Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 28 agosto 2021

Marco Cavallarin: La famiglia di piazza Stamira

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Scrive l’autore: “Ho scritto questo libro perché sono profondamente legato al ramo materno della famiglia di origine di mia moglie Patrizia, i Sacerdoti, due sorelle (Sara e Cesarina) e due fratelli (Enzo e Vittorio), di antica tradizione ebraica, che hanno attraversato le negrigurie (mi si conceda il termine) del Novecento, ognuno a modo suo, sopravvivendo alla persecuzione nazi-fascista, dalle leggi razziali alla Shoah. Solo un ramo collaterale, i coniugi Bigiavi, ha subito la deportazione e l’annientamento. Seppure passati indenni dalla barbarie del secolo breve e feroce, Sara, Enzo, Vittorio e Cesarina, in ordine di nascita così come raffigurati piccini e adolescenti nella foto di copertina, hanno quattro storie da raccontare; quattro storie autonome che pur si intersecano tra di loro attraverso la corrispondenza e gli incontri: l’aliyah di Sara, la Resistenza di Enzo, l’ospedale Fatebenefratelli e il 16 ottobre di Roma di Vittorio, e i tentativi di fuga di Cesarina. Tutto ha origine in Ancona: le leggi razziste del 1938 li costringono a strade diverse, difficili, complesse che i quattro fratelli non hanno dimenticato. Più volte ce le hanno raccontate, a me e a mia moglie, e noi con interesse e dedizione per anni le abbiamo raccolte e sistematizzate. Scomparsi loro, bauli di carte, fotografie, documenti, lettere, biglietti, note sono affiorati dai cassetti e dai ripostigli in cui ogni testimonianza rimaneva conservata, a futura memoria. A questi si sono aggiunti i ricordi di figli e nipoti. Tutti questi materiali si sono concretizzati nello studio di casa nostra richiedendoci un paziente lavoro di catalogazione e sistemazione. Da tanto lavoro, che non è stato semplice, è progressivamente nato il libro, La famiglia di piazza Stamira. Lo avevamo in mente da parecchi anni, almeno dal 2014. Ci siamo resi conto che queste storie travalicano i loro protagonisti, che esse erano e sono emblematiche delle traversie degli ebrei italiani nel Novecento e della loro faticosa lotta per la sopravvivenza e la libertà. Esse, le loro storie, rappresentano, si potrà dire, il percorso complessivo dell’ebraismo italiano in quegli anni. Laici ma profondamente rispettosi delle radici culturali e morali dell’ebraismo, e dell’impegno di quell’ebraismo che ha partecipato con grande forza alla costruzione dello stato nazionale nel Risorgimento. Essi, i quattro fratelli, sono emblematici della storia della maggior parte degli italiani ebrei. Abbiamo voluto che il libro fosse pubblicato nella loro città, e Affinità Elettive edizioni di Ancona ha accolto con entusiasmo la proposta dando luce, nel 2021, a quello che a me e a molti sembra un gioiello editoriale. Adesso La famiglia di piazza Stamira oltrepassa i confini delle Marche, e note di apprezzamento da tutta Italia giungono in privato a me e alla pagina facebook che porta lo stesso nome del titolo. Insomma, questo libro piace, viene apprezzato, trova gradimento presso i generosi lettori che in esso si imbattono. Lo svolgimento è narrativo, ma credo che lo si possa considerare un documento storico per il rispecchiarsi in esso di fonti in grandissima parte originali, pur se in genere private. In molti hanno definito avvincente La famiglia di piazza Stamira”. http://www.facebook.com/groups/AnpiLibri

