Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 21 ottobre 2021

“La pianessa”: omaggio ad Alberto Savinio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Roma 22 e 23 ottobre ore 21 Teatro Quirino Via delle Vergini,7 con LUCIA POLI e con MARCO SCOLASTRA al pianoforte consulenza di Alessandro Tinterri testi Alberto Savinio musiche Savinio, Rossini, Mozart, Satie, Cage, Paderewski, Chopin, Shumman. Un pianoforte animato da un fantasma che suona Chopin, un pianoforte femmina che partorisce cuccioli di pianofortini e, ancora, un vecchio pianoforte glorioso che interpreta da solo il suo ultimo concerto: “La Pianessa – Omaggio ad Alberto Savinio” è un tributo al genio multiforme del raffinatissimo scrittore, pittore nonché audace compositore Alberto Savinio (Atene 1891 – Roma 1952). Lucia Poli narra le vicende tragicomiche di curiosi personaggi che ruotano attorno al protagonismo del pianoforte e aggiunge il bellissimo profilo biografico di Isadora Duncan, che vive tra danza e musica. Il pianista Marco Scolastra accompagna o intervalla le parole dell’attrice con musiche dello stesso Savinio e di autori da lui citati: Mozart, Kullak, Paderewski, Chopin; ma anche di altri musicisti quali Rossini, De Crescenzo, Satie e Cage, scelti come raccordo drammaturgico. BIGLIETTI interi € 20,00, ridotti € 15,00.

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Ita-Alitalia e continuità. Commissione Ue, se ci sei batti un colpo

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Ora che ITA ha acquistato il marchio Alitalia e che, di conseguenza si chiamerà Alitalia, il codice identificativo dei biglietti sarà 055 come Alitalia, così come l’identificativo dei voli sarà AZ come Alitalia, che quasi tutti i suoi dipendenti sono ex-Alitalia, che l’attuale suo precario sito web utilizzerà quello di Alitalia, che gli hub aeroportuali saranno quelli di Alitalia, che ha fatto ricorso contro l’assegnazione della continuità territoriale Sardegna/continente contro Volotea sì da riprendersi il monopolio che prima era di Alitalia, che il suo capitale è pubblico come era pubblico quello di Alitalia, … e tante altre cose che sicuramente ci sfuggono… ora che tutto questo, la Commissione Ue che aveva concesso il suo varo a condizione che non ci fosse continuità con Alitalia, cosa intende fare? Sia chiaro, non ce l’abbiamo con ITA e i suoi dipendenti e dirigenti, ma stiamo cercando di capire come vengono usati i soldi pubblici di tutta questa operazione che, con la vecchia Alitalia, era già costata più di 10 miliardi di euro oltre alla quasi totalità di chiusura in passivo dei bilanci fin da quando (più di 70 anni) la compagnia di bandiera è esistita. La nostra è preoccupazione contabile e metodica, rivolta al ministero dell’Economia (attraverso cui transitavano e transitano i soldi per queste operazioni/investimenti) perché, nel caso, siano aiutati dalla commissione Ue a non continuare in questi errori che, proprio perché “continuare”, non si può escludere che possano essere dolo. Aspettiamo fiduciosi la Commissione di Bruxelles. (comunicato Aduc)

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Il denaro non dorme mai

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Commento a cura di Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR. È tempo di trimestrali questa settimana per i big del settore finanziario americano, analizziamo rischi e opportunità del segmento a livello globale, alla luce dell’attuale quadro macro. I primi risultati relativi al terzo trimestre confermano che il 2021 potrebbe essere un buon anno per il settore finanziario americano. Il rialzo della curva dei rendimenti ha garantito migliori profitti e margini alle banche commerciali sia sui depositi che sui prestiti, malgrado in quest’ultimo periodo i volumi dei finanziamenti su imprese e privati siano stati deludenti. I profitti del settore Investment Bank, invece, sono stati di molto superiori alle attese, trainati dalla forte crescita dei ricavi da trading e da M&A a livelli record. Se ci spostiamo in Europa il quadro resta positivo, seppur con minor enfasi rispetto a quello d’oltreoceano. All’incremento dei volumi di mutui e credito al consumo, si contrappone una marginalità che resta ancora compressa da una curva dei tassi su livelli estremamente bassi. Le agevolazioni del TLTRO hanno certamente aiutato, ma dal 2023 i termini del nuovo programma di rifinanziamento dovrebbero diventare meno generosi. Le valutazioni restano interessanti, benché non siano più così appetibili come qualche mese fa. Il recupero degli utili iniziato nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha riportato le quotazioni sui livelli pre-pandemia, ma ci potrebbe essere ancora spazio di crescita, in particolare se la traiettoria dei tassi euro restasse quella di una progressiva ma costante normalizzazione. Così come la Fed, anche la BCE ha dichiarato a più riprese che considera transitoria la fiammata inflattiva che stiamo vivendo anche nell’Area Euro. Ma è altresì possibile che la normalizzazione di domanda e offerta nei prossimi trimestri non riporti l’indice dei prezzi sui livelli estremamente bassi cui siamo stati abituati nell’ultimo decennio, ma ad un livello più vicino, se non addirittura superiore, al quel 2% che la Bce ha come faro della propria politica monetaria. In questo caso si concretizzerebbero nuove opportunità di crescita per il settore bancario europeo, con una ripresa della marginalità sulle attività caratteristi-che, ovvero quella dei finanziamenti.È fondamentale, però, che le attuali spinte inflattive non risultino più resilienti del previsto, perché avrebbero certamente ripercussioni sulla crescita economica e quindi, in ultima istanza, anche sul settore. La paura che serpeggia in queste settimane, infatti, è di una possibile stagflazione innescata dall’inelasticità della catena produttiva, che sta incontrando gravi difficoltà a causa della penuria di materie prime, semilavorati e ultimamente anche di energia. A lungo andare la combinazione di carenza di offerta e prezzi più elevati andrebbe inevitabilmente a fiaccare la do-manda di consumi. Sui mercati finanziari assisteremmo ad una nuova discesa dei tassi accompagnata da una marcata correzione di tutti i settori value, incluso quello finanziario.

