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Covid-19: terza dose, obbligo vaccinale e green pass, le novità in vista

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

Terza dose, obbligo vaccinale ed estensione del Green pass. Sono i nodi della strategia anti Covid-19 su cui è più acceso il dibattito politico di questi giorni e su cui ieri dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza è stata indicata la strada che intende prendere il Governo. Con novità che, nelle intenzioni, potrebbero arrivare già da fine settembre.Un primo nodo riguarda l’introduzione dell’obbligo vaccinale, un tema su cui ieri in conferenza stampa si sono espressi chiaramente il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della salute Roberto Speranza: «La direzione è quella» sono concordi. «L’obbligo nel nostro Paese è già disposto da norma primaria per quanto riguarda il personale sanitario. È già applicato ad un pezzo della nostra società ed è una possibilità che resta potenzialmente a disposizione delle istituzioni, del governo, del Parlamento». Da sfondo ci sono i dati del report settimanale della struttura commissariale sulla vaccinazione, diffusi oggi in bozza, secondo cui sono quasi 3 milioni e 700mila (3.694.858) le persone con più di 50 anni ancora totalmente scoperte dal vaccino. Nel dettaglio, “nella fascia di età 50-59 anni, i soggetti che non hanno ricevuto alcuna dose sono 1.846.352, pari al 19,13% della popolazione che comprende 9.651.5417 persone, mentre nella fascia 60 -69 anni sono 1.021.269, pari 13,52% delle 7.553.486 che la compongono. «La campagna vaccinale» tuttavia, per Draghi «procede spedita: verso la fine di settembre sarà vaccinata l’80% della popolazione», mentre positivo è il dato relativo ai «giovani tra i 16 e i 19 anni, dove circa il 70% ha ricevuto almeno una dose di vaccino e quasi la metà è pienamente vaccinata».Sull’indicazione dell’obbligo vaccinale, a ogni modo, si è sollevato il dibattito tra politici, esperti e giuristi e in particolare da questi ultimi viene rilevato che si tratterebbe di una possibilità ammessa dall’ordinamento del nostro paese. Ma nel merito c’è chi, come Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Roma Tor Vergata e consulente del generale Figliuolo per la campagna vaccinale, sottolinea la necessità di “agire per gradi. Si è iniziato per categorie e si va avanti secondo necessità, per esempio estendendo il Green pass alle forze dell’ordine e alle categorie a maggiore contatto col pubblico. E se non bastasse si metterà l’obbligo”, per arrivare a coprire “il 100% nelle categorie che dimostrano di essere più esposte. Ma tutto si deve basare sulle evidenze scientifiche, per non creare strappi e opposizioni”. Un altro nodo su cui da Draghi e Speranza ieri è stata segnata la strada è la terza dose: «c’è un confronto in corso proprio in queste ore» ha detto Speranza «che porterà alla scelta della terza dose. Si inizierà credo già alla fine di questo mese. E si partirà dalle persone che hanno una risposta immunitaria molto fragile. Questa indicazione, su cui il nostro Cts ha già espresso un’opinione, è arrivata anche dall’Ema, dall’Ecdc, dalle autorità europee. Il riferimento è all’uscita di ieri: secondo Ema ed Ecdc, “in una situazione in cui circa un adulto su tre nell’Ue non è ancora completamente vaccinato, la priorità dovrebbe essere quella di vaccinare tutti gli individui idonei che non hanno ancora completato il ciclo di vaccinazione raccomandato. In generale, “non è urgente la somministrazione di dosi di richiamo di vaccini contro il Covid a individui completamente vaccinati nella popolazione generale”. Resta quindi “importante distinguere tra dosi di richiamo per le persone con un sistema immunitario normale e dosi aggiuntive per quelle con un sistema immunitario indebolito. Alcuni studi riportano che una dose aggiuntiva di vaccino può migliorare la risposta immunitaria in individui immunocompromessi”. In tali casi dovrebbero essere “prese in considerazione dosi aggiuntive”. Sul punto interviene anche Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e membro del Cts, in una intervista di oggi a Sky TG24: “Gli studi clinici dimostrano una scarsa risposta in soggetti immunodepressi e anziani, anche se queste sono decisioni di sanità pubblica. Prevenire è sempre meglio che curare e in questi casi è addirittura giustificato agire anche prima che le agenzie regolatorie si esprimano, perché lo fanno unicamente sui dati forniti dall’industria farmaceutica. L’Ema dovrebbe appena aver ricevuto i dati da Pfizer sulla terza dose e li sta ricevendo da Moderna. Si esprimerà non prima di un mese, un mese e mezzo. E anche in questo caso non diventa un problema di enti regolatori ma di sanità pubblica: se ne deve far carico in prima istanza il Ministero della Salute. Mentre per quanto riguarda i bambini è inutile parlare di vaccinare la fascia da 0-6 e 6-12: bisogna attendere gli studi in corso e poi si valuteranno rischi e benefici per questa fasce d’età».Tra i temi presi in considerazione non è mancato poi anche l’estensione del Green Pass: «l’orientamento» spiega Draghi «è verso il sì: verrà esteso e per decidere esattamente quali sono i vari passi, quali sono i settori che dovranno averlo prima, eventualmente faremo una cabina di regia, come peraltro è stato chiesto dal senatore Salvini. Ma la direzione è quella». Quello che occorrerà decidere, chiarisce è «”A chi”, non “se”, e quanto svelti». Francesca Giani fonte Farmacista33)

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