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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

GAM: I VARPS, un’opportunità decorrelata nei mercati di frontiera

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

A cura di Tim Love, Investment Director responsabile delle strategie azionarie dei paesi emergenti di GAM.Nel 2016 abbiamo identificato cinque mercati chiave all’interno dell’universo di frontiera che, potenzialmente, offrono un buon rapporto rischio / rendimento: Vietnam, Argentina, Romania, Pakistan e Arabia Saudita, e li abbiamo ribattezzati VARPS. Questo sottoinsieme di paesi ha realizzato di recente la maggior parte della performance dell’indice MSCI Frontier Markets. Nel 2020 la Romania e l’Arabia Saudita sono state inserite nell’indice principale MSCI Emerging Markets, lasciando solo Vietnam, Argentina e Pakistan come veri e propri mercati di frontiera. Tuttavia, consideriamo i VARPS come un gruppo non correlato all’indice EM principale, e forniamo un aggiornamento su ciascuno dei cinque paesi di seguito, evidenziando le sfide attuali e le aree in cui vediamo progressi economici e opportunità d’investimento. Vietnam. Le azioni vietnamite hanno continuato a sovraperformare quest’anno, con un rialzo di circa il 16% in dollari fino al 9 agosto 2021. Riteniamo che il contesto d’investimento in Vietnam rimanga solido, nonostante l’attuale carenza di democrazia e di libertà di stampa nel paese. A nostro avviso, la crescita primaria è trainata dalle esportazioni manifatturiere e di materie prime (basate su salari pari a circa un terzo di quelli cinesi, con possibilità di commercio dalle basse tariffe verso gli Stati Uniti e l’Unione europea), dai consumi interni e dalle infrastrutture, grazie all’alta densità urbana, alla creazione di posti di lavoro e alla bassa inflazione (circa il 4%). Il basso rischio politico interno del Vietnam (che ha un sistema politico monopartitico) e la successione recentemente confermata, insieme alla crescita del turismo e al basso rischio valutario, sono ulteriori aspetti positivi. Tuttavia, i limiti alla proprietà straniera danneggiano ancora un po’ gli investimenti, a nostro avviso, dato che solo il 23% dell’indice MSCI Vietnam è accessibile agli investitori stranieri, il che può fare aumentare il rischio di illiquidità. Argentina L’Argentina è stata uno dei paesi di frontiera più deboli; infatti MSCI ha recentemente annunciato la riclassificazione dell’Argentina da mercato emergente a mercato a sé stante a causa dei prolungati controlli sul capitale, degli squilibri macro e delle micro distorsioni politiche a livello industriale. I progressi limitati in queste aree mantengono elevati i premi per il rischio sia nel debito sovrano che nell’azionario. Inoltre l’Argentina si è trovata in difficoltà, come del resto tutta la regione latinoamericana, per quanto riguarda il PIL pro capite durante pandemia di Covid-19. Cercheremo un punto di ingresso migliore da un punto di vista delle valutazioni quando queste riforme diventeranno realtà. Alla luce di un tale contesto interno, il settore tecnologico rappresenta un segmento positivo del mercato che cresce velocemente, aggiungendo valore alle esportazioni della nazione. Romania. Uno studio di Deloitte ha classificato la Romania, insieme a Cina, Cile, Australia, Lituania e Corea del Sud, come uno dei soli sei paesi al mondo il cui PIL è cresciuto durante la pandemia. La Romania rappresenta solo lo 0,1% dell’indice MSCI EM. Ha sovraperformato nell’ultimo anno, ma rimane interessante, a nostro avviso, con un dividend yield di quasi il 7%. La prospettiva di avere accesso ai circa 30 miliardi di euro del piano di risanamento della Commissione europea mette il paese in un contesto favorevole senza precedenti, a nostro avviso. Pakistan. Notiamo che ultimamente stanno emergendo dei segnali di ripresa nel quadro macro del Pakistan; anche se l’inflazione rimane alta e il debito circolante continua ad accumularsi, il Pakistan ha ricevuto rimesse record di 29,4 miliardi di dollari durante l’ultimo anno finanziario, compensando parzialmente il rimbalzo del deficit commerciale. Il paese ha quasi completato il piano d’azione della Financial Action Task Force (FATF), con una sola azione in sospeso. Crediamo anche che un miglioramento generazionale nella governance sia in corso, le relazioni militari-civili sono durevolmente stabili, le infrastrutture stanno subendo un aggiornamento nell’ambito del China Pakistan Economic Corridor, anche se costoso, e le relazioni con l’India non possono peggiorare a causa del deterrente nucleare. Tutti segnali incoraggianti, a nostro avviso. Tuttavia, i rischi sono soprattutto la disoccupazione alta post pandemia e la continua crescita della popolazione di circa il 2% all’anno. Arabia Saudita.Manteniamo il nostro outlook positivo a lungo termine sull’Arabia Saudita, grazie alla liberalizzazione dei consumi e della forza lavoro, insieme all’allentamento delle restrizioni nei settori del tempo libero e dei viaggi. L’introduzione dell’IVA, la vendita della quota in Aramco, il prestito fiscale e l’accesso alle riserve di liquidità in eccesso sostengono gli investimenti nei settori non petroliferi. La crescita dell’Arabia Saudita dipende dal successo del suo programma di diversificazione. Tutte queste misure, insieme al rilancio della proprietà straniera, dovrebbero continuare a stimolare la crescita di nuovi settori. Tuttavia, tali riforme hanno lunghi periodi di gestazione e non è ancora chiaro se l’Arabia Saudita riuscirà ad essere competitiva nei settori non petroliferi, da una prospettiva globale. (abstract)

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