale in qualità di Sole Global Coordinator e Specialista.Il collocamento istituzionale rivolto esclusivamente a investitori qualificati italiani ed istituzionali esteri è stato chiuso con successo con complessive n. 7.475.000 azioni. La domanda complessiva è principalmente pervenuta da primari investitori istituzionali long only, prevalentemente esteri con un’ampia diversificazione geografica. Il controvalore complessivo dell’offerta, comprensiva di greenshoe, è stato pari a €25,4 milioni di euro. Il flottante nel caso di integrale esercizio della greenshoe è pari a circa il 26% e la capitalizzazione di mercato all’IPO è pari a circa €98 milioni.Intermonte attraverso il proprio team di investment banking e di intermediazione ha contribuito al successo dell’operazione grazie alla propria capacità di aprire e mantenere un dialogo costruttivo con gli investitori, confermandosi un solido punto di riferimento nel mercato italiano delle operazioni ordinarie e straordinarie. Con l’operazione di OMER, Intermonte si conferma uno dei partner più apprezzati del mercato.

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Moneyfarm: raggiunti i 2 miliardi di masse in gestione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Risultati alla mano, nei primi sei mesi del 2021 Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, ha mantenuto il trend positivo già registrato nel 2020 e ha consolidato ulteriormente masse e clienti grazie a una robusta crescita. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il primo semestre 2021 si chiude con una crescita delle masse in gestione del +50% rispetto all’ultimo anno, +91% i flussi netti positivi e oltre 60mila clienti attivi (+80%) su una base di oltre 400 mila utenti. A oggi raggiunti i 2 miliardi di euro di masse in gestione.Con la liquidità nei conti correnti che ha raggiunto livelli record (1.774 miliardi secondo ABI), gli investimenti aggiuntivi effettuati dai clienti Moneyfarm nei loro portafogli già attivi sono aumentati dell’86% e il valore medio di questi aggiuntivi è cresciuto del 38% rispetto ai primi sei mesi del 2020. La capacità di accompagnare il cliente con un servizio di consulenza a valore aggiunto è stata centrale nell’indirizzarlo a impiegare i propri risparmi verso i suoi portafogli in ETF, ben diversificati, con un orizzonte di medio-lungo termine e adeguati al profilo di rischio-rendimento dell’investitore: una soluzione che ha dato prova di essere ben migliore rispetto a depositi e liquidità infruttuosi.È il ritratto di un risparmiatore esigente, finanziariamente educato, quello che emerge dall’analisi dei clienti Moneyfarm: i dati raccontano di un investitore lungimirante che ha saputo adottare un’ottica di lungo periodo. Nel primo semestre, quasi tutti gli italiani – il 90%, di contro al 75,5% dei clienti inglesi dell’azienda – hanno infatti investito con orizzonte uguale o superiore a 6 anni (solo un anno fa, erano l’81,1% in Italia e il 69,7% in UK). Addirittura la metà dei clienti italiani di Moneyfarm investe con un orizzonte temporale di 10 anni (47,4% vs 38,5% del 2020). Di pari passo cresce anche la propensione al rischio, con l’Italia che mostra questo trend in aumento più del mercato di Oltremanica: il P6 (il portafoglio con una componente azionaria di circa il 65%) è stato scelto dal 14,26% dei clienti italiani, nel 2020 era il 10,96%; sono raddoppiati i clienti che hanno scelto il P7 (il più aggressivo, con componente azionaria pari a circa l’80%), il 12% contro il 5,62% dell’anno scorso.Continuano a crescere i laureati, in particolare quelli in discipline economiche e finanziarie: ha conseguito una laurea ben il 60% dei clienti Moneyfarm, di cui un terzo in discipline economiche. Anche le donne apprezzano sempre di più gli investimenti digitali con Moneyfarm: +40% circa l’incremento delle clienti donne in questo semestre a livello globale, +80% se guardiamo solo all’Italia. Infine, è quella dei millennial (i 25-40enni di oggi) la generazione che desta interesse: a livello globale sono cresciuti del 37%, in Italia del 71% e, dato ancora più rilevante, sono le donne italiane 25-40enni a essere quasi raddoppiate, registrando un +95%.

