Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 12 ottobre 2021

L’UE deve collaborare con gli Stati Uniti, pur perseguendo i propri interessi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

In una risoluzione sulle future relazioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, i deputati sostengono che l’UE dovrebbe impegnarsi a favore di una leadership condivisa con gli Stati Uniti, pur potenziando la sua autonomia strategica sul piano della difesa e delle relazioni economiche quale mezzo per portare avanti i propri legittimi interessi diplomatici, economici e di sicurezza.In merito alla Cina, è necessario esplorare aree di convergenza, una possibile cooperazione e migliore coordinamento tra Stati Uniti e UE, al fine di evitare tensioni transatlantiche come quelle che hanno fatto seguito all’adozione, senza consultazione degli alleati UE, del cosiddetto accordo AUKUS (accordo trilaterale sulla sicurezza tra USA, Regno Unito e Australia).Il Parlamento accoglie favorevolmente i recenti progressi sulla strategia indo-pacifica dell’Unione, e afferma che il coordinamento con gli Stati Uniti sulla Cina dovrebbe concentrarsi sulla tutela dei diritti umani e delle minoranze e sull’allentamento delle tensioni nei mari della Cina meridionale e orientale, a Hong Kong e nello stretto di Taiwan.Secondo i deputati, è positivo che la riunione inaugurale del Consiglio commerciale e tecnologico UE-USA si sia svolta il 29 settembre a Pittsburgh come previsto, nonostante le tensioni che dovranno essere discusse in modo aperto e franco.Lezioni dall’Afghanistan e maggiore impegno nel partenariato orientale e nei Balcani occidentali. Condannando la violenta appropriazione dell’Afghanistan da parte dei talebani a seguito del ritiro delle forze statunitensi ed europee, il Parlamento chiede una profonda riflessione a livello transatlantico sugli insegnamenti della missione in Afghanistan, al fine di trarre le necessarie conclusioni per gli sforzi futuri volti a promuovere la stabilità, la sicurezza e il buon governo nel mondo. Inoltre, esorta i partner transatlantici ad avviare un dialogo con tutti i paesi vicini dell’Afghanistan, tenendo presente la difficile situazione dei cittadini afghani che vi si sono rifugiati e della necessità di aiutarli. L’UE dovrebbe intensificare la cooperazione con gli Stati Uniti anche nelle relazioni con i paesi del partenariato orientale e i Balcani occidentali. In questo senso, i deputati chiedono un coordinamento periodico tra il Consiglio “Affari esteri” e il segretario di Stato americano e suggeriscono di creare un Consiglio Politico Transatlantico (CPT) guidato dal Vicepresidente/Alto rappresentante e dal Segretario di Stato USA e sostenuto da regolari contatti con i leader politici.

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La mobilità di Roma è insostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Mezzo milione di persone senza neanche un metro di piste ciclabili, oltre 2 milioni di cittadini senza servizi adeguati di mobilità condivisa e una popolazione di 1,7 milioni di cittadini non adeguatamente serviti da bus, tram, treni e metro. È il quadro desolante che emerge dal nuovo studio “L’insostenibile mobilità di Roma” pubblicato oggi da Greenpeace Italia, alla vigilia del ballottaggio che vedrà sfidarsi i candidati Gualtieri e Michetti. La ricerca batte a tappeto le 155 “zone urbanistiche” della Capitale evidenziando le criticità del sistema cittadino di mobilità e propone alla futura amministrazione dieci punti su cui è prioritario intervenire. Lo studio di Greenpeace analizza 18 variabili riconducibili a quattro indicatori: trasporto pubblico locale, mobilità dolce, mobilità condivisa, infrastrutture e contesto. A ogni variabile è assegnato un punteggio, e i punteggi combinati consentono di tracciare delle vere e proprie mappe della mobilità romana. Il risultato principale che emerge è la forte disomogeneità tra le zone di Roma, dove chi vive nei quartieri più centrali gode di servizi di mobilità notevolmente più sostenibili rispetto a chi vive nei quartieri popolosi della periferia, abbandonati dal trasporto pubblico e senza alternative di mobilità condivisa. Lo studio rivela anche la presenza di chilometri di piste ciclabili pericolose e frammentate. Queste carenze infrastrutturali non fanno che favorire una mobilità prevalentemente privata. In vetta alla classifica generale c’è l’Esquilino, che risulta la zona con la migliore mobilità in città, sebbene sia ben lontana dall’essere un quartiere ideale. Dall’analisi non emerge infatti nessuna zona con una mobilità che si possa definire sostenibile, ma si possono trarre indicazioni utili sulle criticità delle diverse zone cittadine. Un esempio significativo è quello di Torre Angela, incastonata nel densissimo Municipio V, la più popolosa tra le zone urbanistiche romane, con oltre 87.000 abitanti tagliati completamente fuori da qualsiasi forma di sharing e di mobilità dolce.Con 911 veicoli ogni 1000 abitanti, Roma è la città più congestionata d’Italia e quella dove si sprecano più ore nel traffico: 166 ore nel 2019 e, nonostante la pandemia, 66 nel 2020, secondo la classifica di INRIX delle città con più traffico al mondo. Tutto ciò determina non solo un impatto ambientale (legato alle emissioni di CO₂ che alterano il clima), ma anche un costo sociale e sanitario dovuto sia all’insalubrità dell’aria, sia allo spazio urbano eccessivamente occupato da strade, parcheggi e veicoli, a scapito di aree verdi e spazi per le persone. Per migliorare la mobilità romana e renderla più sostenibile per i cittadini, Greenpeace chiede al futuro sindaco una serie di interventi da attuare subito: potenziare i servizi di trasporto pubblico, con veicoli nuovi ed elettrici, ampliare e mettere in sicurezza la rete ciclabile cittadina, promuovere servizi di sharing pubblici accessibili in tutte le zone della città e intervenire per ridurre il numero dei veicoli privati in circolazione, cominciando dalla conferma del bando di tutti i veicoli diesel nel centro città entro il 2024.