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Stati Uniti d’Europa. Esercito. Dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Dopo lo smacco Nato/Usa in Afghanistan e la ripresa del terrorismo con gli attentati a Kabul, si è avviata la corsa a prendere in considerazione l’Unione europea come entità politica e non solo economica: si è chiusa una partita iniziata dopo la seconda guerra mondiale, gli Usa non mostrano di essere in grado di garantire la nostra sicurezza continentale e mondiale. Tutti, compresi alcuni “strani” personaggi istituzionali che fino a ieri urlavano “no euro” e “Italexit” e per questo probabilmente sono stati anche eletti, si prodigano nel perorare un esercito europeo. Le cui funzioni – per i novelli europeisti, e anche alcuni “maitre à penser” dell’editoria nazionale – non sono ancora chiare, facendo sottendere una sorta di scambio: prima erano gli Usa ora l’Europa, almeno per il nostro territorio continentale. Gli Usa hanno sempre fatto i loro interessi di nazione curando le ricadute della loro azione sulla politica e sicurezza interna al proprio Paese. A livello europeo il concetto di nazione non ha senso, la nazione Europa non esiste. Possiamo giocarci solo la carta federalista e, al momento, con un grosso problema, l’assenza del Regno Unito che, per quanto riguarda gli eserciti, ha molto da insegnare a tutti. Inoltre, i Paesi dell’Unione, sconfitti o salvati nella seconda guerra mondiale, a parte l’anomalia francese, hanno limitata e recente esperienza. Questo per dire che un esercito europeo non potrà al momento avere una forza politica come quella messa in moto dagli Alleati contro il nazi-fascismo nel secolo scorso. Che è quanto si auspicherebbe oggi contro il terrorismo (incluso quello mascherato da guerre convenzionali, tipo Yemen). Dovremmo agire consapevoli dei nostri limiti.Per agire si dovrebbe passare dal dire al fare. E siamo in alto mare. E’ in corso la Conferenza sul futuro dell’Europa. Che non è all’altezza di questa urgenza: per tempi, modalità e tematiche. Poi ci sono i vari problemi all’interno dell’Ue, soprattutto con Ungheria e Polonia. E poi c’è l’Ue, che è Unione Europea e non Stati Uniti d’Europa o qualcos’altro con mandato politico in materia. Insomma: un esercito europeo oggi è solo accademia, pur rifacendosi ai nostri padri fondatori di Ventotene.La domanda è questa: di fronte a Talebani che in alcune settimane hanno conquistato un Paese dettando condizioni a Nato/Usa, di fronte alla scontata ripresa del terrorismo, gli Stati dell’Ue cosa pensano di fare? Diplomazia ad ampio raggio, certo, bene. Ma visto che il nemico (sì, proprio il nemico) sostiene che gli infedeli vanno convertiti o eliminati, forse è il caso non solo di allertare le ambulanze per morti e feriti, ma di forzare istituzioni e politica per “qualcosa” che ci difenda. Non sarà un Esercito europeo come i crismi istituzionali comandano, chiamatelo come volete, ma un facente funzioni in materia urge. Da poi perfezionare e armonizzare con le nostre istituzioni, non coi tempi jurassici della tradizionale eurocrazia. Ce la facciamo ad essere più veloci dei Talebani? Vincenzo Donvito, Aduc

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Vaccini, Sicurezza. Scegliere facendo tesoro degli eventi transnazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

“Tutto il mondo è Paese”. Cosi è da molto tempo ma, da quando il Pianeta è interconnesso e le economie del quotidiano sono transnazionali, i margini di “nazionalità” o “del proprio giardino” sono più illusione parassitaria che altro. Nonostante tante politiche, per esempio quella alimentare del Km zero, potrebbero indurci al contrario… ma il Km zero non è una nicchia economica bensì produttiva, tant’è che, per esempio, a Km zero sono anche gli hamburger di Mc Donalds… più transnazionale di così…. Quanto accade in Afghanistan ci riguarda. Le bombe di Kabul di questi giorni, non si può escludere che siano la premessa per ritorno a stagioni di bombe anche sotto casa nostra, e che dobbiamo meglio attrezzarci per l’accoglienza dei rifugiati. I drammi in atto sono anche responsabilità di scarsa attenzione da parte di chi è preposto alla nostra sicurezza, ché non ha valutato per bene la cultura di chi ci colpisce: l’infedele va convertito o eliminato ed invece dovremmo pensare ad altre soluzioni più indirizzate alla comprensione. In questo contesto siamo anche in pieno covid, transnazionale per eccellenza. In cui contano le risposte locali, ma solo se armonizzate con quelle nazionali, europee e mondiali…. Dove non abbiamo un governo transnazionale della situazione, ma solo stimoli e indicazioni: Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e Commissione Europea, entrambi senza poteri in merito. Cosa possiamo comprendere da queste situazioni per farci meno male? Che non bisogna mai prestare il fianco per debolezza o per scelta opportunistica/nazionale, ma tenere sempre la situazione sotto controllo, facendo anche scelte che di primo acchito possono sembrare impopolari. Questo può valere per la Sicurezza mondiale a partire dall’Afghanistan. E gli errori di 20 anni fatti dalla Nato in quel territorio, come se (quella che hanno chiamato) cultura “locale” avesse diritto di affermarsi con violenza, sopraffazione, corruzione e illegalità (di genere, individuale e produzione di oppio).Questo vale per il covid. Dove le indecisioni, le non o le mezze decisioni stanno facendo dilatare la pandemia. Prestando il fianco a chi confonde (per scelta individuale o opportunistica/politica) la propria libertà con il diritto ad infettare l’altro. Politica che ha portato a non ancora decidere all’obbligo vaccinale e del green pass, ovunque. Come l’obbligo del codice della strada, senza il quale non potremmo circolare. I fatti del Pianeta ce lo stanno urlando ovunque. Senza decisioni apparentemente impopolari non si va da nessuna parte, si vive peggio e si muore prima. Vincenzo Donvito, Aduc