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Inflazione: Istat, settembre +2,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Secondo i dati definitivi di settembre resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione sale su base annua dal +2% di agosto al 2,5%.”Una iattura! L’impennata dei prezzi, anche se attenuata rispetto alla stima preliminare, è l’ultima cosa di cui avrebbe bisogno il Paese. La corsa al rialzo di luce, gas e carburanti sta avendo effetti nefasti, non solo perché incide direttamente sul reddito disponibile delle famiglie, ma perché l’inflazione riduce il potere d’acquisto delle famiglie e rallenta il rimbalzo atteso sui consumi, con conseguenze sul Pil, composto per il 60% dalla spesa delle famiglie residenti, precipitata nel 2020, in valori correnti, dell’11%. Senza contare il rischio di un cambio nella politica monetaria della Bce, laddove i rincari dovessero persistere. Per questo urge un intervento ulteriore del Governo sulla bolletta energetica e una riduzione delle accise sui carburanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “L’inflazione al 2,5% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 942 euro su base annua, 364 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 378 euro per i Trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 878 euro, 365 per l’abitazione, 329 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 736 euro, 343 per l’abitazione e 242 per i trasporti” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.734,4 mld

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, ad agosto ha raggiunto i 2.734,426 miliardi. “Nuovo record storico del debito pubblico. Si tratta di oltre 104 mila euro di debito a famiglia, 104 mila e 398 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo, pari a 46 mila e 145 euro, un valore superiore a ogni precedente. Prima o poi questo debito dovrà essere ridotto, finita la pandemia. Ci domandiamo a chi saranno chiesti i soldi. Seriamo non si soliti lavoratori dipendenti” conclude Dona.

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AIE e ALI insieme per il libro scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Più fondi per garantire a tutti gli studenti gli strumenti necessari a rendere effettivo il diritto allo studio, ottimizzazione della filiera editoriale per superare le attuali criticità, soprattutto sul lato della distribuzione. Ruota attorno a questi due punti il confronto tra l’Associazione Italiana Editori (AIE) e l’Associazione Librai Italiani – Confcommercio (ALI) per ribadire la centralità del libro scolastico nei processi di formazione e nello stimolo alla lettura. Moderati da Mario Baudino (La Stampa), il presidente del gruppo educativo di AIE Paolo Tartaglino e il presidente di ALI Paolo Ambrosini si sono confrontati al Salone internazionale del Libro di Torino nel convegno Il libro scolastico: una porta per la lettura. Strategie di sostegno tra mercato e intervento pubblico.AIE e ALI chiedono al governo di aumentare la disponibilità dei fondi destinati all’acquisto dei libri di testo per le famiglie meno abbienti e prevedere meccanismi idonei per consentirne la disponibilità, come previsto nel Family Act. Le due associazioni, inoltre, sono impegnate a superare le attuali criticità sul lato distributivo che in alcuni casi – anche a causa di uno spostamento eccezionale nel processo delle adozioni – hanno impedito alle librerie di avere i libri disponibili per gli studenti prima dell’avvio dell’anno scolastico.“Fin dai primi mesi di lockdown nella primavera del 2020, il libro scolastico è stato un eccezionale strumento a disposizione di studenti e docenti per non interrompere il processo formativo – ha ricordato Paolo Tartaglino –. Gli studenti e i docenti hanno a disposizione uno strumento flessibile e completo, dove al libro stampato si accompagnano i contenuti digitali integrativi e le piattaforme per l’apprendimento. La pandemia però ha anche acuito le diseguaglianze e, come Associazione, ribadiamo che il diritto allo studio e il contrasto alla povertà educativa e all’abbandono scolastico devono essere centrali nelle politiche del Paese. Come editori, inoltre, siamo consapevoli dei passi ancora da fare per far sì che la catena logistica del libro scolastico sia il più efficiente possibile: lavoriamo con i librai per migliorarla”. “Riconoscere la centralità delle librerie nella distribuzione dei testi è un primo passo importante per avviare il confronto tra le nostre associazioni; da qui ci auguriamo si possa costruire assieme un nuovo modello di rapporti tra gli operatori economici – ha commentato Paolo Ambrosini –. Il libro di testo, e l’Italia, ha il vantaggio di avere una delle migliori industrie editoriali a livello mondiale, è e può essere un valido strumento per la crescita della lettura se supportato nella sua distribuzione da operatori professionali come i librai”.