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Il filo-arabismo italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Molti ritengono, e noi siamo tra costoro, che l’amicizia italo araba abbia radici che trovano la loro ragione d’essere intorno agli anni cinquanta. In quel periodo, a livello internazionale, vi era da una parte l’Unione Sovietica intenzionata a esercitare un suo ruolo egemone sull’area medio orientale e, dall’altra, gli Stati Uniti decisi a contrastarla. Due sono, uno per parte, gli aspetti che richiamano tale circostanza. Il primo è dell’aprile del 1955 quando il quotidiano Izvestija pubblicò un comunicato del Ministero degli esteri in cui si manifestava l’intenzione dell’Urss di sviluppare rapporti più stretti con i paesi del Medio Oriente. Alla fine del mese di settembre fu reso pubblico l’accordo tra Egitto e unione Sovietica per la fornitura di armi. Sull’altro versate Eisenhower scrisse nelle sue memorie, a proposito della risoluzione americana sul Medio Oriente: “Con essa eravamo riusciti ad ottenere il consenso del Congresso alla decisione governativa di fermare la marcia dell’Unione Sovietica verso il Mediterraneo, verso il canale di Suez, gli oleodotti e verso i pozzi sotterranei di petrolio che alimentano le case e fabbriche dell’Europa occidentale.” Entro questa logica si muoveva l’Italia per indicare al mondo arabo una terza via di alleanze tra l’occidente e l’oriente. Inizialmente gli Stati Uniti videro con favore tale iniziativa: “Italy had a great deal of experience with the Arabs”, ma ben presto si accorse che la disinvolta azione dell’Eni e l’attivismo di Mattei toccavano, nei loro interessi, le società petrolifere statunitensi. Da qui si tentò in tutte le maniera di “oscurare” l’opera filoaraba italiana a vantaggio della dottrina Eisenhower che prevedeva interventi diretti americani nella regione, allora con la scusante dell’anticomunismo ed ora del terrorismo arabo. Ma l’Italia continuò nella sua strada di buone relazioni con il mondo arabo ed anzi ne acquistò meriti per via del fastidio che arrecava al potente alleato americano. Ora se una certa parte degli arabi è severamente critica con l’Italia lo dobbiamo al fatto che l’attuale governo è avvertito troppo schierato dalla parte americana e dal suo ruolo considerato più ostile nei loro confronti. Tutto questo rischia di rallentare il nostro processo di riavvicinamento e proprio in una fase molto delicata nei rapporti oriente-occidente e con la mina vagante dell’integralismo religioso panarabo dopo il “risveglio” afghano. (Riccardo Alfonso)

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Svidercoschi: Pedofilia? È frutto del clericalismo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Per il decano dei vaticanisti italiani la soluzione alla terribile piaga è destituire i preti dell’aura di “super-cristiani” È destinato a dare origine a una vera e propria valanga lo scandalo pedofilia che sta trascinando la Chiesa francese e che avrà inevitabili ripercussioni anche sulle conferenze episcopali degli altri Paesi inducendole (si spera) a difficili operazioni verità.Sulla pedofilia, il decano dei vaticanisti italiani, Gianfranco Svidercoschi, ha pubblicato per Rubbettino un libro dal titolo “Chiesa liberati dal male” in cui, con toni molto forti e decisi, collega la piaga della pedofilia al clericalismo imperante nella chiesa. Gli abbiamo chiesto un commento alle vicende francesi: Per l’ennesima volta, la denuncia di un episcopato – pur lodevole nell’impegno di occuparsi finalmente delle vittime – non è stata seguita da una analisi approfondita delle cause all’origine di questo autentico cancro. E così, per l’ennesima volta, si è evitato di mettere il fenomeno della pedofilia in relazione con il clericalismo. Benedetto XVI ha preso forti e coraggiosi provvedimenti – tolleranza zero, decine e decine di vescovi dimissionati – ma si è limitato ad attribuire questo male tremendo al post-Sessantotto. Francesco ha rotto il silenzio del predecessore, definendo il clericalismo come “peste”, “peccato”, “perversione della Chiesa”, ma senza mai metterlo in diretto riferimento alla pedofilia. E invece, solo operando un radicale ripensamento sia della formazione del sacerdote (considerando ormai superato il modello post-tridentino), sia dell’autorità nella Chiesa (riformulando quella “potestà di ordine e di governo”, che ha fatto del prete un super-cristiano), soltanto così sarà possibile estirpare alle radici la pedofilia. Dunque, pensando al prossimo Sinodo dei Vescovi, c’è da sperare che la Chiesa gerarchica si decida a smantellare il clericalismo, pezzo per pezzo, a tutti i livelli istituzionali e pastorali. E, per farlo, dovrà assolutamente riformare quel potere quasi “sacro”, che ha permesso a così tanti chierici di compiere quelle ignobili violenze.

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“Fratelli tutti”: iniziative per il primo anniversario dell’Enciclica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Distribuite a cadenza settimanale dal 21 ottobre al 16 dicembre 2021, le conferenze saranno animate dai professori delle diverse Facoltà, Istituti e Centri dell’Università Gregoriana e rifletteranno sui vari “percorsi di speranza” presentati dal punto di vista delle loro rispettive discipline: teologia, etica, spiritualità, scienze sociali, filosofia, missiologia, dialogo con l’Ebraismo e con l’Islam.Aprirà il primo incontro il Cardinal Luis Antonio Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (21 ottobre, ore 17), mentre la relazione conclusiva sarà affidata al Cardinal Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (16 dicembre, ore 17). Offerte in italiano e in inglese, le conferenze disporranno della traduzione simultanea. Per partecipare agli incontri in presenza è necessario registrarsi previamente a ognuno di essi sul sito http://www.unigre.it Una delle parole chiave nell’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale di Papa Francesco è infatti “sogno”. L’enciclica inizia con un invito – «Sogniamo come un’unica umanità» (n. 8) – e finisce con una preghiera: «Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo, di giustizia e di pace» (n. 287). Sognare, per Papa Francesco, è vivere la speranza. Il suo obiettivo nella Fratelli Tutti è proprio quello di «dare voce a tanti percorsi di speranza» (n. 54).