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Istat: scende ad agosto la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto la fiducia dei consumatori scende da 116,6 a 116,2. “Dato negativo e inaspettato, ma non preoccupante, vista l’entità del calo. Evidentemente l’effetto vacanze era già scattato a luglio e giugno, quando si era tornati a una vita quasi del tutto normale, con le riaperture e la fine del lockdown, recuperando per la prima volta la fiducia pre-crisi. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia resta comunque superiore di ben 5,4 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è ancora maggiore di 4,2 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più allarmante, invece, è che le attese sulla situazione economica dell’Italia, che a giugno, con 57, avevano raggiunto il record storico, il valore più elevato dall’inizio delle serie storiche iniziate nel gennaio 1998, e che a luglio, pur calando a 49,4, segnavano il secondo miglior risultato, ora scendono ulteriormente a 39,1, meno anche del dato di maggio 2021, al terzo posto con 42,5. Si tratta comunque del quarto miglior dato di sempre, maggiore di quello del novembre 2015, durante il Governo Renzi, al quinto posto con 27,2. Resta, quindi, un valore ottimo dovuto all’effetto Draghi e Recovery Plan, che però, visto l’andamento calante, va subito consolidato con fatti concreti” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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“Climbing for Climate”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Anche quest’anno l’Università di Parma aderisce a “Climbing for Climate”, iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile – RUS e giunta alla terza edizione. Sabato 18 settembre l’Ateneo e il Club Alpino Italiano sezione di Parma organizzano un’escursione nella zona di Prato Spilla, aperta a personale e studenti Unipr. Per iscriversi alla giornata, occorre mandare una mail all’indirizzo climbingforclimate@unipr.it entro lunedì 6 settembre alle 12, indicando ai fini assicurativi nome e cognome, stato (docente, personale tecnico amministrativo, studente, familiare), luogo e data di nascita. L’Università di Parma anche in questo modo testimonia la sua attenzione per i temi legati alla sostenibilità, impegno “trasversale” che coinvolge profondamente tutta la comunità accademica e sul quale si sta lavorando con passione. “Climbing for Climate” vuole sensibilizzare l’opinione pubblica locale e nazionale sui temi dell’Agenda ONU 2030 attraverso la conoscenza dei territori lungo i sentieri del CAI, alla luce degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite: tra questi, quelli per la promozione del turismo sostenibile (SDG8), dell’inclusione sociale ed economica di chi vive in aree periferiche (SDG10), del supporto alle comunità sostenibili (SDG11), della lotta al cambiamento climatico (SDG13), della promozione della vita sulla terra (SDG15).