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Istruzione: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il sindacato esorta il Governo e l’amministrazione scolastica a farsi carico degli impegni presi: “il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha approvato delle linee guida – dice il leader dell’Anief Marcello Pacifico -, ma il personale della scuola ha bisogno di aumenti minimi di 300 euro per recuperare l’inflazione e il costo della vita perso negli ultimi 13 anni quando è scattato il primo blocco degli stipendi. E serve pure un’azione forte per verificare il trattamento economico-giuridico fra il personale precario ed il personale di ruolo”.Attraverso gli investimenti, si potranno anche “ridefinire i profili professionali, i livelli stipendiali e riconoscere delle indennità” che il sindacato ha individuato. “Le abbiamo chiamate semplicemente come indennità di rischio, indennità di incarico e di sede – ha spiegato Pacifico -: la prima è legata certamente al Covid ed è veramente importante in questo momento riconoscere il lavoro dal che si fa scuola in presenza. Dall’altra parte, vista la precarietà esistente, è importante riconoscere un’indennità di incarico per prevenire gli abusi dei contratti a termine, ed un’indennità di sede per garantire a tutti quanti di poter lavorare anche a centinaia di chilometri di distanza e conseguente modificare le regole sulla mobilità con l’abolizione di tutti i vincoli”.Il sindacalista autonomo sostiene che si tratta di proposte che arrivano dalla base dell’organizzazione rappresentativa: “Ne stiamo discutendo nelle assemblee Anief che stiamo facendo ogni giorno ed è importante da qui fino al prossimo dicembre partecipare a questi incontri, anche per dare il proprio contributo e per costruire tutti insieme – ha concluso Pacifico – la nostra piattaforma sindacale contrattuale per una scuola più giusta e più sicura”.

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Istruzione: Sicurezza, dati Legambiente poco allegri

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Secondo l’analisi di Legambiente la scuola italiana non gode di ottima salute: la metà degli edifici è senza agibilità e i ritardo del Sud su tempo pieno e mense è tangibile. Infatti, come riporta anche Corriere della Sera, “il patrimonio edilizio scolastico in Italia è «vetusto e poco sostenibile: un edificio su due non ha ancora il certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% nel 2020 la percentuale degli edifici che hanno necessità di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. Lo afferma il XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020) di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi, sullo stato di salute di 7.037 istituti di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti. I nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia sono lo 0,9%. La maggiore fragilità strutturale viene indicata nelle aree interne più soggette a terremoti e a fenomeni di dissesto mentre la fragilità sociale legata alla povertà educativa e materiale è individuata nelle periferie urbane. Gli edifici in area sismica 1 in tutta la Penisola sono il 4,1%, e quelli in area sismica 2 sono il 30,9%. Al Sud gli edifici complessivamente posti in entrambe le aree sono 86,2%”. Deve far riflettere anche il dato che vede un notevole divario tra nord e sud. Circa il 56% degli edifici scolastici del meridione necessita di interventi urgenti contro il 36% di quelli del Nord. Ci sono evidenti emergenze strutturali che vanno al più presto sanate e consolidate con interventi di manutenzione urgenti. È necessario creare nuove strutture innovative ad hoc, di educazione e istruzione, pensate con gli ultimi orientamenti pedagogici, in modo da sperimentare nuove modalità educative con adeguati impianti sportivi/palestre e impianti outdoor per ridurre il rischio diffusione SARS-CoV-2. Per gli edifici storici del nostro patrimonio edilizio, anche se vetusto, vanno certamente valorizzati e ammodernati sanando le fragilità strutturali. Un edificio su due non dispone ancora di un certificato di collaudo storico o di agibilità e/o di prevenzione incendi, meno dell’1% gli edifici costruiti con criteri di bioedilizia e 387 classificati in classe energetica A. Secondo i dirigenti scolastici Udir il Pnrr rappresenta certamente un’occasione d’oro che non si può perdere; infatti, mai come adesso urge intervenire, investendo nel patrimonio edilizio scolastico italiano, sfruttando i fondi del piano. Il PNRR porterà nel mondo della scuola ben 18 miliardi di euro, una cifra davvero enorme. Il rapporto di Legambiente “Ecosistema scuola” del 2020 mette a nudo tutte le verità sulla qualità dell’edilizia scolastica nel nostro Paese, non lasciando spazio a dubbi. Dal quadro emerso urge intervenire, investendo nell’ammodernamento del nostro patrimonio edilizio scolastico sfruttando i fondi in arrivo dal PNRR. Di questi fondi ben 800 milioni sono destinati per realizzare circa 600 nuove scuole.

