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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Gocce di saggezza antica: La libertà umana secondo Schelling

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

La connessione del concetto di libertà con la veduta complessiva del mondo rimane pur sempre l’oggetto di una inchiesta necessaria senza la cui soluzione, vacillando il concetto stesso di libertà, la filosofia perderebbe il suo valore guida. Questo sembra essere il grande problema verso la conoscenza dal più basso sino al più alto grado. Cavarsi d’impaccio rinnegando la ragione, somiglia piuttosto a una fuga che a una vittoria. L’unico possibile sistema della ragione è il panteismo, e questo è inevitabilmente pessimismo. Quando per un sistema si è trovato il nome giusto, il resto viene da sé e si è dispensati dalla fatica di ricercare più esattamente ciò che ha in proprio. Anche l’ignorante può, appena gli si da quel mezzo, servirsene per giudicare le opere più meditate. Nondimeno nel fare una così straordinaria affermazione, quel che importa è determinare più precisamente il concetto. Si potrebbe, infatti, non negare che se il panteismo non designasse altro che la dottrina della immanenza delle cose di Dio, si dovrebbe riferire a questa dottrina ogni veduta della ragione in un certo senso. Il senso, però, fa qui la distinzione. Che si possa ammettere il senso fatalistico è innegabile. I più, se fossero sinceri, confesserebbero che, nel modo come sono rappresentate le loro organizzazioni le libertà individuali siano in contraddizione con quasi tutte le qualità di un essere supremo, per esempio con l’onnipotenza. Con la libertà si viene ad affermare, accanto e fuori della potenza divina, un influsso secondo il suo principio incondizionato che è indispensabile in base a quei concetti. Come il sole nel firmamento estingue tutti gli splendori celesti, così e ancor più l’infinita potenza su ogni altra finita. La casualità assoluto nell’essere uno lascia agli altri solo una pas-sività incondizionata. Si aggiunge la dipendenza di tutti gli esseri mondani da Dio, e che anche la loro persistenza è sempre una sola rinnovata creazione, in cui l’essere finito è prodotto, non come una generalità indeterminata, ma come questo essere determinato, simbo-lo, con certi e non altri pensieri e atti. Dire che Dio tenga indietro la sua onnipotenza affinché l’uomo possa operare, o che egli conceda la libertà, non spiega nulla. Se Dio ritirasse per un istante la potenza l’uomo cesserebbe di essere. (Riccardo Alfonso)

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