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Agrivoltaico: Rotta, no al consumo di terreno agricolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La transizione energetica verso le rinnovabili non può tradursi in consumo del suolo. Per questo ho firmato la petizione promossa da Coldiretti Giovani Impresa per ridurre il ricorso alle distese di pannelli solari sugli appezzamenti di terreno agricolo. L’obiettivo è quello di privilegiare l’installazione degli impianti sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori”. Lo dichiara la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, che ha incontrato il segretario nazionale Coldiretti Giovani Impresa, Stefano Leporati, e la delegata nazionale Giovani Impresa Coldiretti, Veronica Barbati. “Quello che chiede Coldiretti – spiega Rotta – è una programmazione, che individui le aree dove sia possibile installare gli impianti fotovoltaici. Se continueremo a destinare i suoli agricoli al fotovoltaico, i terreni da coltivare saranno sempre meno, col rischio della perdita di una biodiversità unica del nostro Paese. La proposta dei giovani agricoltori, che io sposo in pieno, è quella di destinare agli impianti fotovoltaici i tetti delle strutture produttive, anche agricole, e poi i terreni da bonificare, quelli abbandonati e le zone industriali in disuso. Insomma, quelle aree non destinate all’agricoltura, non fertili. E’ anche un modo per non togliere terra alle nuove generazioni di agricoltori”.“La campagna – aggiunge la presidente Rotta – è partita dal Veneto. Spingere per un fotovoltaico ancora più sostenibile significa contribuire alla lotta contro il rischio idrogeologico e per la salvaguardia delle biodiversità. Non solo, vuol dire tutelare il nostro paesaggio e la nostra cultura, vuol dire difendere un tessuto socio-economico fondamentale anche per la tutela e la promozione delle tradizioni e per il mantenimento della bellezza dei nostri territori. Per questo ho firmato, per dire ‘Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo’. Alla campagna si può aderire sia dal sito http://www.giovanimpresa.coldiretti.it sia presentandosi negli uffici della Coldiretti in tutta Italia, nei mercati e negli agriturismi di Campagna Amica”.

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Incendi: Cia, per difesa boschi agricoltori pronti a prevenzione e gestione

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Gli agricoltori vogliono rendersi parte attiva nella battaglia per la prevenzione e la riduzione del rischio incendi, candidandosi a “sentinelle” del territorio. Grazie alla loro attività, infatti, i produttori agricoli possono giocare un ruolo primario nel contrastare la piaga dei roghi, incentivando la loro capacità di presidiare i boschi, con azioni di controllo e soprattutto di gestione del patrimonio verde nazionale. Così Cia-Agricoltori Italiani, dopo la nuova ondata di incendi, spesso di origine dolosa, soprattutto al Sud Italia, dalla Sardegna alla Sicilia fino a Calabria, Puglia e Abruzzo. Il patrimonio boschivo italiano si estende su tutta la penisola e supera gli 11 milioni di ettari di superficie, oltre un terzo dell’intero territorio nazionale. Si tratta di un’immensa risorsa di biodiversità che non va assolutamente dispersa e ridotta in cenere, tanto più che gli effetti per l’equilibrio naturale sono davvero devastanti e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi e costosi -ricorda Cia-. Senza contare che un solo ettaro di superficie coperta di alberi è in grado di assorbire mediamente 2 tonnellate l’anno di anidride carbonica, liberando una tonnellata di ossigeno.Un capitale verde che va necessariamente tutelato, quindi, prima di tutto dai roghi. Per questo è sempre più necessario programmare, valorizzare e incrementare le attività selvicolturali, con gli agricoltori protagonisti e utilizzando parte dei fondi del PNRR -evidenzia Cia-. Solo con una gestione attenta, efficiente e capillare, è possibile salvaguardare i boschi italiani dal rischio incendi, valorizzare al meglio biodiversità e paesaggio dal punto di vista economico e ambientale e garantire la stabilità idrogeologica del territorio.