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Finanziamenti opere idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

“L’Italia, soprattutto nelle regioni più indietro specie al Sud, e la filiera agroalimentare nazionale non possono perdere il treno degli ingenti investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). È il caso del bando per le infrastrutture idriche, cruciale per lo sviluppo e il rilancio del comparto primario, appena approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e che punta a finanziare 149 progetti per oltre 1,5 miliardi di euro. Di questi, pochissimi riguardano opere di Regioni del Mezzogiorno, in particolare Basilicata e Puglia, nessuno in Sicilia. Ringraziamo il ministro Patuanelli per aver fatto chiarezza sull’iter procedurale, ampiamente condiviso con le amministrazioni locali, e per aver teso la mano affinché nessuno rimanga indietro”. Lo dichiara i deputati Luciano Cillis e Gianpaolo Cassese, esponenti M5S in commissione Agricoltura, a margine del question time a Montecitorio sui progetti per l’ammodernamento delle reti irrigue nell’ambito del Pnnr. “Ci siamo battuti in Europa per ottenere questi fondi e in Parlamento per destinare parte di queste al Sud. Oggi sono emerse chiaramente, però, le responsabilità di una classe dirigente locale non in grado di redigere e programmare investimenti adeguati – aggiungono -. Il PNRR serve a crescere, a creare redditività e valore aggiunto. Occorre, dunque, qualità della spesa e progetti che portino ricchezza ai nostri territori. L’agricoltura senza acqua è impensabile, soprattutto quando dobbiamo scontrarci con la desertificazione e i cambiamenti climatici”.“Sarà necessario, dunque – proseguono -, cogliere le prossime occasioni di finanziamento, come i 440 milioni di euro previsti in Legge di Bilancio. Da parte nostra lavoreremo affinché si stanzino sempre più risorse per l’ammodernamento delle opere irrigue, ma è necessario che le Regioni cambino passo e redigano progetti all’altezza. Ma, soprattutto, si finisca di fare volutamente confusione attribuendo a decisioni politiche scelte che hanno carattere meramente tecnico. E’ necessario, inoltre, un bagno di umiltà. Emblematico, in tal senso, il caso siciliano dove dei progetti presentati nessuno rispondeva ai parametri del PNRR, spesso andando oltre il periodo di fine investimenti previsto per il 2026” concludono.

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Draghi: in manovra misure strutturali su bollette luce e gas

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Il premier Mario Draghi ha dichiarato che per il caro bollette “bisogna pensare a misure di tipo strutturale”, e che questa riflessione “avrà luogo all’interno della legge di Bilancio”.”Bene, ottima notizia! Da anni lo chiediamo” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ci sono, però, due problemi. Il primo è che urge un intervento anche prima della Legge di Bilancio, data la stangata da 355 euro, luce 184 e gas 171, che abbiamo già iniziato a pagare dal primo ottobre. Bisogna che il Governo almeno mantenga subito la promessa di azzerare gli oneri di sistema, cosa avvenuta per la luce ma non per il gas, ridotti del 66,26%. Restano, infatti, 1,34 cent al metro cubo, che se fossero tolti ridurrebbero l’aumento di una famiglia tipo di circa 19 euro, 18 euro e 76 cent” prosegue Vignola. “Quanto all’intervento strutturale, la proposta è di trasferire gli oneri sulla fiscalità generale, eliminare le accise e le addizionali regionali del gas, stabilizzare la riduzione dell’Iva sul gas” conclude Vignola.

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Teatro: la tovaglia di Trilussa

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Roma dal 12 al 24 ottobre 2021 (h 21.00, mercoledì 13 e 20 h 17.00, domenica 17 e 24 h 17.30) Teatro Vittoria Piazza S. Maria Liberatrice 10 Vendita on-line e info: http://www.teatrovittoria.it. è uno spettacolo teatrale interpretato da Ariele Vincenti che racconta di come suo nonno Remo, custode dello Zoo di Roma, sia diventato amico del poeta durante le lunghe passeggiate tra le gabbie degli animali. Una sera Trilussa, ormai settantenne, lo invita per la prima volta a cena in osteria. Tra quintini di vino e sfilatini burro e alici, si entra nella Roma “di una volta” in cui la comicità spontanea, i sani valori popolari e la schiettezza nei rapporti erano il fondamento della vita quotidiana. La cena segue un percorso di narrazione a doppio binario in cui la poetica pungente ed emozionante di Trilussa, viaggia di pari passo con la sua vita avventurosa: dagli inizi nei caffè concerto, alle lunghe tournée in giro per l’Italia, in Europa e in Sud America.La sua disincantata ironia, gli amori incostanti, il vino come suo migliore amico, lo sperpero del denaro oltre ad un innato senso di libertà che segnerà il suo rapporto col potere, fanno di Trilussa un poeta con un vissuto unico. Nonostante scriva in dialetto, il riconoscimento e la stima di tanti intellettuali dell’epoca come Pirandello e De Filippo testimoniano quanto l’arte trilussiana sia entrata di diritto nella storia della letteratura. Le sue poesie più famose, le macchiette, i sonetti, le favole malinconiche sono parte fondante di questo racconto teatrale che vuole restituire a noi, e a Trilussa, il giusto ricordo umano, il doveroso onore artistico, la giocosa e scanzonata maschera del poeta che è stato. “E’ uno spettacolo popolare, emozionante e divertente in cui – spiega Vincenti – attraverso le parole e aneddoti pubblici e privati del “Poeta di Roma”, racconto una romanità in via d’estinzione. All’apice del suo successo, tutte le donne di Roma lo corteggiavano e file di curiosi gravitavano giorno e notte sotto la sua casa. In vecchiaia purtroppo ebbe problemi economici, ma non rinunciò alle amate cene in osteria. La cosa che mi ha colpito è che quando arrivava il conto, Trilussa scriveva due versi sulla tovaglia di carta mezza unta, la strappava, la dava all’oste e la cena era pagata.Durante le ricerche mi sono reso conto della grande attualità dei suoi scritti che toccano, con metafore sarcastiche, quegli aspetti sociali della politica e del potere che nella Storia sempre si ripetono uguali a sé stessi.” Biglietti (prevendita inclusa):- intero: platea € 30, galleria € 24 – ridotto (under 35/over 65): platea € 21, galleria € 16 – ridotto under 18: platea € 15, galleria € 13

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Fabio Viale: In between

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Torino 14.10.2021 – 09.01.2022 Musei Reali, Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale Piazzetta Reale 1 in collaborazione con Galleria Poggiali. preview stampa giovedì 14 ottobre 2021, ore 11.30. E’ la prima mostra a Torino dedicata allo scultore piemontese Fabio Viale, che ha conquistato notorietà internazionale grazie alle sue statue tatuate e alle straordinarie finzioni del marmo. Cinque opere monumentali allestite in Piazzetta Reale e un percorso curato da Filippo Masino e Roberto Mastroianni all’interno di Palazzo Reale testimoniano i campi di ricerca e presentano opere inedite, che verranno svelate al pubblico negli spazi della residenza sabauda.

