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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Teatro: “Oblomov” di Danilo Laccetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2021

Roma Dal 9 al 17 ottobre 2021, ore 21,00 Teatro Tordinona, via degli Acquasparta 16 ci sarà un momento di riflessione con varie testimonianze, tra l’altro quella del prof. Andrea Mancini, già docente all’Università di Siena, di Danilo Laccetti, autore della riduzione di “Oblomov”, di Max Caprara, regista dello spettacolo. “Oblomov”, rappresenta un’attenzione non banale alla letteratura e al teatro russo di 8 e 900, tenendo ben presenti i lavori di Mejerchold e Stanislavskij, come registi, ma anche quelli di Majakovskij, Puskin, Cechov, Dostojevskij come autori. Gli attori, saranno chiamati elaborare, a dare una forma teatrale compiuta a quel teatro che è alla base dell’avanguardia internazionale, con un’attenzione particolare ad una serie di elementi del cinema e del teatro, pensiamo ad esempio alla serietà con cui il futurismo e il formalismo russo si avvicinarono a Chaplin, da altre parti considerato poco più di un comico da film muto, elevandolo a quella fama che lo avrebbe poi contraddistinto. Ma un’altra figura che è dietro a tutta la cultura del 900 è appunto Oblomov, si pensi che Oblomovismo, è un termine adottato anche all’interno della nostra lingua, per raccontare una particolare disposizione dell’animo, un certo comportamento. La riduzione del romanzo di Goncharov, dovuta a Danilo Laccetti rende in modo particolarmente efficace il senso della storia, offrendo spunti di riflessione inediti sulla figura di Oblomov. “Oblomov è un nostro contemporaneo – ha detto Laccetti -, oggi più che mai. Condannato alla categoria di pigro sognatore, custodisce invece la segreta sapienza di un pensatore antico, di un asceta orientale. Si è separato dal mondo, dalle sue giostre forsennate, che condannano tutti a un’inesauribile catena: desiderare, agire, ottenere e poi ricominciare, come criceti in una ruota. Oblomov all’amore passionale della giovane Olga preferisce quello materno della vedova Agafja. Al vortice metropolitano di Pietroburgo il silenzio contadino del sobborgo di Vyborg. In quest’epoca, che ci condanna a una esibizione quotidiana di noi stessi per esistere, seppure nella virtualità di un monitor, Oblomov è l’adolescente rivoluzionario, il sovversivo autentico, incompreso proprio perché relegato alla figurina confortante che tutti ben conosciamo”. Lo spettacolo ha una storia che parte da lontano, anche se qui ci piace parlare dell’ultima parte, cioè dell’appoggio del Teatro Tordinona di Ulisse Benedetti, che insieme alla Conchiglia di Santiago srl e alla Nuova Imaie hanno permesso la sua realizzazione, dando al gruppo una importante possibilità espressiva. (By Andrea Mancini)

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