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Il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Uno spaccato dei volti e delle storie di povertà in tempo di pandemia. È quanto emerge dal Rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale che, facendo seguito ai 4 monitoraggi nazionali effettuati nel 2020, è pubblicato on line sul sito http://www.caritas.it. Alla vigilia della Giornata internazionale di lotta alla povertà, il Rapporto “Oltre l’ostacolo”, prende in esame: le statistiche ufficiali sulla povertà, i dati di fonte Caritas, il tema dell’usura e del sovra-indebitamento, la crisi del settore turistico, lo scenario economico-finanziario, le politiche di contrasto alla povertà. Come sottolinea il titolo, l’obiettivo è di cogliere e di evidenziare, a partire dalle situazioni e dalle storie incontrate sul territorio, elementi di prospettiva e di speranza. Esempi di risposta e resilienza, da parte di tanti attori, pubblici e private e in particolare delle comunità locali, capaci di farsi carico delle situazioni di marginalità e vulnerabilità affiorate nel corso della pandemia. Tale capacità spesso si è incrociata con le risposte istituzionali offerte a livello nazionale ed europeo, dando luogo ad una serie di triangolazioni positive, che hanno evidenziato l’importanza di lavorare in rete, assumendo responsabilità diverse ma condivise. Caritas e pandemia In linea con le statistiche ufficiali i dati rilevati dalle 218 Caritas diocesane sul territorio, espressione delle rispettive Chiese locali. In dodici mesi (nel 2020) la rete Caritas, potendo contare su 6.780 servizi a livello diocesano e parrocchiale, e oltre 93mila volontari a cui si aggiungono circa 1.300 volontari religiosi e 833 giovani in servizio civile, ha sostenuto più di 1,9 milioni di persone. Di questi il 44% sono “nuovi poveri”, persone che si sono rivolte al circuito Caritas per la prima volta per effetto, diretto o indiretto, della pandemia. Disaggregando i dati per regione civile si scorgono alcune importanti differenze territoriali che svelano quote di povertà “inedite” molto più elevate; tra le regioni con più alta incidenza di “nuovi poveri” si distingue la Valle d’Aosta (61,1%,) la Campania (57,0), il Lazio (52,9), la Sardegna (51,5%) e il Trentino Alto Adige (50,8%). Ma la crisi socio-sanitaria ha acuito anche le povertà pre-esistenti: cresce anche la quota di poveri cronici, in carico al circuito delle Caritas da 5 anni e più (anche in modo intermittente) che dal 2019 al 2020 passa dal 25,6% al 27,5%; oltre la metà delle persone che si sono rivolte alla Caritas (il 57,1%) aveva al massimo la licenza di scuola media inferiore, percentuale che tra gli italiani sale al 65,3% e che nel Mezzogiorno arriva addirittura al 77,6%. Siamo quindi di fronte a delle situazioni in cui appare evidente una forte vulnerabilità culturale e sociale, che impedisce sul nascere la possibilità di fare il salto necessario per superare l’ostacolo. Il 64,9% degli assistiti dichiara di avere figli; tra loro quasi un terzo vive con figli minori. Il dato non è affatto irrisorio se si immagina che dietro quei numeri si contano altrettante, o forse più, storie di povertà minorile che ci sollecitano e allarmano. Rispetto alle condizioni abitative, oltre il sessanta per cento delle persone incontrate (63%) vive in abitazioni in affitto, Il 5,8% dichiara di essere privo di un’abitazione, il 2,7% è ospitato in centri di accoglienza. Percentuali queste ultime che si legano chiaramente alla condizione Comunicato n.35 | 16 ottobre 2021 degli “homeless”, i cui numeri anche per il 2020 risultano tutt’altro che trascurabili. Le persone senza dimora incontrate dalle Caritas sono state 22.527 (pari al 16,3% del totale), per lo più di genere maschile (69,4%), stranieri (64,3%), celibi (42,4%), con un’età media di 44 anni e incontrati soprattutto nelle strutture del Nord. Delle persone sostenute dal circuito Caritas, oltre un terzo (il 37,8%) è supportato anche da alcuni servizi pubblici con i quali a volte le Caritas sui territori svolgono un lavoro sinergico e coordinato soprattutto in questo tempo di criticità. Una persona su cinque (19,9%) di quelle accompagnate nel 2020, dichiara di percepire il Reddito di Cittadinanza (RdC). Usura e sovraindebitamento Il capitolo su usura e sovra-indebitamento, curato dalla Consulta nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II”, dimostra che già prima della pandemia almeno due milioni di famiglie sopportassero debiti non rifondibili a condizioni ordinarie. La vulnerabilità all’indebitamento patologico e all’usura si proietta sullo sfondo della recessione economica e della povertà assoluta, che hanno conosciuto un netto incremento a causa della pandemia. Basti pensare che nelle province dichiarate “zona rossa” per tempi più prolungati, il reddito si è ridotto di oltre il 50 per cento per un nucleo familiare ogni 20, mentre solo un piccolo gruppo di privilegiati (2,6%) ha visto aumentare il proprio reddito. Il settore turistico Il Rapporto contiene anche uno studio sugli effetti della pandemia su 4 aree di interesse turistico: Assisi, Ischia, Riva del Garda e Venezia. Bastano alcuni dati per ognuna di queste realtà a far comprendere il quadro della situazione. Solo ad Assisi città e frazioni, tra giovani laici e religiosi, la Chiesa locale ha messo a disposizione da giugno 2020 a inizio 2021 circa 7200 ore di volontariato per servizi assistenziali, empori e attività di distribuzione. A Ischia il 70% degli operatori del turismo non lavora. Nel 2019 la Caritas sfamava 500 famiglie, oggi sono 2500 famiglie e sono in aumento perché su circa 15000 lavoratori stagionali almeno il 50% non ha ricevuto nessun tipo di supporto economico. A Riva del Garda la crisi del turismo ha prodotto una fuga della manodopera, in gran parte straniera, ripartita verso i paesi di origine e mai più ritornata. Viene confermato un trend di crescita delle persone incontrate e aiutate da Caritas, con 302 nuclei familiari seguiti e un migliaio di persone coinvolte nel 2020, su una comunità di riferimento di circa 20.000 abitanti (dati in linea anche per il primo trimestre 2021. A Venezia lo scoppio dell’emergenza ha prodotto un crollo dei flussi turistici con in un calo di entrate di 2miliardi di euro. Per sostenere le famiglie, la diocesi ha istituito il Fondo San Nicolò, distribuendo circa 250.000 euro. Le Politiche di contrasto alla povertà Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà riguarda in particolare sul reddito di cittadinanza (RdC), che ha complessivamente supportato 3,7 milioni di persone nel corso del 2020 a livello nazionale, ha interessato uno su cinque fra coloro che si sono rivolti ai centri e servizi Caritas nel 2020 e più della metà (55%) dei beneficiari di una indagine longitudinale sui beneficiari Caritas monitorati dal 2019 (pre-pandemia) al 2021. Viene presentata l’”Agenda Caritas per il riordino del RdC” che prevede un pacchetto complessivo di interventi con un mix di ampliamento e riduzione dei criteri di accesso e che ponga attenzione al processo di miglioramento/rafforzamento di servizi e azioni per l’inserimento lavorativo e per l’inclusione sociale, al fine di intervcettare al meglio la povertà assoluta. Oltre l’ostacolo Allargando lo sguardo al 2021 la fotografia che emerge dai primi otto mesi dell’anno (gennaio[1]agosto) è la seguente: – rispetto al 2020 crescono del 7,6% le persone assistite; – le persone che per la prima volta nel 2020 si erano rivolte ai servizi Caritas e si trovano ancora in uno stato di bisogno rappresentano il 16,1% del totale; – rimane alta la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%); più di una persona su quattro è accompagnata da lungo tempo e con regolarità dal circuito delle Caritas diocesane e parrocchiali; – preoccupa anche la situazione dei poveri “intermittenti” (che pesano per 19,2%), che oscillano tra il “dentro-fuori” la condizione di bisogno, collocandosi a volte appena al di sopra della soglia di povertà e che appaiono in qualche modo in balia degli eventi, economici/occupazionali (perdita del lavoro, precariato, lavoratori nell’economia informale) e/o familiari (separazioni, divorzi, isolamento relazionale, ecc.). Dati questi che – come ha sottolineato il Presidente della Conferenza episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti, lo scorso 27 settembre aprendo i lavori del Consiglio Permanente – si prestano a una lettura ambivalente. Da una parte, possono essere indice dei primi effetti positivi della ripresa; dall’altra, mostrano che ancora troppe persone continuano a “non farcela” e rischiano di vedere in qualche modo “cristallizzata” la propria condizione di bisogno. È dunque indispensabile che i benefici della crescita economica siano distribuiti in modo da ridurre quanto più possibile le disuguaglianze che si sono approfondite a causa della pandemia. Senza lasciare nessuno indietro. su http://www.caritas.it testo integrale, sintesi, video e altri materiali di approfondimento.