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Agricoltura: Il fondo di garanzia sfiora i 4 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“A un anno dall’avvio dell’operatività, l’accesso diretto al Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale ha concesso finanziamenti alle imprese agricole e della pesca per oltre 3.587 milioni di euro, a fronte di 23.035 domande presentate. La novità per il credito al comparto primario è divenuta realtà grazie a un emendamento del MoVimento 5 Stelle al decreto ‘Cura Italia’ e ha permesso di supportare le aziende durante la pandemia sia con iniezioni di liquidità che con pianificazioni di investimenti. L’importo medio della singola pratica, infatti, è pari a circa 155mila euro, segno che vengono istruite pratiche più complesse di quelle sino a 30mila euro, notoriamente più semplici grazie alla garanzia statale al 100%”. A dichiararlo è il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), il quale da sottosegretario alle Politiche agricole ha avviato il ‘Progetto Credito’ al Mipaaf per riavviare il dialogo tra banche e imprese del comparto primario.“La palma dell’istituto di credito più operativo – aggiunge – spetta a Intesa Sanpaolo con circa 668 milioni di euro di pratiche istruite, con un valore medio di 153mila euro per ogni pratica, che da sola rappresenta il 20% del totale finanziato. Seconda Unicredit (318 milioni di euro e 1.814 pratiche), terzo il Banco BPM (369 mln e 1.788 pratiche): ben 378 gli istituti coinvolti. Tra i territori che attingono maggiormente al fondo troviamo la Lombardia con 519 milioni di euro, frutto di 2.749 pratiche, seguita dal Veneto (572 milioni e 2.715 domande), Piemonte (310mln), Emilia-Romagna (471mln) e Toscana (347mln). Prima regione del Sud è la Sicilia con 211 milioni di euro e 1.739, seguita dalla Puglia (204 milioni e 1.639 domande)”.“Alla garanzia del Fondo di Mediocredito Centrale è possibile, poi, sommare l’ipoteca grazie a un’ulteriore novità normativa che abbiamo introdotto nel Sostegni-bis – prosegue L’Abbate – così da agevolare ancor di più l’accesso al credito delle imprese agricole. Ai 3,6 miliardi del Fondo di Garanzia, si aggiungono i circa 1,5 miliardi garantiti da Ismea a oltre 2.000 aziende”.”L’Ente vigilato dal Mipaaf, infine, è riuscito ad ottenere dall’Ue l’estensione della durata dei finanziamenti sino a 10 anni. Il ‘Progetto Credito’ continua con l’intento di affiancare il lavoro di rilancio post-Covid portato avanti dal comparto agricolo e alimentare italiano” conclude.

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Vendite al dettaglio in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

L’Istat ci fa sapere che le vendite al dettaglio del mese di giugno sono in crescita dello 0,7% a livello mensile e 7,7% annualmente. Lieve crescita rispetto al mese precedente e crescita sostenuta a livello annuale, grazie al fatto che giugno dell’anno scorso, eravamo appena usciti dal lockdown duro dei mesi precedenti e, giustamente, i consumatori erano un po’ timidi. Crescita grazie anche ai contenuti tassi di inflazione dello stesso mese di giugno: +0,1 mensile e +1,3 annuale. Una economia in crescita senza entusiasmo che, forse, in cui molti hanno dovuto ricredersi perché già a giugno si sono manifestati i primi pesanti segnali che quella pandemia che ora è riesplosa, era all’epoca tutt’altro che in discesa. E si vedrà particolarmente in agosto piuttosto che a luglio, mentre a settembre, con percentuali di vaccinati molto più alti e l’applicazione di norme tipo green pass già avviate, si dovrebbero registrare segnali diversi. Ci aspettiamo, per questo, al di là delle classiche crescite stagionali, numeri meno confortanti per luglio e agosto, soprattutto per le riprese mensili.La novità è che la nostra economia è sempre meno segnata dalle tendenze, dalle stagioni e dalle mode, ma dalla situazione sanitaria. Per vivere senza farsi tanto male è bene esserne consapevoli e comportarsi di conseguenza adattandosi e modificando le proprie abitudini. Il consumatore deve e dovrà sempre filtrare la propria economicità col virus/variante del momento.Vincenzo Donvito, Aduc

