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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Mostra Dall’Italia ad Auschwitz

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

Roma Casina dei Vallati, Fondazione Museo della Shoah via del Porcico d’Ottavia 29. A seguito del grande successo di pubblico con oltre 200 visitatori al giorno e oltre 4000 ingressi nei mesi di giugno e luglio, la mostra “Dall’Italia ad Auschwitz” a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, in corso presso la Casina dei Vallati sede museale della Fondazione Museo della Shoah, rimarrà aperta al pubblico anche durante tutto il mese di agosto. La mostra, presentata il 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della Memoria, si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, dell’Associazione Figli della Shoah e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau.Si tratta innanzitutto delle persone di origini ebraiche – spesso interi blocchi familiari –, compresi gli ebrei stranieri che negli anni precedenti avevano cercato rifugio nella penisola e gli ebrei che risiedevano nelle isole del Dodecaneso, nella quasi totalità di nazionalità italiana. Ma, grazie alle indagini storiografiche condotte, si è scoperto che la realtà della deportazione “politica” – nella quasi totalità costituita da donne residenti nel territorio dell’Adriatisches Küstenland (Litorale Adriatico) – è ben più consistente rispetto a quella proposta fino ad ora dalla storiografia e che la deportazione ha toccato anche un piccolo numero di rom – dato fino ad oggi sconosciuto –, anch’essi arrestati nell’Adriatisches Küstenland.La mostra si caratterizza per la presenza di considerevoli novità, storiografiche ed espositive, fra cui innanzitutto la scoperta della rilevante consistenza della deportazione dei “politici” non ebrei ad Auschwitz e la presenza nei convogli di rom, donne e uomini. Vengono presentate nuove cifre della deportazione ebraica, compresa anche l’individuazione di nuove date di partenza dei trasporti.Nel corso della ricerca è emersa la notevole consistenza, nei vari trasporti, di coniugi e figli di matrimoni misti così come la loro specifica sorte all’interno del campo. [La ricerca per stabilire il numero delle persone deportate rimarrà in ogni caso sempre in corso] Ponendosi la mostra come obiettivo anche quello di dare un volto alla deportazione dall’Italia ad Auschwitz, sono proposti nuovi e commoventi percorsi biografici di numerose vittime, sia tra i “sommersi”, sia tra i “salvati”, senza tralasciarne alcuni relativi ai persecutori. Tali percorsi vedono la presenza di preziosi documenti originali e oggetti personali.L’ampio uso di disegni e dipinti realizzati nel dopoguerra da artisti sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz ci fanno comprendere situazioni che non sono documentate da immagini fotografiche. Nuove mappe assonometriche realizzate in Germania dall’architetto Peter Siebers – un progetto sostenuto da Serge Klarsfeld – ci permettono una migliore visualizzazione di Auschwitz I, di Birkenau e di Monowitz.Molte novità presenti in questa esposizione sono il frutto di un lavoro di ricerca effettuato per diversi mesi dai curatori insieme ad autorevoli studiosi della Shoah, della deportazione ebraica e della deportazione politica. Per la prima volta gli enti più prestigiosi che si occupano del tema hanno lavorato fianco a fianco, anche in previsione della realizzazione del memoriale italiano che sarà allestito dal Governo italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Si tratta del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano – Liliana Picciotto e il suo staff –, della Fondazione Memoria della Deportazione, sempre di Milano, dell’ANED (l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) nazionale, l’ANED di Sesto San Giovanni – Laura Tagliabue – e di Trieste – Dunja Nanut – e del Auschwitz-Birkenau State Museum – Jadwiga Pinderska-Lech –.Con questa grande mostra sarà possibile conoscere per la prima volta in maniera completa il “volto” della deportazione in Italia. http://www.museodellashoah.it ORARI MOSTRA:da domenica a giovedì dalle ore 10.00alle ore 17.00 venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 sabato chiuso

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