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Inflazione: l’aumento sarà solo temporaneo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

L’inflazione dei prezzi al consumo nella zona euro è salita bruscamente al 3% nel corso del 2021. Un aumento dovuto principalmente all’aumento dei prezzi dell’energia e ad altri fattori transitori, i quali comunque non sembrano preoccupare la maggioranza degli analisti, le cui recenti previsioni macroeconomiche segnalano che l’inflazione tornerà ai livelli pre-pandemia il prossimo anno. Tuttavia, ci sono diversi fattori in atto che potrebbero portare a una pressione al rialzo sempre più sostenuta sui prezzi, e la materializzazione di questi rischi potrebbe costringere la Bce a prendere scelte difficili. (by Maria Paulucci)

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Intermonte presentata domanda di ammissione alle negoziazioni su AIM Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Intermonte Partners SIM S.p.A (di seguito ‘Intermonte’ o la ‘Società’), holding di controllo di Intermonte SIM, rende noto che in data odierna ha presentato a Borsa Italiana S.p.A. (‘Borsa Italiana’) domanda di ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie (‘Azioni’) su AIM Italia dedicato alle piccole e medie imprese ad alto potenziale di crescita (“AIM Italia”).Le azioni poste in vendita, incluse quelle oggetto di opzione Greenshoe, sono complessivamente pari al 42,8% delle azioni in circolazione e quindi al netto delle azioni proprie detenute da Intermonte (o il 38,0% dell’intero capitale sociale rappresentato da n. 36.195.500 azioni ordinarie).L’offerta si rivolge esclusivamente a investitori qualificati così come definiti e individuati dall’art. 100 del D. Lgs. 58/98 (il TUF), l’art. 34-ter del Regolamento Consob n. 11971/1999 (il Regolamento Emittenti Consob) e l’art. 35, comma 1, lettera d) del Regolamento Consob adottato con delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018 e gli altri soggetti nello SEE, esclusa l’Italia, che sono investitori qualificati ai sensi dell’articolo 2(e) del Regolamento UE 2017/1129 (il Regolamento Prospetto) e investitori istituzionali esteri ai sensi della Regulation S dello United States Securities Act del 1933 (con esclusione di Australia, Canada, Giappone e Stati Uniti d’America), in esenzione quindi dagli obblighi di pubblicazione del prospetto informativo ai sensi dell’art. art. 1, comma 4, del Regolamento Prospetto. Il range di prezzo indicativo delle azioni di Intermonte è stato fissato tra un prezzo minimo di €2,60 e un prezzo massimo di €2,90 per azione, corrispondente ad una capitalizzazione complessiva di mercato della Società, al netto delle azioni proprie, compresa tra circa €83,6 milioni, sulla base del prezzo minimo e, circa €93,2 milioni sulla base del prezzo massimo (il range, incluse le azioni proprie, corrisponde ad una capitalizzazione complessiva tra circa €94,1 milioni e circa €105,0 milioni).

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II Rapporto dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Roma L’evento si terrà martedì 26 ottobre alle ore 11 presso il Salone Spadolini del Ministero della Cultura (Roma), alla presenza del presidente Giacomo di Thiene (ADSI), del presidente Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), di un esponente di Confagricoltura e dei professori Luciano Monti e Fabio Marchetti (FBV). È prevista la partecipazione di un rappresentante istituzionale MiC. La presentazione del II Rapporto sarà possibile seguirla anche in streaming: il link d’accesso sarà fornito in successiva comunicazione. Dati i numeri contingentati della Sala, sarebbe opportuno avere conferma scritta qualora si abbia l’intenzione di partecipare fisicamente all’iniziativa. Focus dello studio saranno le attività economiche svolte nelle dimore storiche, l’analisi del loro stato manutentivo e la distribuzione geografica dei suddetti beni.

