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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

PIMCO: L’Odissea cinese verso la “prosperità comune”. Quali implicazioni per i portafogli?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2021

La Cina è preoccupata per il divario di reddito tra i propri cittadini più ricchi e quelli più poveri. I dati ufficiali dell’Ufficio Nazionale di Statistica mostrano che il 20% più ricco dei cinesi aveva un reddito medio disponibile di oltre 80.000 yuan (12.000 dollari americani) nel 2020, oltre 10 volte quello che guadagnava il 20% più povero.La crescente disuguaglianza di reddito è un fenomeno globale, che, negli ultimi anni, ha scatenato ondate di disordini sociali. Impegnata nell’armonia sociale, l’obiettivo della Cina è quello di sviluppare una distribuzione del reddito più “a forma di oliva”, guardando al ceto medio. Le politiche si concentreranno sul miglioramento del sistema di welfare sociale (comprese le pensioni, l’assistenza sanitaria e gli alloggi), garantendo un accesso equo all’istruzione e promuovendo la mobilità verso l’alto.I recenti cambiamenti normativi mirano a bilanciare equità ed efficienza. Per esempio, il giro di vite sulle ripetizioni private è integrato da un aumento delle risorse per le scuole pubbliche e da servizi di assistenza all’infanzia a basso costo, di cui potrebbero beneficiare le famiglie a basso reddito e i genitori che lavorano. Dall’inizio di quest’anno, la Cina ha intensificato il controllo e le restrizioni sui prestiti ai veicoli di finanziamento del governo locale (LGFV) per contenere il debito dei governi locali. Il governo, negli ultimi anni, ha già limitato lo stipendio dei dirigenti delle SOE e la campagna anti-corruzione ha tenuto i dipendenti del settore pubblico sotto stretto controllo.I vertici di Pechino hanno recentemente inviato messaggi forti per rassicurare le imprese private sul sostegno da parte del governo. Hanno riaffermato l’importanza dell’economia privata, che costituisce più del 50% delle entrate fiscali totali, il 60% del PIL del paese, il 70% dell’innovazione tecnologica cinese, l’80% dell’occupazione urbana e il 90% delle imprese. Il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) è stato un obiettivo politico negli ultimi anni attraverso iniziative monetarie, fiscali e altre iniziative amministrative. I cambiamenti politici includono il rafforzamento delle norme antitrust, il miglioramento della protezione dei dati, la riduzione della disuguaglianza di reddito e il miglioramento della mobilità delle classi sociali, sullo sfondo di uno sviluppo tecnologico esplosivo e l’aumento del populismo e del protezionismo in tutti i continenti. La Cina sta tentando di mettere a punto una soluzione a queste sfide. Le azioni normative del governo potrebbero pesare sulla crescita nel breve periodo, ma un adeguato sostegno monetario e fiscale, così come una domanda esterna resiliente, potrebbero mantenere la crescita intorno all’8% per il 2021.La direzione dello yuan cinese è meno chiara. Il vento favorevole derivante dalla robusta performance delle esportazioni ha portato la valuta a rafforzarsi ai massimi pluriennali contro il paniere di dollari del China Foreign Exchange Trade System (CFETS), mentre la politica monetaria propende ora per un allentamento della liquidità. Nel lungo periodo, un ambiente commerciale adeguatamente regolamentato probabilmente beneficerà tutti gli investitori, riducendo le vulnerabilità del sistema e garantendo un percorso di crescita sostenibile. (abstract)

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