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Mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Yi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Milano 21 ottobre – 21 novembre 2021 Inaugurazione | giovedì 21 ottobre, dalle ore 18 alle ore 21 aA29 Project Room Piazza Caiazzo 3. la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Liu Yi (1990, Ningbo, provincia di Zhejiang, Cina), aA29 Project Room riprende l’attività espositiva negli spazi di Piazza Caiazzo a Milano.La mostra è realizzata in collaborazione con ShanghART Gallery e presenta 11 opere multimediali e immersive che sperimentano diversi linguaggi, dal disegno e pittura a inchiostro tradizionale cinese all’animazione e live-action, fino a installazioni di grandi dimensioni dove si connettono diversi media.Influenzata dalla lunga tradizione di interazioni tra cinema, animazione e arte contemporanea tipica della cultura cinese, la ricerca di Liu Yi nasce dai primi film d’arte cinese per arrivare all’animazione sperimentale, muovendosi agevolmente tra diverse discipline artistiche.Tra i suoi ultimi lavori, A Crow Has Been Calling for a Whole Day (2016) è un documentario creativo realizzato sotto forma di diario di viaggio, una rielaborazione dell’esperienza particolarmente toccante vissuta dall’artista in India, nel novembre 2015. L’installazione si compone di diversi tessuti tesi e dipinti, che dividono lo spazio della galleria, e sulla quale l’artista proietta un film che è una combinazione al contempo di live-action e di fluenti animazioni realizzate a mano con inchiostro cinese, una restituzione a metà tra la realtà e l’immaginazione, che esprime il dramma e le profonde emozioni umane che l’artista ha percepito sui volti delle persone indiane.Il pubblico è chiamato a camminare attraverso l’installazione e a osservare i dipinti statici e le immagini in movimento, lasciandosi impressionare e travolgere, come in un passaggio repentino in un’altra dimensione spazio-temporale.The Earthly Men (2017) è invece un’indagine filosofica sull’umanità, realizzata disegnando su diversi strati di sottile carta di riso, materiale organico che si altera con l’umidità dell’inchiostro e aggiungendo alle animazioni una componente materica. L’orientamento verticale dell’immagine proiettata ricorda il modo dinamico e odierno di filmare con il cellulare. Della stessa serie sono presenti in mostra anche delle lightbox che, attraverso la sovrapposizione ciascuna di sei disegni su carta di riso, rivelano un’immagine viva e vibrante, uno stato dell’essere umano transitorio e fluido che non si trattiene e che spesso si fatica ad accettare.AMONG THE CROWS diventa così un momento di approfondimento e di conciliazione tra due linguaggi apparentemente distanti come la pittura a inchiostro e il film.

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L’eccellenza della moda italiana sbarca a Kiev

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

A Kiev, capitale ucraina, dal 12 al 13 ottobre 2021, i due eventi b2b in presenza rappresenteranno un’occasione importante per ripartire con il networking, la generazione di nuovi contatti ed ordini per spingere sulla ripartenza dei consumi. Dopo un lungo periodo di difficoltà, infatti, causato dalle vicissitudini finanziarie dei due Paesi, prima, e dall’emergenza pandemica successivamente, con prolungati lockdown delle attività commerciali, la domanda di prodotti moda sta riprendendo gradualmente vigore con dinamiche di acquisto che, trainate dal recupero dei valori delle materie prime nel gigante centroasiatico e da una rinnovata fiducia dei buyer in Ucraina, lasciano emergere segnali incoraggianti e promettenti per questa e, soprattutto, la prossima stagione di vendita.Organizzata da Assocalzaturifici e Ente Moda Italia, La Moda Italiana@Almaty vedrà in scena una collettiva di 50 marchi tra i più rappresentativi della moda italiana i quali tornano in Kazakistan, dopo due anni di assenza, grazie ad un’operazione di sistema che vede coinvolti tutti gli attori della politica promozionale del made in Italy all’estero: le associazioni aderenti a Confindustria Moda, oltre alla già citata Assocalzaturifici, Sistema Moda Italia, Associazione Italiana Pellicceria ed Assopellettieri, affiancati dal contributo organizzativo e politico della rappresentanza italiana nel Paese: Ambasciata d’Italia a Nur-Sultan e ICE Agenzia ad Almaty, la quale agisce come partner organizzativo in loco tramite azioni di comunicazione e promozione fondamentali gestendo un imponente programma di incoming buyer da tutte le province del Kazakistan, dal vicino Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan.Importantissimo il contributo finanziario fornito dai soggetti territoriali, con particolare menzione per la Regione Marche, che ha deciso di supportare le aziende del distretto che partecipano all’esposizione.Soggetti pubblici, ma anche soggetti privati che hanno da tempo colto l’importanza strategica di un’area, quella kazaka e centroasiatica in generale – di cui il primo rappresenta certamente il mercato più ricco – e che hanno deciso di sostenere con servizi di trasporto customizzati la ripartenza del progetto La Moda Italiana@Almaty. Ad accompagnare, favorendola in termini logistici, la missione degli imprenditori italiani ad Almaty c’è infatti l’attivazione di un charter operato da NEOS, sulla tratta Malpensa – Almaty, collocato negli slot utili allo svolgimento della rassegna espositiva: un servizio ad altissimo valore aggiunto confermato in una fase, tutto sommato, ancora delicata, di passaggio, in cui la mobilità internazionale è ancora inevitabilmente condizionata da rallentamenti e ostacoli, retaggio dell’ondata pandemica mondiale.