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Dieta Mediterranea: allunga la vita e fa bene al portafogli, privato e pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

L’allontanamento dalla Dieta Mediterranea, unito all’inquinamento ambientale e allo stress che lo stile di vita attuale comporta, rappresenta un fattore di rischio per molte malattie. Tornare a regimi alimentari della nostra tradizione allunga la vita. Se ne parla a Welfair (www.romawelfair.it) – la manifestazione digitale organizzata da Fiera Roma oggi e domani e dedicata a benessere, salute, qualità della vita e a come cambiano stili di vita e abitudini alimentari post pandemia, quest’anno con un focus specifico dedicato alla nutrizione.A parlare della Dieta Mediterranea e di quanto rappresenti un punto di partenza della prevenzione clinica primaria è la Professoressa Laura Di Renzo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma Tor Vergata. “I pattern alimentari – spiega – rivestono il fattore di rischio principale nell’insorgenza delle malattie cronico-degenerative non trasmissibili, soprattutto per quanto riguarda i disturbi cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di tumore”.Per “Dieta Mediterranea Italiana Biologica” si intende una dieta equilibrata in cui prevalgono alcuni gruppi di alimenti tipici mediterranei provenienti da agricoltura biologica: cereali, legumi, ortaggi, frutta fresca e secca, olio extravergine di oliva, prodotti della pesca e vino rosso.La professoressa ha quindi ricorda che solo il 43% degli italiani, rappresentato dal 53,1% degli adulti tra i 55 e 64 anni e solo dal 32,8% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, segue ancore le regole della cucina tradizionale, e quindi mediterranea, mentre il 23% delle persone, delle quali il 31% giovani adulti e il 16% di soggetti tra i 55 e i 64 anni, preferisce seguire la dieta occidentale, ovvero ad alto consumo di carne. Un italiano su tre, infine, segue una dieta povera di frutta e verdura. Evidenti i dati sull’associazione tra aderenza alla dieta mediterranea e riduzione della mortalità. Secondo una metanalisi condotta dal Professor Sofi, si parla di meno 9% della mortalità complessiva; meno 9% per patologia cardiovascolare; meno 6% per tumore; meno 13% per malattie di Parkinson e Alzahimer . L’aumento di 2.7 unità dell’Indice di Adeguatezza Mediterranea (MAI) è inoltre associato a una diminuzione di mortalità per patologie cardiovascolari del 26% in 20 anni e del 21% in 40 anni.

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Edizione 2021 del Job Day dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Parma Mercoledì 27 e giovedì 28 ottobre si svolgerà, in modalità online. Il tradizionale evento di orientamento al lavoro e incontri con le aziende, appuntamento fisso dell’autunno Unipr, si tiene, infatti, anche per quest’anno sul web, con alcune novità rispetto all’edizione dell’anno scorso. Quest’anno lo svolgimento è infatti suddiviso in due giornate: la prima, il 27 ottobre, dedicata alle presentazioni aziendali, e la seconda, il 28 ottobre, riservata ai colloqui di selezione tra HR e laureandi e laureati, che si attuerà utilizzando la piattaforma di Gestione Eventi M.I.T.O. messa a punto dal Consorzio AlmaLaurea, cui l’Università di Parma appartiene.A questa edizione del Job Day, organizzata dalla UO Orientamento e Job Placement dell’Ateneo, parteciperanno 93 tra aziende ed enti istituzionali. L’obiettivo è come sempre quello di favorire, seppure a distanza, l’incontro di studenti e laureati con il mondo del lavoro, anche grazie all’organizzazione di incontri di preparazione al Job Day, focalizzati sulla preparazione del CV e su come affrontare un colloquio di selezione.L’iniziativa è stata presentata questa mattina in conferenza stampa nell’Aula Magna dell’Ateneo dal Rettore Paolo Andrei, dalla Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli Studenti Sara Rainieri e dalla Delegata del Rettore all’Orientamento Chiara Vernizzi.Come nelle passate edizioni, infatti, i Referenti aziendali e i Responsabili Risorse Umane avranno la possibilità di incontrare i laureandi e laureati, di I e II livello, di tutti i Corsi di Studio, afferenti ai 9 Dipartimenti dell’Università di Parma.

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I benefici del sonno per contrastare malattie neurodegenerative

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Camerino Dormire bene potrebbe aiutare a prevenire malattie neurodegenerative, tra le quali l’Alzheimer, oppure a ritardarne l’insorgenza. È quanto stanno cercando di scoprire i ricercatori del laboratorio del sonno di Unicam, guidati dal prof. Michele Bellesi della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria. In Italia i malati di Alzheimer sono circa l’4,5% della popolazione over 65, percentuale che cresce se consideriamo la popolazione sopra gli 80 anni; si tratta di una malattia per la quale non esiste ancora una cura e, essendo molto invalidante, rappresenta dunque anche un importante problema sociale.Il progetto ha ottenuto un importante finanziamento da parte della fondazione inglese “Alzheimer’s Research UK”, che consentirà ai ricercatori Unicam di testare appunto per la prima volta se il miglioramento della qualità del sonno possa ritardare o bloccare l’insorgenza dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative. “Nel corso degli anni – ha sottolineato il prof. Bellesi – numerosi studi hanno dimostrato che esiste un forte legame tra la malattia di Alzheimer e la qualità del sonno. Attraverso l’utilizzo di un modello transgenico animale che sviluppa la malattia nelle sue caratteristiche principali, molto simile a quella dell’uomo, verificheremo se, potenziando il sonno grazie all’utilizzo di opportuni stimoli sensoriali durante specifici stadi del sonno, riusciremo a frenare il decorso della malattia””Se ciò accadesse, ed è quello che ci auguriamo – conclude il prof. Bellesi – si potrebbe aprire la strada allo sviluppo e applicazione di approcci che sfruttano la stimolazione sensoriale durante il sonno, come letti oscillanti intelligenti o fasce audio indossabili, che potrebbero rallentare la progressione della malattia nelle persone affette da Alzheimer attraverso il miglioramento della qualità del sonno”.

