Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Vaccini anti-Covid a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Un nuovo studio pubblicato su Morbidity and Mortality Weekly Report dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) mostra che i tre vaccini contro COVID-19 utilizzati negli Stati Uniti offrono una protezione sostanziale contro il ricovero per la malattia. I ricercatori hanno studiato 3.700 pazienti, due terzi dei quali non erano stati vaccinati. Tra gli altri, il 13%, e il 20%, erano stati completamente vaccinati con i vaccini Moderna e Pfizer, e il 3% con il vaccino Janssen. Quasi la metà dei partecipanti era di sesso femminile; un quarto era nero e un quinto ispanico.L’efficacia del vaccino per l’intero periodo di studio è stata massima per il vaccino Moderna (93%), seguito dal vaccino Pfizer (88%), mentre il vaccino Janssen ha mostrato un’efficacia vaccinale del (71%). Quando è stato considerato solo il periodo che andava da 14 giorni a sei settimane dopo il vaccino, i vaccini a mRNA hanno mostrato un’elevata efficacia di vaccinazione, rispettivamente del 93% per Moderna e del 91% per Pfizer. Dopo 120 giorni, tuttavia, mentre il vaccino Moderna ha mantenuto invariata l’efficacia, quella del vaccino Pfizer è scesa al 77%. I ricercatori hanno anche esaminato i livelli di anticorpi sierici contro lo spike virale e il dominio legante il recettore (RBD) in volontari adulti sani che hanno ricevuto la vaccinazione completa con uno di questi vaccini. In questi volontari, i vaccini a mRNA hanno prodotto titoli relativamente alti di anticorpi specifici. I livelli di IgG anti-RBD erano più alti con il vaccino Moderna, subito seguito da Pfizer. Le stesse tendenze sono state osservate con i titoli IgG anti-spike. I vaccini a mRNA sono risultati associati a un maggiore grado di protezione e hanno indotto livelli molto più elevati di anticorpi protettivi dopo la vaccinazione. È interessante notare che, comunque, il vaccino Janssen ha offerto una solida protezione contro forme di COVID-19 da moderate a gravi. Secondo gli esperti, il calo dell’efficacia protettiva di Pfizer dopo sei settimane e il titolo anticorpale anti-RBD iniziale inferiore rispetto al vaccino Moderna possono essere spiegati dal contenuto più elevato di mRNA in quest’ultimo vaccino, e dall’intervallo tra le due dosi più lungo, a 28 giorni, rispetto ai 21 giorni di Pfizer. (fonte Doctor33)

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