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Lavoro per rinascere

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Per salvare l’Italia bisogna creare lavoro, l’unico modo per restituire ossigeno ai cittadini dissanguati dalla pressione dell’emergenza dal Covid 19 e dalla pressione fiscale che comunque non si è nè fermata nè attenuata.Rimane un’unica strada per uscire dallo stallo economico in cui si trova il nostro paese. Produrre per crescere. Non si può rinviare il problema più pungente del mercato del lavoro. Il governo e tutte le forze politiche s’impegnino e si adoperino a creare fonti di lavoro e a riconoscere la complessità dei problemi della nostra società. Non c’è più tempo! Qualunque cosa si faccia è inutile se non si parte da questa priorità. Poi tutto il resto: le famiglie italiane devono avere la garanzia di poter sopravvivere e di “sfamare” i propri figli!

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Decreto Covid, da uso del Green pass a nuovi parametri

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Per accedere a bar e ristoranti sarà necessario il Green pass al tavolo, se la consumazione avverrà all’interno del locale ma anche in palestre, cinema, teatri, musei, stadi e palazzetti per eventi sportivi o concerti. Per averlo basterà una sola dose o il tampone negativo. È quanto emerge dalla cabina di regia col premier Mario Draghi a Palazzo Chigi per fare il punto sull’estensione della Certificazione verde. Il decreto legge, varato dal Consiglio dei ministri nel tardo pomeriggio, dovrebbe entrare in vigore già dal 23 luglio per evitare che con i parametri attualmente in vigore alcune regioni passino in giallo. Ecco le principali misure Il green pass dovrebbe essere essere esibito al bar e al ristorante per sedersi, se la consumazione avverrà all’interno del locale. Non all’aperto né tantomeno al bancone. Green pass per andare al cinema o al teatro a partire dal prossimo 5 agosto. La cabina di regia ha confermato la misura, estendendola anche alle palestre. Ok al Certificato verde anche per piscine, centri termali e fiere. Negli stadi e ai concerti solo con Green pass, ma sono ancora “in via di definizione le soglie di riempimento”. Le discoteche resteranno chiuse, anche in zona bianca. L’uso del Green pass per accedere ai mezzi di trasporto pubblici – bus e metro – non sarà nel dl anti-Covid del Governo “ma dovrà essere affrontato a stretto giro”. Nel dl non ci sarà nemmeno l’obbligo di vaccinazione per i docenti e i dipendenti della scuola. Tamponi gratis per gli under 18, a prezzi calmierati per chi – a causa di alcune patologie o perché in stato di gravidanza – non può vaccinarsi. E’ una delle proposte avanzate in cabina di regia dal capodelegazione M5S Stefano Patuanelli. La quarantena di 14 giorni, in caso di contatto diretto con una persona affetta da Covid, sarà ridotta per chi è in possesso di Green pass, ma non è stato ancora deciso di quanto verrà accorciata. Il limite tra la zona bianca e la zona gialla sarà stabilito dalla percentuale di occupazione dei posti letto disponibili che si aggiunge al criterio dell’incidenza che resta fissato in 50 casi ogni 100 mila abitanti. L’indicazione della cabina di regia è fissare il limite al 10% per le terapie intensive e al 15% per i reparti ordinari. Le Regioni avevano chiesto il 20% di terapie intensive, il Cts aveva dato orientamento per una soglia del 5%. Quella del governo sarebbe una scelta di mediazione. Per passare in zona arancione le soglie sono state fissate al 20% di occupazione dei posti disponibili per le terapie intensive e al 30% per le aree mediche. Si entrerà in zona rossa quando le terapie intensive saranno piene più del 30% e i reparti ordinari più del 40%. Dalla cabina di regia arriva anche l’indicazione di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2021. (fonte Doctor33)

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