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Il valore delle terza età

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

“Le persone anziane, spesso considerate da una società ormai troppo veloce e troppo autoreferenziale come persone inutili e senza più nulla da dire, sono invece un patrimonio della nostra collettività che va preservato, sono la nostra memoria e le radici del nostro futuro; la fratelli di San Francesco è impegnata da tempo in attività sociali volte proprio a dare sostegno agli anziani milanesi” dichiara fratel Clemente, Direttore delle opere della Fratelli di San Francesco, che continua a spiegare: “Con i nostri volontari infatti svolgiamo attività a domicilio e sul territorio, volte a stimolare socializzazione e attività cognitive, per persone anziane che sono spesso lasciate da sole: in ogni quartiere la nostra Fondazione ha infatti un custode sociale, figura di riferimento per la terza età che coordina le varie iniziative sul territorio.Ad esempio, ogni 15 giorni – continua Fratel Clemente – il martedì, i nostri anziani fanno colazione al bar in via Ciceri Visconti oppure mangiano tutti insieme un gelato in p.le Martini, con le custodi sociali Francisca, Francesca ed Elisabetta. Ogni 15 giorni, il giovedì, gli anziani si ritorvano per una pizzata in p.zza Insubria con i custodi sociali Cinzia, Mirela e Barnea. Ogni giovedì, si riuniscono per la tombolata e picnic in largo Marinai d’Italia nel parco Vittorio Formentano con i custodi sociali Andrea ed Ezio. Si tratta di attività semplici che però riescono a dare un ritmo sociale ed una motivazione ad uscire, a non chiudersi in se stessi e questo è fondamentale per le persone anziane” conclude il Direttore delle opere della Fratelli di San Francesco.

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Conferimento a Riccardo De Gaudenzi della laurea ad honorem in Communication Engineering

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Dall’Università di Parma una laurea ad honorem in Communication Engineering a Riccardo De Gaudenzi, figura di grande levatura nel campo dell’Ingegneria delle telecomunicazioni, e in particolare nelle telecomunicazioni satellitari, oggi a capo del Dipartimento di Ingegneria elettrica in ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. La cerimonia, a inviti e chiusa al pubblico, si terrà mercoledì 13 ottobre alle 11 nell’Aula Magna della Sede centrale dell’Università. Il pubblico potrà seguirla in diretta streaming sul sito web di Ateneo http://www.unipr.it. Dopo l’intervento del Rettore Paolo Andrei è prevista la lettura della motivazione del conferimento da parte di Antonio Montepara, Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Architettura. Seguirà la laudatio di Alberto Bononi, docente di Telecomunicazioni e Presidente del Corso di laurea magistrale in Communication Engineering. Infine la lectio doctoralis di Riccardo De Gaudenzi.

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Resilienza ambientale e architettura organica, nuovo libro di Corrado Monaca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Con le sfide ambientali che attendono l’umanità, è tempo che anche architetti e progettisti tornino a parlare il linguaggio della natura. È questo il messaggio contenuto nel libro “La resilienza ambientale con l’architettura organica – da Ragusa al Kazakistan” di Corrado Monaca, appena pubblicato da Nemapress edizioni di Alghero nella collana Saggi. Il libro reca la prefazionedell’architetto marchigiano Paolo Basilici e la postfazione di Giovanni Esposito, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati. Corrado Monaca, perito industriale,componente della Consulta della Regione Sicilia, progettista e imprenditore con 52 anni di attività professionale alle spalle nel segno del binomio lavoro – ricerca interdisciplinare, è stato presidente nazionale del Movimento Azzurro.Tra le sue pubblicazioni più recenti, vanno ricordati “La Pira sindaco innovativo. La reinvenzione del modo di governare oltre la planologia” (Città Nuova, 2019) e “La Pira in Toscana, in Sicilia, nelMediterraneo” (Nemapress, 2020).Nella prefazione Paolo Basilici, che dell’autore è stato amico e collega di università,rievoca le appassionanti lezioni di Bruno Zevi e Mario Ridolfi. “Quelle emozioni vissute ai tempi dell’università – scrive – hanno formato il nostro credo architettonico ‘organico’ forte come una roccia e hanno contribuito a formare un modo comportamentale di esercitare la professione che ha resistito nel tempo e che ancora oggi ciaccompagna”.Monaca definisce l’Architettura Organica come una sintesi tra uomo e ambiente, in cui il costruito si integra nella natura cercando di sfruttare a proprio favore ciò che è presente in loco. L’uso dei materiali locali, lo studio delle caratteristiche del sito e della campagna circostante (luce, venti, aria, suolo, ecc.), l’attenzione ai bisogni materiali e spirituali del committente, la risposta efficace alle esigenze di sostenibilità ambientale e la pianificazione dei costi rappresentano alcuni dei punti di forza di questo modus operandi architettonico che è figlio delle geniali intuizioni di figure come Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e altri.L’autore, seguendo il filo conduttore della resilienza ambientale in architettura, offre al lettore vari esempi – da Ragusa al Kazakistan, dai colli senesi al bellunese, passando per Sasso Marconi(BO) e Piacenza – di progettazione architettonica resilienti, cioè opere flessibili, a basso impatto ambientale e adeguate a ogni cambiamento, che si integrino con il contesto. Opere, dunque, dove coesiste una perfetta integrazione tra l’ambiente costruito e quello naturale. Con un vantaggio non indifferente: una progettazione in linea con questi dettami produce un risparmio del 25-30% rispetto alle ristrutturazioni tradizionali, eliminando sprechi di materiali e di risorse professionali. A Beneficio del Pianeta e del portafoglio.Nella postfazione Giovanni Esposito ha evidenziato l’importanza dell’approccio“organico” all’architettura nella Nuova Ricostruzione post-pandemia e di un sistema formativo adeguato alle nuove competenze di sostenibilità ambientale.Il testo è corredato da un ampio apparato di progetti, rendering e immagini fotografiche, che mettono a confronto gli edifici prima e dopo gli interventi di restauro. Nel volume. oltre quelli dell’autore, figurano anche progetti di architettura organica realizzati da Walter Macchi (Lazio), Valerio Bignami (Emilia Romagna),Nicola Brembilla (Lombardia), Franco Andrea (Veneto), Stefano Pitigliani (Toscana) e Sebastiano Mauceri (Sicilia).