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Necessaria una svolta all’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il disastro naturale avvenuto in Spagna spinge di nuovo a riflettere sull’urgenza di imprimere una svolta all’agricoltura europea per costruire un futuro sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nei giorni scorsi, nel Mar Menor spagnolo – laguna costiera della provincia di Murcia – si è verificato l’ennesimo disastro naturale con la moria di almeno 4,5 tonnellate di pesci e di altri organismi. Un episodio analogo si era verificato soltanto due anni fa, causando la morte di 3 tonnellate di pesce.L’aspetto più preoccupante è che la tragedia ambientale, secondo gli esperti, potrebbe essere dovuta agli scarichi dell’agricoltura intensiva che hanno causato una mancanza di ossigeno nell’acqua – prosegue Tiso. È sempre più evidente come i metodi agroindustriali non siano compatibili con il rispetto dell’ambiente e delle forme di vita che popolano il nostro pianeta. I danni, come dimostra l’episodio spagnolo, non si limitano ai campi, ma possono estendersi ai fiumi, ai mari, agli animali e agli uomini. L’equilibrio dell’intero ecosistema è legato a doppio filo all’attività agricola.In questo scenario dispiace constatare che alcuni dei pilastri del Green Deal europeo, come la strategia ‘Farm to Fork’, siano di nuovo messi in discussione all’interno della stessa Unione europea. Uno studio pubblicato di recente dal Centro di Ricerca della Commissione rimette in discussione l’intera impostazione della transizione ecologica, paventando che quest’ultima possa portare a una riduzione del reddito agricolo e della produzione, con una conseguente delocalizzazione delle emissioni in Paesi extra Ue. Un’impostazione che sembra ignorare il fatto che compito specifico dell’Unione europea è proprio sostenere il reddito degli agricoltori per facilitare la riconversione dell’agricoltura in senso agroecologico.

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Anziani: Decadimento cognitivo

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il resort La Bruca di Scalea (Cosenza) diventerà il Centro europeo di eccellenza per il contrasto del deficit cognitivo e semantico. Lo ha deliberato all’unanimità il Consiglio Regionale di Senior Italia FederAnziani riunitosi ieri in occasione dell’incontro svoltosi a La Bruca e dedicato alla decadenza cognitiva dell’anziano, organizzato da Senior Italia FederAnziani. Il Consiglio regionale ha deciso di patrocinare lo sviluppo del progetto dedicato agli Over 65 con demenze all’interno del centro medico del resort, dove i pazienti, successivamente all’anamnesi, saranno seguiti da un team di neurologi, psicologi, psichiatri e fisiatri attraverso un monitoraggio costante.Secondo l’Osservatorio demenze dell’ISS, la demenza nei paesi industrializzati interessa circa l’8% degli over 65 e supera il 20% tra gli over 80. Secondo alcune proiezioni, i casi di demenza potrebbero triplicare nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali. Il progetto si basa sul sistema “e-memory”, un innovativo metodo nato per migliorare la qualità della vita delle persone affette da forme di demenza, rallentando il decadimento cognitivo, favorendo l’utilizzo e il mantenimento temporaneo delle funzioni residue, aiutando a fissare la memoria a breve termine e promuovendo nel complesso l’autostima della persona. Il sistema prevede, infatti, un’attività di stimolazione, condotta attraverso una terapia non farmacologica, che interviene non solo sulla sfera conoscitiva, ma anche su quella affettiva, sociale, comportamentale, relazionale, utilizzando tecniche differenti e spronando un processo attivo di cambiamento. Il sistema e-memory è frutto di un lungo lavoro condotto dalla Federazione attraverso un board composto dalle massime autorità in ambito medico-scientifico psichiatrico e non solo. Del board e-memory medico-scientifico fanno parte Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani, Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e co-presidente della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, Emilio Sacchetti, Professore emerito di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Brescia, Co-presidente della Società Italiana di Psichiatria Geriatrica, Pietro Fiore, Presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), Rossella Costantino, Fisiatra della SIMFER, Fabrizio Vernieri, Professore Associato di Neurologia e Responsabile Unità Operativa Cefalee e Neurosonologia presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, Niccolò Marchionni, Professore Ordinario presso l’Università di Firenze, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze, Ornella Bianchi, nutrizionista presso l’ospedale Amico del Policlinico Casilino di Roma, Sergio Galezzi, Direzione UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale), Marilena Consalvo, psicologa e psicoterapeuta, Domenico Montanaro, Amministratore Delegato Lifesense, Marianna Messina, Project Manager Senior Italia FederAnziani ed Erika Scuderi, Project Manager Senior Italia FederAnziani.

