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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Alitalia/Ita e Montepaschi. Finanza di regime… fallimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

In questa estate si è consumato meno del solito il dibattito su alcune mostruosità finanziarie del nostro Stato, Alitalia/Ita e Montepaschi. I soldi dei contribuenti, però, nonostante urgenze come covid e Afghanistan, vengono indirizzati verso il mantenimento di queste aziende decotte.Alitalia è costata al contribuente una decina di miliardi e verrà mandata a casa non pagando debiti e prestiti. Sarà sostituita da Ita che, nonostante le restrizioni imposte dall’Ue, ha tutte le caratteristiche di gigantismo e pretesa finanziaria di Alitalia, e votata a bilanci in rosso, sempre a spese dello Stato. Ita parte con una cinquantina di aerei e cinquemila dipendenti (tutto pianificato per crescere nel tempo): un gigante che dovrebbe fare concorrenza alle low cost che sono ovunque nei cieli nazionali ed europei, e concorrenza con 7 aerei ai big mondiali intercontinentali. Tra qualche anno sarà piena di debiti e forse si farà avanti qualche big del cielo interessato all’unico patrimonio in loro possesso, gli slot di Linate e Fiumicino. E, ovviamente, siamo pronti al ritornello dell’importanza di avere una compagnia di bandiera e ad altri nostri soldi riversati nel suo nuovo pozzo senza fondo.Montepaschi ci è costata finora 5 miliardi e dovrà essere venduta entro marzo 2022 altrimenti, non potendo restituire i prestiti di Stato, è destinata al fallimento. Unicredit è interessata ad acquistarla senza debiti e tagliando 5.000 lavoratori… un “affare” che i contribuenti pagheranno tra i 6 e gli 8 miliardi. E’ da tempo che avrebbe potuto/dovuto fallire, ma è vigente la filosofia che le banche non falliscono mai.Insomma, una ventina di miliardi che avrebbero potuto ben essere utilizzati per, cancellando il passato, avviare nuove aziende.Perché questo non accade? I partiti al potere, coi loro interessi spacciati per impegni di pubblica utilità, ne sono responsabili. Anche i sindacati, in piccola parte, con politiche di difesa di posti di lavoro dove quest’ultimo è solo quello che viene pagato da altri lavoratori. Questo lo chiamano mercato e concorrenza…. Vincenzo Donvito, Aduc

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