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Presentato il volume “All boom arte”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Roma Giovedì 14 ottobre 2021, alle ore 18.30, sarà presentato al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, il volume ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020, AA.VV., a cura di Cristina Cobianchi (Quodlibet editore, italiano/inglese), realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (VIII edizione, 2020) programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. AlbumArte è uno spazio indipendente e non profit con sede a Roma che si caratterizza per le sue collaborazioni internazionali e i suoi cicli di approfondimento sui vari linguaggi del contemporaneo, offrendo gratuitamente al pubblico un programma di progetti che riguardano i vari metodi dell’arte, come pittura, fotografia, performance, video arte e scultura, di artisti e curatori giovani o emergenti, attraverso percorsi indipendenti da vincoli commerciali, svolgendo parallelamente un programma di dibattiti e confronti sui maggiori temi della cultura, dell’arte e della società contemporanea. Attivo dal 2011, festeggia quest’anno i dieci anni di attività.Il volume ALL BOOM ARTE. Artisti/e italiani/e ad AlbumArte 2011 – 2020 vuole raccontare al pubblico italiano ed internazionale, non solo l’archivio del lavoro svolto nel campo dell’arte contemporanea, ma anche segnalare la presenza di un gruppo di artisti e curatori che partecipa attivamente al programma di mostre e di approfondimenti, alimentando la condivisione e l’energia di un centro no profit di produzione culturale e artistica indipendente, diventato nel tempo una piattaforma vitale ed inclusiva. In esso sono raccolte 18 conversazioni inedite tra gli artisti e i curatori di AlbumArte: Gianluca Brogna con Grossi Maglioni, Benedetta Carpi De Resmini con Cosimo Veneziano, Anna Cestelli Guidi con Iginio De Luca, Daniela Cotimbo con Sonia Andresano, Elisa Del Prete con Angelo Bellobono, Raffaele Gavarro con Sandro Mele, Silvano Manganaro con Zaelia Bishop, Magherita Moscardini con Cristina Cobianchi, Manuela Pacella con Elena Bellantoni, Claudio Libero Pisano con Delphine Valli, Adriana Polveroni con Francesco Jodice, Marta Silvi con Dario Agati e Fabio Giorgi Alberti, Marco Trulli con Anna Raimondo, Paola Ugolini con Silvia Giambrone e Romina Bassu, Vittorio Urbani con Flavio Favelli, Saverio Verini con Sabrina Casadei e Alessandro Giannì. Completano il volume (di 484 pagine) altre cinque sezioni che illustrano il contesto della ricerca di AlbumArte dal 2011 al 2020: Anteprima programma di residenze, rassegne video e talk con artisti italiani all’estero; AlbumArte | VideoArtForum, un progetto continuativo di video arte internazionale; il capitolo riservato alle performance; il progetto Donne (non più) anonime – confronto sul femminicidio, una serie di dibattiti sul tema della violenza sulla donna; e il capitolo che parla di tutte le mostre realizzate con gli artisti italiani. Coordinamento del progetto editoriale è a cura di Fabiola Fiocco e il coordinamento generale a cura di Marta Bracci. I partner culturali sono: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma; Roma Capitale. Assessorato alla Crescita Culturale / Azienda Speciale Palaexpo, Roma; National Gallery of Art, Vilnius; Art House, Scutari; Bn Project, Bruxelles; Dimora OZ, Palermo, Golden Thread Gallery, Belfast; LE 18, Marrakech; PILOT, Bratislava.

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Percorsi Executive per formare i professionisti del settore della cultura

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

La cultura può costituire un importante volano di ripresa e di sviluppo professionale e personale contribuendo alla crescita stessa del settore.Secondo i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali della School of Management del Politecnico di Milano diffusi a maggio 2021, nell’ultimo anno l’offerta delle istituzioni culturali si è orientata sempre più verso il digitale: il 95% ha un sito web (oltre +10%, rispetto al 2020) e l’83% un account ufficiale sui social (76% nel 2020), quasi la metà offre laboratori e attività didattiche online (48%), così come tour e visite guidate (45%), una su quattro mette a disposizione un’applicazione. Sono inoltre aumentati i musei che hanno pubblicato la collezione digitalizzata sul proprio sito web (dal 40% del 2020 al 69% del 2021). Nonostante ciò, le istituzioni che si basano su un vero e proprio piano strategico che comprenda anche l’innovazione digitale rappresentano ancora una minoranza (il 24%, esattamente come un anno fa). È in questo scenario e per rispondere alla necessità di contaminazione e integrazione di competenze culturali con i saperi economici e digitali, che Feltrinelli Education annuncia una partnership esclusiva con il MIP Politecnico di Milano per la costruzione di una serie di Percorsi Executive altamente professionalizzanti dedicati alla formazione dei professionisti del settore culturale; il primo in partenza sarà il Percorso Executive in Management della Cultura che inizierà a Marzo 2022. Attraverso una struttura che si propone di fornire una visione d’insieme sul lavoro culturale e le sue articolazioni il Percorso Executive intende sviluppare competenze quali: la conoscenza del mercato culturale, la capacità di selezionare e gestire progetti e contenuti di interesse per il pubblico, lo sviluppo ed il controllo di piani economici, anche ricorrendo al fundraising, l’abilità nell’individuare i format e nel valorizzare e comunicare i progetti. Il corso si articola in un percorso teorico e pratico che condurrà̀ alla presentazione di project work, costantemente monitorati e discussi dai docenti del master, a una platea di professionisti e stakeholder del settore.

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Il processo è tutto per Pan European Smaller Companies

