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Ninety One: occorre una sostenibilità di sostanza, non di numeri

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Ninety One ha pubblicato il suo terzo rapporto annuale Global Environment Impact Report, che fornisce un’analisi dettagliata di ciò che chiamiamo “attribuzione di sostenibilità” per ogni azienda all’interno del portafoglio Global Environment – una valutazione del contributo di ciascuna azienda a un futuro più verde e più pulito, e insieme una prova dell’impatto ambientale positivo e una valutazione di altri aspetti legati ai fattori ESG.Gli effetti positivi dell’azione politica sul cambiamento climatico stanno iniziando a farsi sentire in più regioni, come dimostra il fatto che il 73% delle emissioni globali sia ora coperto da impegni nazionali verso il net zero. Inoltre, due importanti iniziative – la European Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), la Net Zero Asset Owners Alliance e l’Asset Managers Alliance – hanno migliorato lo scenario per gli investitori. Tuttavia, nonostante alcuni progressi nelle politiche, solo sei Paesi hanno effettivamente trasformato i loro impegni in leggi vincolanti e gli investimenti nella decarbonizzazione rimangono molto al di sotto di quanto richiesto, mentre continua ad aumentare, ogni anno, la “quantità” di decarbonizzazione necessaria per raggiungere il net zero. Ci sono stati miglioramenti nell’attività di reporting del rischio di carbonio delle società in portafoglio (emissioni di carbonio Scope 1, 2 e 3) e del suo impatto (carbonio evitato ), ma come previsto il tasso di miglioramento è rallentato. Quasi l’80% delle aziende ora riferisce le emissioni Scope 1 e 2, con il 40% che fornisce report e disclosure complete sul rischio di carbonio. Tre holding cinesi (Xinyi Solar, Wuxi Lead Intelligent e Sanhua Intelligent Controls) e NextEra Energy, il più grande fornitore mondiale di energia rinnovabile, hanno effettuato attività di reporting per la prima volta.Nell’ultimo anno, più di due terzi delle società in portafoglio hanno ridotto l’intensità delle emissioni Scope 1 e 2 e due terzi hanno aumentato il loro “carbonio evitato” assoluto. Inoltre, un terzo delle aziende ha ridotto l’intensità delle emissioni Scope 3. L’impegno proattivo con le aziende rimane vitale per aiutarle a comprendere le loro emissioni Scope 3 e, di conseguenza, a ridurre gli obiettivi. Attualmente, 14 delle 25 aziende in portafoglio hanno obiettivi espliciti di riduzione del carbonio e il 35% ha obiettivi approvati dall’iniziativa Science Based Targets (SBTi).Graeme Baker, Co Portfolio Manager della strategia Global Environment, ha dichiarato: “Mentre ci impegniamo ad allocare capitali verso società che crediamo stiano sviluppando prodotti e servizi che aiuteranno il mondo ad avvicinarsi il più possibile all’obiettivo degli 1,5 gradi, non crediamo di poter dire di vivere già in un mondo allineato a quegli obiettivi. Tutte le aziende fanno affidamento sulle comunità in cui operano per raggiungere i propri obiettivi climatici. Tuttavia, rimaniamo fiduciosi che inizieremo a vedere un maggior numero di azioni normative che ci consentiranno in futuro di poter dire che il mondo sarà finalmente allineato al target degli 1,5 gradi. Non sarebbe solo una grande notizia per il pianeta, ma riteniamo anche per le prospettive di crescita e rendimento delle nostre aziende”.

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