Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Archive for novembre 2021

William Congdon: 33 dipinti dalla William G. Congdon Foundation

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Jesi, Palazzo Bisaccioni 12 dicembre 2021 – 27 marzo 2022 Un progetto di Casa Testori A cura di Davide Dall’Ombra Inaugurazione sabato 11 dicembre 2021, ore 17. La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, con il patrocinio della Regione Marche, presenta nella propria sede l’importante mostra antologica del pittore americano William Congdon (1912-1998), un’interprete eccezionale del Novecento che con la sua pittura ha dato un volto alla ricerca umana del secolo breve, grazie a un’indagine antropologica sfociata in quadri di grande potenza lirica, tra città e natura antropizzata.La mostra nasce dalla volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi che ha coinvolto l’associazione culturale Casa Testori. Le opere esposte sono state messe generosamente a disposizione dalla William G. Congdon Foundation – che tutela l’opera del pittore – e appositamente selezionate da Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori.Un percorso esaustivo e inaspettato di oltre trenta quadri, spesso di grandi dimensioni, pensato per gli spazi di Palazzo Bisaccioni: dalle New York degli anni Quaranta e le Venezie amate e collezionate da Peggy Guggenheim, fino all’approdo metafisico dei Campi arati degli anni Ottanta e Novanta.Il visitatore potrà muovere il suo sguardo dall’energia dirompente del linguaggio americano dell’Action painting, di cui Congdon era un interprete, attraverso le sue prime esperienze di viaggio per le città d’elezione. È così che la Roma imponente delle vestigia del Pantheon fa i conti con una rappresentazione esistenziale dell’architettura, rappresentata dalla voragine del Colosseo o dalla precarietà della città di Assisi, franante sulla collina.A raccontare la “ritrattistica” delle città operata da Congdon, spiccano in mostra, una dopo l’altra, le imponenti tavole di Istanbul, del Taj Mahal, del deserto marchiato dalla presenza umana di Sahara e della voragine di Santorini.A contrappunto dei tormenti e fasti delle civiltà, Congdon scende nel minuto dell’esistenza, attraversando la metafora dell’animale che, come la natura, deve fare i conti con la violenza dell’uomo. È così che il ciclo dei Tori diviene la metafora della ricerca crudele, espressa dalle nostre tradizioni, come nell’inseguimento dei propri desideri. Ma perfino un toro umiliato, ferito e destinato alla morte può essere – scrive Congdon – redento dall’artista, che ne eterna la grandezza e potenza con la pittura. Dalla pittura come redenzione al simbolo umano di sofferenza e resurrezione per eccellenza, il Crocifisso, il passo è breve. Ma l’approccio dell’artista americano non è mai estetico o teorico e l’approdo al soggetto sacro avviene solo in seguito alla sua tormentata conversione al Cattolicesimo.Il trasferimento a sud di Milano concentra il suo punto di vista su un soggetto pressoché unico: i campi coltivati. È nell’ultimo ventennio di vita che la ricerca, da spaziale, si fa temporale e protagoniste diventano la potenza della terra e le sue trasformazioni. Non si tratta di visioni idilliache: si svolge l’orizzonte sui campi e se ne segue il processo umano operato in superfice. È un tormento, anche materico, che sembra trovar pace nelle Nebbie e nei monocromi, sfociando nel lirismo musicale della vegetazione che conclude la mostra. Riemergono così le meditazioni su George Braque e Nicolas De Staël, ma, soprattutto, i dialoghi pittorici con la Scuola di New York legati alla galleria di Betty Parsons, all’origine della presenza di opere di Congdon nei più importanti musei statunitensi e nella Peggy Guggenheim Collection di Venezia.William Congdon è uno dei più profondi pittori del Novecento, naturalizzato italiano ma sempre americano nell’attitudine artistica. Su di lui hanno scritto alcuni dei più importanti critici internazionali, tra i quali: Clement Greenberg, Jacques Maritain, Giulio Carlo Argan, Giovanni Testori, Peter Selz, Fred Licht, e Massimo Cacciari.

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Fotografia e giornalismo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Milano sabato 4 dicembre 2021 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 Corso Como 10 in mostra da domenica 5 dicembre 2021 a domenica 8 gennaio 2022 Tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30 Intero € 6.00 Ridotto € 3.00 (6-26 anni) prenotazioni sul sito http://www.fondazionesozzani.org Nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie e delle modalità di accesso consentite. La Fondazione Sozzani presenta per il 26° anno il World Press Photo 2021, uno dei più prestigiosi premi di giornalismo visivo mondiale. Il concorso, alla sua 64esima edizione, è aperto ai professionisti provenienti da tutto il mondo che abbiano fotografato un avvenimento o sviluppato un progetto di forte rilevanza giornalistica. Sin dalla fondazione nel 1955, i World Press Photo Awards sono un contributo alla storia del miglior fotogiornalismo internazionale e un viaggio negli avvenimenti del 2020. In questa edizione sono state esaminate 74.470 fotografie provenienti da 4.315 fotografi di 130 Paesi e premiati 45 fotografi in 8 diverse categorie suddivise tra “Foto dell’anno” e “Storia dell’anno” in Attualità, Notizie Generali, Spot News, Ambiente, Progetti a lungo termine, Natura, Sport e Ritratti. A vincere i due premi più importanti, il “World Press Photo Story of the Year” e il “World Press Photo of the Year” sono stati: Mads Nissen che ha vinto la “Foto dell’anno” con The First Embrace – l’immagine di un’anziana abbracciata per la prima volta dopo cinque mesi attraverso una tenda di plastica durante la pandemia da Coronavirus – e l’italiano Antonio Faccilongo che ha ricevuto il premio “Storia dell’anno”.