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

A cura di Mine Tezgul, Gestore di portafoglio. In Europa la nostra attenzione è stata catalizzata da due fattori nel 2021. Innanzi tutto, a partire da novembre 2020 abbiamo assistito a un rally dei titoli value, specialmente tra le società di dimensioni più piccole. Quando la pandemia è arrivata in Europa, nella prima parte del 2020, inizialmente i titoli value e ciclici, generalmente connessi ai consumi e alle spese aziendali, hanno registrato performance deludenti. Successivamente, mentre il continente rialzava la testa dopo la prima ondata verso la fine dell’estate 2020, la tendenza ha cominciato a invertirsi.In secondo luogo, come anche in altre parti del mondo, l’inflazione ha iniziato ad aumentare, pur rimanendo su livelli storicamente bassi ed esibendo comunque un calo transitorio a giugno 2021. Negli Stati Uniti si è discusso molto del fatto che la Federal Reserve non stesse dando peso all’aumento dell’inflazione, considerandolo un fenomeno di breve durata. Ciò detto, anche se gli USA cominciassero ad alzare i tassi d’interesse, è improbabile che l’Europa segua l’esempio con le stesse tempistiche o nella stessa misura. Riconoscendo questi fattori, il nostro team dedicato alle società europee di dimensioni più piccole ha iniziato a prestare maggiore attenzione ai temi ciclici nell’estate del 2020, mantenendo comunque un orientamento alla qualità. I modelli di business delle società che ci interessano offrono loro un vantaggio competitivo e, in ultima istanza, una solida capacità di determinazione dei prezzi. Un ipotetico ritorno dell’inflazione a livelli significativi rischia di mettere a repentaglio la valutazione degli attivi a lungo termine. Ma quando si dispone del pricing power, l’aumento dei costi può essere trasferito ai consumatori. In caso contrario, è un problema. Il potere di determinazione dei prezzi è quindi la difesa più efficace per un’azienda, ragion per cui è ancora più cruciale concentrarsi su società che possono contare su quest’arma. Al di là di questo ritocco, il nostro approccio e il team dedicato ai portafogli di small cap europee rimangono stabili: personalmente, sono gestore del portafoglio da due anni insieme a Philip Dicken, vice gestore del fondo, presente sin dal 1997.In un mercato così diversificato e interessante, adottiamo un approccio chiaro e coerente agli investimenti. Ciò ci consente di identificare le società di alta qualità, che spesso rappresentano ottimi investimenti a lungo termine. I vantaggi competitivi sono un elemento distintivo per tali attori e consentono loro di crescere e/o mantenere un livello costante dei rendimenti nel tempo. Tra questi figurano: Vantaggi di costo Una società con un vantaggio di costo è capace di produrre beni o servizi spendendo meno rispetto ai concorrenti ed è quindi in grado di batterli sui prezzi oppure di aumentare la propria redditività Vantaggi derivanti da una scala efficiente Le società che godono di questi vantaggi operano in un mercato che può sostenere uno o pochi rivali, limitando di fatto la concorrenza Costi di transizione Si tratta degli ostacoli che trattengono i clienti dal passare da un prodotto all’altro, in quanto il cambiamento complicherebbe la vita o comporterebbe costi aggiuntivi Effetti di rete Si verificano quando il valore di un bene o di un servizio aumenta sia per gli utenti nuovi sia per quelli esistenti in ragione del maggiore utilizzo di tale bene o servizio Attività immateriali Si tratta di elementi, quali i brevetti, le licenze governative e l’identità del marchio, capaci di tenere a bada la concorrenza incoraggiando o rafforzando la lealtà nei confronti di un prodotto o di un servizio. Pertanto, malgrado un persistente contesto di incertezza a livello mondiale, la nostra filosofia d’investimento orientata alla qualità e alla crescita, il nostro processo bottom-up di stampo fondamentale e l’approccio di lungo termine ci hanno consentito di ottenere buoni risultati sia nelle fasi rialziste che in quelle ribassiste. Restando fedeli al nostro processo d’investimento siamo riusciti ad attraversare con successo i variegati contesti di mercato presentatisi nel 2020 e puntiamo a fare altrettanto in futuro.

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Fixed Income – Le divergenze spalancano opportunità nei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt e Kate Griffiths, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Forze economiche eccezionalmente potenti stanno rivoluzionando il panorama per gli investitori nei mercati emergenti. Tuttavia, le divergenze di performance tra Paesi e attività che ne risultano, producono un terreno fertile per generare rendimenti per coloro che dispongono di adeguate capacità analitiche.Il contesto macroeconomico globale è eccezionalmente incerto. Da un lato, la pandemia di COVID-19 continua a fare brutte sorprese: la variante Delta, particolarmente infettiva, è la più recente, ma è improbabile che sia l’ultima. Dall’altro, la liquidità immessa dalle banche centrali globali rimane generosa, così come le misure di stimolo fiscale. Le pressioni inflazionistiche sono in aumento, alcune sono temporanee, altre potrebbero rivelarsi più persistenti. I governi sono sotto pressione e chiamati a rispondere. Altrove, in particolare in Cina, sembrano verificarsi cambiamenti politici epocali.Tutto ciò rende meno chiaro un quadro già complicato, visto che le economie dei mercati emergenti presentano enormi differenze. Spaziando nell’intero spettro dell’attività economica, dalle materie prime ai prodotti finiti di alta qualità, i Paesi emergenti stanno crescendo a diverse velocità. Allo stesso tempo, c’è una significativa differenziazione nelle attività in offerta anche all’interno di questi Paesi. Di conseguenza, in alcuni casi, quando il prezzo delle obbligazioni denominate in dollari di un Paese è elevato, sono le sue obbligazioni in valuta locale a offrire prospettive più interessanti a livello di rendimenti corretti per il rischio.Allo stesso tempo, la crescente popolarità dei green bond tra gli emittenti sovrani aggiunge un’ulteriore frontiera per gli investitori. Il diverso impatto del COVID-19, i diversi livelli di stimolo, le grandi divergenze nei fondamentali dei Paesi, l’introduzione di green bond oltre ai titoli denominati in valuta locale e in valuta forte, rendono la navigazione nell’universo delle obbligazioni dei mercati emergenti una sfida che richiede competenza ed esperienza. Sull’attrattiva degli investimenti nei mercati emergenti incide anche il paragone tra le loro performance in materia ambientale, sociale e di governance (ESG). I fattori sociali e di governance sono particolarmente importanti in alcune regioni dell’America Latina, dove assistiamo a una rinascita della politica e del populismo di sinistra. Ciò aumenta il rischio che questi Paesi subiscano un’erosione del loro merito creditizio a lungo termine, considerato che i politici tentano di eliminare i problemi con la spesa pubblica, provocando così un aumento delle pressioni fiscali. Allo stesso tempo, il peggioramento della disoccupazione giovanile, della povertà e dei risultati educativi rappresentano una minaccia per la formazione del capitale umano di queste nazioni; anche in questo caso l’America Latina risulta particolarmente a rischio. Gli investitori nei mercati emergenti hanno un bel da fare. Questi Paesi devono affrontare sfide più complesse che mai, molte delle quali sono state portate alla luce dalla pandemia, che ha aumentato l’impatto dei diversi gradi di sviluppo e dei diversi accessi alle risorse, naturali o artificiali, dalle infrastrutture al capitale umano e alla solidità delle istituzioni. Ha, inoltre, aggiunto un’ulteriore dimensione alla politica interna Pictet Asset Management ha un approccio d’investimento sfaccettato, che si avvale delle competenze di tutta l’azienda nel valutare le questioni macroeconomiche, politiche, ambientali e sociali. Prendiamo, ad esempio, il nostro approccio all’investimento in Cile. Vediamo un valore limitato nel debito decennale cileno denominato in dollari, che scambia con uno spread di appena 99 punti base al di sopra dei Treasury USA, e per questo in tutti i nostri portafogli abbiamo una posizione di sottopeso su queste attività rispetto al benchmark. Tra le obbligazioni in valuta forte, preferiamo i green bond nazionali scambiati in linea con le obbligazioni convenzionali. Per le obbligazioni denominate in peso cileno, la nostra tendenza recente è quella di prendere i tassi locali, in quanto riteniamo che la recente debolezza delle obbligazioni implichi l’aspettativa di troppi aumenti dei tassi ufficiali. Allo stesso tempo, abbiamo una propensione più strategica a sovrappesare la valuta, poiché la recente debolezza offre un punto di ingresso interessante. Come team, prestiamo sempre più attenzione ai rischi e alle opportunità connessi alle questioni ambientali e ai rischi di transizione. Riteniamo che i green bond rappresentino per i governi un buon modo di finanziare le iniziative legate al cambiamento climatico e, di conseguenza, abbiamo incoraggiato l’Ungheria ad avviare un programma di green bond, a cui potremmo partecipare al momento dell’emissione. La Romania è stata meno veloce nell’adottare misure simili, ma anche in questo caso abbiamo spinto il governo a riconoscere l’esistenza di una domanda per questi strumenti. La reazione è stata incoraggiante, con lo sviluppo di una struttura di green bond che dovrebbe contribuire a migliorare le sue credenziali in tema di sostenibilità. Abbiamo una portata globale, con un approccio regionale basato a Londra, Singapore e New York, che ci offre prospettive locali in tutto l’universo dei mercati emergenti e che uniamo con i nostri punti di forza nell’analisi macroeconomica e nella strategia globale. (abstract)