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Treviso, vaccinò “a vuoto” il carabiniere: inchiesta archiviata

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il Governo ha reso obbligatorio il vaccinarsi per moltissimi italiani, pena l’essere esclusi dal lavoro e/o dagli accessi a tantissimi servizi, ma leggiamo aprendo https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2021/08/25/news/treviso-non-vaccino-il-carabiniere-inchiesta-archiviata-1.40632787 che l’inchiesta che vedeva inquisita l’infermiera che aveva frodato il cittadino, mettendo a rischio la di lui vita, è stata archiviata come si trattasse di un banale errore.Allora ecco che come cittadini vi rivolgiamo le seguenti domande: i “vaccini antiCovid19” in distribuzione sono o non sono dei farmaci salvavita? l’omissione della terapia antiCovid19 attivata da chi inietta al posto del vaccino acqua distillata e/o inserisce l’ago evitando di iniettare il farmaco, è o non è un reato colposo omissivo da condannare velocemente e severamente? Qual’è la ratio per la quale la sostituto procuratore Mara Giovanna De Donà ha chiesto al GIP l’archiviazione e i GIP ha proceduto in tal senso? nel caso di decessi in soggetto vaccinato viene tempestivamente accertato se gli era stata somministrata il vaccino in modo che, nel caso si riscontrasse l’omissione della terapia scattasse la condanna per omicidio colposo? By Pier Luigi Ciolli

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Tutto pronto per un videogame “Made in Sicily” in realtà virtuale

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il videogame è studiato per Oculus Quest 2, HTC VIVE e Oculus Rift e una versione preliminare verrà distribuita su Oculus Store e Steam a fine settembre 2021.Il titolo si propone di essere il primo di una serie di giochi ambientati nel territorio siciliano.Il videogame è prodotto, in Sicilia, da D-Service Italia, un’azienda operante nel settore ICT e delle new technologies, all’avanguardia nell’impiegare tutte le tecnologie disponibili sul mercato, o ad inventarne di nuove.Nel 2019 l’azienda ha aperto uno studio interno, “AlphaOmega42”, specializzato nello sviluppo di giochi per dispositivi di telefonia mobile e per la realtà virtuale e aumentata. «La D-Service Italia offre tecnologie e servizi di realtà virtuale e realtà aumentata ed è tra le prime aziende in Italia. Realizza contenuti virtuali ed esperienze immersive personalizzate sfruttando la capacità della realtà virtuale di applicarsi a qualsiasi ambito e settore. Tra i nostri obiettivi quello di raccontare i beni culturali e le destinazioni turistiche attraverso soluzioni tecnologiche moderne ed altamente avanzate – così spiega Arduino Leone, amministratore delegato della D-Service Italia – Far parte di D-Service Italia significa vivere all’interno di un’azienda dinamica e innovativa. La nostra idea – continua – è quella di valorizzare i talenti siciliani. Avremmo potuto lavorare affidandoci a tecnici informatici e grafici sparsi per il mondo, invece abbiamo voluto coinvolgere i nostri giovani. E infatti questa avventura del videogame nasce dalla loro mente creativa».In questi mesi è partita una campagna di comunicazione del videogame: sono state attivate le pagine social ed un sito internet per interagire con gli amanti del settore. Enigmi e premi, esplorazioni delle ambientazioni del gioco, demo del gioco in anteprima. Ed ancora podcast e webinar per stuzzicare la curiosità dei video gamers. Trama, atmosfere, personaggi e narrazione, contesti realistici. Suoni e colonna sonora originale.La D-Service Italia sta dialogando con enti e istituzioni culturali siciliani che hanno creduto nella qualità del progetto ed è aperto ad instaurare nuove collaborazioni con ulteriori partner interessati al mondo della realtà virtuale e dei videogiochi. Insomma, il videogame nato a Palermo sembra davvero pronto per il decollo. Ma tenendo sempre ferme le radici con la città. Adesso, comincia la vera sfida. Presto nome e dettagli sul videogioco.

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