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Turismo: “A Venezia fatturato 2021 in linea con 2020”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Venezia. Un 2021 in linea con il 2020, ma ancora in netto calo rispetto al 2019, ultimo anno prima della crisi da Covid-19. E’ il risultato dal comparto extralberghiero di Venezia fotografato da Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia promosso dall’associazione Property Managers Italia. Da gennaio ad agosto l’affitto turistico di appartamenti in città ha registrato un fatturato pari a 52,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 52,6 milioni del 2020. Nel 2019, invece, il fatturato del comparto è stato pari a oltre 134 milioni, più del doppio. Guardando, infatti, al fatturato del 2021 rispetto al 2019 le perdite vanno dal -65% di giugno al -26% di agosto, mentre rispetto al 2020 il fatturato di quest’anno è aumentato dal 42% a giugno, del 56% a luglio e del 53% ad agosto. “Il comparto turistico extralberghiero è ancora molto lontano dai livelli pre Covid – dice Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, Ceo di Rentopolis e Shomy Tech – anche se in alcuni casi l’estate dal 2021 ha spinto la domanda di appartamenti fortemente al rialzo e quindi anche il fatturato delle aziende. Nei prossimi mesi sarà cruciale portare avanti il nostro lavoro senza più interruzioni e chiusure causate dalla pandemia, che mi sembra sia finalmente sotto controllo grazie ai vaccini, per capire se riusciremo a chiudere l’anno almeno in linea con il 2020, o, dove possibile, anche in crescita. Il prossimo anno poi l’obiettivo sarà quello di tornare ai livelli pre crisi puntando sulla voglia di viaggiare delle persone. Per farlo però è necessario avere regole chiare sugli spostamenti, anche degli stranieri, perché sono una componente fondamentale per il nostro comparto dal nord al sud dell’Italia”.

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L’Italia e la produzione del vaccino

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

“Per i 4 o 5 vaccini che noi abbiamo a disposizione siamo partiti da oltre 300 ricerche, ma oggi ci sono più di 300 imprese che li stanno producendo. In alcune di queste fasi l’Italia è coinvolta e c’è su entrambi i tipi di vaccini, su alcune fasi produttive degli adenovirus e su alcune fasi produttive dei vaccini a mRNA; ma l’Italia c’è anche su alcune altre procedure meno note ma su cui il nostro Paese ha un ruolo importante”. Ha risposto così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, interpellato dall’agenzia Dire in merito allo stato dell’arte della produzione dei vaccini in Italia, a margine del XLII congresso nazionale dei farmacisti ospedalieri SIFO, in programma a Roma fino a domenica prossima. “In Italia- ha proseguito Scaccabarozzi- ci sono anche delle aziende molto importanti che fanno la validazione dei lotti, e senza il lavoro di queste imprese italiane non ci potrebbe essere il rilascio dei lotti di vaccini in tutto il mondo. Ci sono infine aziende italiane che stanno lavorando sulla produzione dei lotti per la sperimentazione clinica. Quindi, credo che all’interno di questo processo globale l’Italia abbia un ruolo e che questo ruolo lo vuole giocare fino in fondo”. Secondo il presidente di Farmindustria, dunque, l’Italia è “a buon punto” sulla produzione dei vaccini: “Ho sempre detto che la produzione non può essere soltanto un processo locale- ha aggiunto- questo è difficile perché ormai le produzioni, così come la ricerca, rientrano in processi globali. La produzione di un vaccino ha un percorso estremamente complicato, che va dalla preparazione della sostanza attiva allo sviluppo nei bioreattori, poi c’è la purificazione, la filtrazione, la semplificazione, l’infialamento primario, l’infialamento secondario e il packaging finale. Per questo sono necessarie delle tecnologie che difficilmente si vedono concentrate tutte in un sito. Le partnership devono esserci- ha concluso- e ci sono”.

