Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Epilessia a scuola…che fare?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

Secondo un’indagine realizzata due anni fa dalla LICE – Lega italiana Contro l’Epilessia in occasione del lancio della campagna “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, circa 1 insegnante su 3, quindi almeno il 60%, riferisce di non sapere come comportarsi e quali strategie e comportamenti seguire nel caso in cui un bambino sia colpito da una crisi. Inoltre ancora troppi appaiono i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico.In occasione del ritorno a scuola di 6,5 milioni di studenti in tutta Italia, la LICE ricorda l’importanza di diffondere nella comunità di studenti e insegnanti la conoscenza sulle Epilessie e l’impatto che possono avere sul bambino che ne soffre. Si richiede anche di formare gli insegnati ad affrontare correttamente, con la classe, una crisi. Nell’eventualità che un alunno sia colpito da una crisi epilettica a scuola, ricorda la LICE, la priorità è quella di non commettere errori nei soccorsi. La maggior parte degli episodi non necessita di manovre particolari, ma solo vicinanza al bambino durante l’episodio critico e subito dopo, in attesa che si riprenda. La classe va tranquillizzata ed invitata a prendersi cura del compagno insieme all’insegnante. Nei casi invece in cui le crisi comportino un caduta a terra, rigidità e scosse agli arti, forte salivazione, introdurre, per esempio, un oggetto nella bocca non è manovra consigliabile né tantomeno utile, pericolosa sia per chi la pratica che chi la subisce. È un falso mito, infatti, che vi necessità di afferrare la lingua ed estrarla dalla bocca, pena la sua discesa verso le cavità aeree rendendo così impossibile il respiro. E’ anche errato trattenere o cercare di immobilizzare il bambino, pensando di arrestare o di renderla meno forte la crisi. È invece consigliabile mettere qualcosa di morbido sotto il capo per evitare eventuali contusioni, togliere gli occhiali, slacciare vestiti stretti e girare il paziente su un fianco appena possibile per facilitare la respirazione e la fuoriuscita della saliva. Bisogna poi attendere che la crisi si concluda e offrire sostegno ed aiuto.

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