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Economia: Anatomia di una bolla

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Analisi di Richard Bernstein Advisors LLC (RBA) Secondo noi c’è una bolla negli asset a lunga durata. Secondo i nostri calcoli, non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che ci sono bolle considerevoli che si stanno gonfiando. In questo rapporto, indaghiamo su ciò che sta causando bolle così diffuse, i loro potenziali effetti sull’economia generale e le interessanti opportunità di investimento derivanti dalla cattiva allocazione del capitale della bolla. Poiché i tassi di interesse a breve termine sono scesi allo 0% in seguito alla crisi finanziaria globale, la Fed ha scelto di iniettare ulteriore liquidità acquistando debito a più lunga scadenza. Di solito, la Fed controlla la parte breve della curva dei rendimenti comprando e vendendo T-bills a breve termine. La loro più recente strategia di “allentamento quantitativo” era basata sull’acquisto di titoli del Tesoro e mutui a più lunga scadenza. Poiché il loro acquisto è stato considerevole e prolungato, la Fed ora possiede la maggioranza del mercato dei Treasury a 10-20 anni. Hanno effettivamente “messo all’angolo” il mercato dei Treasury. La curva dei rendimenti è anche un semplice modello della redditività dei prestiti bancari, e una curva più piatta suggerisce margini di prestito meno interessanti. Le banche ricevono depositi e pagano tassi di interesse a breve termine ai depositanti, e fanno prestiti con termini più lunghi. I margini delle banche, quindi, possono essere approssimati dalla ripidità della curva dei rendimenti, cioè, curve più ripide suggeriscono una maggiore redditività.Poiché la Fed ha bloccato la parte lunga della curva dei rendimenti e ha ridotto i tassi di interesse a lungo termine e appiattito la curva dei rendimenti, i prestiti bancari sono rimasti significativamente indietro, rispetto alla liquidità che la Fed sta cercando di iniettare nell’economia reale. Il risultato è stato che gran parte della liquidità della Fed è rimasta intrappolata all’interno dei mercati finanziari e ha gonfiato le attività finanziarie, piuttosto che finanziare l’espansione dell’economia. Gli investitori in bolla spesso si fanno ingannare dalle storie che alludono a una crescita futura, ignorando la valutazione delle attività. Così, finiscono per sovrastimare i loro rendimenti attesi. Le valutazioni degli asset e non il clamore determinano i rendimenti degli investimenti indipendentemente dallo sviluppo economico.In particolare, favoriamo le attività e i settori che sovraperformano quando la crescita nominale accelera: energia, materiali, industriali, azioni a piccola capitalizzazione, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti, mercati emergenti non cinesi, obbligazioni di qualità inferiore e materie prime/oro. Gli investitori diventano decisamente miopi durante le bolle, e credono che ci sia poco in cui investire oltre agli asset della bolla. Per noi, queste situazioni presentano enormi e ampie opportunità d’investimento in settori in cui il capitale viene relativamente negato. (abstract)

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7 aziende su 10 hanno difficoltà nell’assumere nuovo personale a causa del talent shortage

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2021

Individua riduce al minimo i tempi di assunzione, creando l’intreccio perfetto tra i desideri del candidato e quelli dell’azienda. L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti di felicità, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Da oltre 10 anni nella top 10 delle migliori aziende in Italia del Great Place To Work Institute®, e da 3 anche in quella europea, l’azienda guidata da Silvia Bolzoni e i figli Debora e Ivan Moretti mette a disposizione un metodo scientifico, creativo e umano per la ricerca dei talenti. Il metodo INDIVIDUA, infatti, è stato studiato per ridurre al minimo i tempi di assunzione e creare l’intreccio perfetto tra i desideri della persona e quelli dell’azienda. Con coerenza etica e metodologica, la nuova business unit aiuta le imprese a far fiorire il loro potenziale, basandosi su metodologie come la Behavioral Event Interview (BEI), l’analisi Person-Organization Fit e lo studio delle più attuali dimensioni dell’intelligenza emotiva. Prevede differenti approcci, dalla gamification allo studio dei comportamenti e delle motivazioni, con accreditamento Insights TTi e accreditamento EQ TTI sul quoziente emotivo.Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo».Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

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