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L’editoria italiana di varia verso una crescita a due cifre nel 2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Potrebbe chiudere l’anno con una crescita a due cifre, compresa tra l’11% e il 16%, l’editoria italiana di varia, ovvero libri a stampa di narrativa e saggistica venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, per un giro d’affari (vendite a prezzo di copertina) tra gli 1,6 e 1,7 miliardi di euro. Nel 2019 le vendite sono state pari a 1.487 milioni, 1.470 nel 2020.La proiezione, ottenuta sommando al risultato dei primi nove mesi i valori del 2019 (per la stima più prudente) e del 2020 (per quella più ottimista), è contenuta nell’analisi periodica del mercato che l’Associazione Italiana Editori (AIE) realizza in collaborazione con NielsenIQ e che è stata discussa oggi 15 ottobre al Salone internazionale del Libro di Torino, durante un incontro moderato da Sabina Minardi (L’Espresso) e a cui hanno partecipato, accanto al presidente di AIE Ricardo Franco Levi e al responsabile dell’ufficio studi Gianni Peresson, Enrico Selva Coddè (Mondadori Libri), Stefano Mauri (Gems), Isabella Ferretti (66thand2nd), Vittorio Anastasia (Ediciclo editore) e Aldo Addis (vicepresidente Associazione Librai Italiani).Le vendite dei primi nove mesi – Nei primi nove mesi dell’anno le vendite nel settore della varia sono state pari a 1.037 milioni di euro, segnando una crescita del 29% sul 2020 e del 16% sul 2019. Come numero di copie, i nove mesi si attestano a 72 milioni di copie, in crescita del 31% sul 2020 e del 18% sul 2019. Il prezzo medio di copertina del venduto è infatti in calo e pari a 14,35 euro (-1,9% sul 2020 e -1,7% sul 2019).I canali – Le librerie fisiche tornano primo canale di vendita: sono a quota 499,9 milioni (362,5 milioni nel 2020), contro i 479,1 milioni delle librerie online (383,4 milioni nel 2020), e i 58,1 milioni della grande distribuzione (57,9 milioni nel 2020). A livello di quote di mercato le librerie hanno il 48,2%, tre punti percentuali in più rispetto al 2020 ma oltre dieci in meno rispetto al 2019. L’online pesa per il 46,2%, la grande distribuzione per il 5,6%.Titoli pubblicati in crescita – Rispetto al 2020, anno in cui la pandemia aveva fatto segnare una notevole contrazione delle novità a stampa nel settore della varia, c’è stata una parziale ripresa. Sono 52.500 le novità a stampa pubblicate nei primi nove mesi, in crescita del 9,6% rispetto al 2020 ma in calo del 2,5% rispetto al 2019.I generi – Sono in crescita uniforme tutti i generi, narrativa e saggistica, con picchi per i libri su giochi e tempo libero (+251%), fumetti (+202%) e attualità politica (+66%). I primi 50 libri più venduti pesano sul mercato solo il 6,2% a valore e il 5,5% a numero di copie. Non subisce variazioni significative – infine – l’equilibrio tra i primi cinque gruppi editoriali e gli altri editori: i primi hanno il 45,2% del mercato della varia, i secondi il 54,8%, in crescita di meno di un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

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Inflazione: L’Istat rivede al ribasso le stime

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

L’Istat rivede al ribasso il tasso di inflazione, che secondo i dati definitivi di settembre è al +2,5%, conservando comunque il triste primato del livello più elevato da novembre 2012.Un andamento dettato dalla forte crescita dei costi dei beni energetici, ci ricorda l’Istituto di Statistica, come se non avessimo già abbastanza presente gli incredibili rincari registrati su tale fronte.Preoccupa fortemente anche la crescita dei prezzi dei beni alimentari, che tocca quota +1%. Un versante, quello dei prodotti alimentari, che a nostro avviso deve essere monitorato attentamente, alla luce delle forti tensioni dei costi delle materie prime. Non vorremmo, infatti, che come successo in passato i rincari fossero appesantiti da ingiustificate ed ingiustificabili speculazioni.Non possono mancare, nella lunga lita degli aumenti, anche i costi dei trasporti, che crescono del 2%.Complessivamente, con il tasso d’inflazione a questi livelli, le ricadute per le famiglie saranno pesantissime e raggiungeranno i 745 Euro annui, in assenza di interventi per calmierare i prezzi ed arginare fenomeni speculativi in atto soprattutto nel settore dei carburanti. Aggravi che metterebbero in forte difficoltà le famiglie, che già oggi si trovano ad affrontare situazioni di disagio e precarietà. Per questo è urgente che il Governo intervenga sul versante dei prezzi, avviando un attento monitoraggio e mettendo all’ordine del giorno una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione sulle bollette (a partire dalla revisione dei famigerati oneri di sistema) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adozione di un sistema di accisa mobile, in grado cioè di ridurre l’accisa al crescere del costo della materia prima). Inoltre non è più rinviabile un intervento a sostegno delle famiglie che preveda piani di rilancio dell’occupazione e una riforma generale della tassazione improntata all’equità, che preveda reali elementi di progressività e tassazioni su grandi patrimoni e transazioni finanziarie.

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How the pandemic will end

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Welcome to our weekly newsletter highlighting the best of The Economist’s coverage of the pandemic and its effects.All pandemics end eventually. Covid-19 has started down that path and will gradually become endemic. In that state, circulating and mutating from year to year, the coronavirus will remain a threat to the elderly and infirm. But having settled down, it is highly unlikely to kill on the monstrous scale of the past 20 months. In a Briefing this week, we examine how the world will eventually learn to live with covid. Though the destination is fixed, the route to endemicity is not and, in a leader, we argue that the difference between a well-planned journey and a chaotic one could be measured in millions of lives. The end of the pandemic is therefore a last chance for governments to show they have learned from the mistakes they made at its start. Meanwhile, China has decided it does not want to live with the virus. Since the early days of the pandemic, that country’s aim has been to eliminate the coronavirus entirely from within the mainland’s borders. But even as the handful of other countries with “zero-covid” policies, including Australia, New Zealand and Singapore, move to relax them, China is holding out. We ask how long China can maintain such a strict policy. The pandemic has taken a devastating toll on the physical health of millions of people but new research shows that its mental-health effects could prove even more enduring. Covid-19 has led to a sharp increase in depression and anxiety around the world. Women have fared worse than men.More than 2.1m people in Latin America and the Caribbean have died of covid-19; the death rate in the region is easily the highest in the world, according to The Economist’s excess-mortality tracker. The economic toll has also been crushing: output dropped by 7% in 2020, the steepest decline of any region. In our Americas section, we argue that Latin America’s economies now have an opportunity to grow but it would help if their governments overcame their protectionist instincts.More broadly, the IMF warns that the global economic recovery will be grossly uneven—the economic prospects of most poor countries remain far worse than those of rich ones. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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