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Libro “Mio fratello ha sempre freddo”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Roma 2 dicembre alle ore 19:00 presso la Cappella Orsini Club Via di Grotta Pinta, 21, si terrà la presentazione del libro “Mio fratello ha sempre freddo” dell’autrice esordiente Maria Francesca Tiraterra. Modera la giornalista scrittrice Fausta Speranza. Il libro finalista al Concorso Letterario 2021 “Lettere al Sempione” è un viaggio nella relazione con il mondo della tossicodipendenza. L’autrice, nata e cresciuta a Roma, è formatore in ambito sanitario presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma ed è prof. a.c. di Scienze Infermieristiche e Ostetriche all’Università degli studi di Roma Sapienza. È un mondo di chiaroscuri quello narrato da Maria Francesca Tiraterra, autrice esordiente del libro “Mio fratello ha sempre freddo” pubblicato da Robin Edizioni nel marzo del 2020, quando il tempo sospeso in cui la pandemia ci ha costretti iniziava a paralizzare le nostre vite.È il racconto – attraverso il dialogo a due voci, di un fratello e una sorella – del tempo sospeso dei “tossici”, spesso stigmatizzati senza possibilità di riscatto. Con grandissima ironia, grazie anche all’utilizzo del dialetto romanesco, offre un viaggio emozionale nel terreno impervio dell’incomunicabilità nelle famiglie, problematica trasversale di ogni ceto sociale.È una fotografia senza filtri che non chiude però la porta alla speranza, questa scattata dall’autrice nel libro finalista al Concorso Letterario 2021 “Lettere al Sempione”. Un libro diffuso nelle scuole superiori della cittadina pugliese di Molfetta, in quanto spunto di riflessione sulle dipendenze e devianze sociali, su iniziativa del sindaco Tommaso Minervini, per anni operatore sociale nelle carceri.“La Persona che cade nelle spire della dipendenza da sostanze tossiche vive un dramma esistenziale profondo che inevitabilmente coinvolge tutta la sua famiglia, la quale deve trovare la forza di imboccare con consapevolezza un cammino comune di rinnovata accoglienza. Il mio auspicio è che questo libro possa essere uno sprone alle istituzioni e alla società civile per il riconoscimento dei diritti degli ultimi e dei dimenticati” dichiara l’autrice Maria Francesca Tiraterra.

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Presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) negli alimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Provengono per lo più dalla zona rossa, l’area del Veneto considerata la più contaminata da questi composti. Essa non è uniforme nei vari comuni: oltre all’area del plume di contaminazione (la parte dell’acquifero sotterraneo che trasporta le sostanze inquinanti), centrata su Lonigo, anche i prodotti animali e vegetali prelevati lungo la direttrice del fiume Fratta, nei comuni di Montagnana, Bevilacqua e Terrazzo, mostrano elevate probabilità di essere contaminati. È quanto emerge dallo studio “Sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) negli alimenti dell’area rossa del Veneto” appena pubblicato dalla rivista scientifica “Epidemiologia & Prevenzione” e realizzato da ricercatrici e ricercatori dell’Università di Firenze e dell’Università di Padova, con il contributo di Greenpeace e delle Mamme NO PFAS. La ricerca si basa sui dati ufficiali della Regione Veneto che nei mesi scorsi le Mamme NO PFAS e Greenpeace avevano ottenuto con una richiesta di accesso agli atti.«Si conferma una contaminazione diffusa negli alimenti provenienti dall’area rossa che pone importanti interrogativi sulle modalità con cui questa distribuzione si è determinata», dichiara Annibale Biggeri, professore ordinario di Statistica Medica dell’Università di Firenze, tra gli autori della ricerca. «Le matrici animali sono di gran lunga più contaminate rispetto a quelle vegetali e mostrano una differente presenza delle singole molecole: informazioni preziose per disegnare correttamente le future campagne di monitoraggio». Dallo studio, i cui esiti dipendono in larga parte dai criteri geografici che hanno guidato il campionamento effettuato dalla Regione e dal ricevimento, solo parziale, degli esiti analitici, emerge che le concentrazioni di PFAS negli alimenti non solo differiscono in base alla matrice alimentare considerata, ma anche per tipo di molecola. Nei prodotti di origine vegetale, infatti, sono più presenti i PFAS a catena corta (PFBA, PFPeA e PFHxA). Al contrario, nei prodotti di origine animale risultano più abbondanti i composti a catena lunga. «È paradossale che ancora una volta siano Greenpeace e le Mamme NO PFAS a svolgere il ruolo che spetterebbe agli enti preposti, appellandosi agli scienziati per cercare di comprendere appieno come i PFAS si distribuiscano negli alimenti provenienti dai comuni dell’area rossa», dichiarano Greenpeace e le Mamme NO PFAS. «D’altra parte, che cosa possiamo aspettarci dal governo di una Regione che a partire dal 2017, anno dell’ultimo monitoraggio, non è stato in grado di analizzare alcun nuovo campione e ha fatto dell’inerzia il suo mantra? Ci auguriamo che il nuovo monitoraggio, promesso di recente da alcuni funzionari regionali in seguito alle nostre denunce, tenga conto delle gravi criticità che interessano gli alimenti provenienti da tutta l’area attraversata dal fiume Fratta, e non solo dal tratto che ricade nella zona rossa».

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Race to Zero: la rivoluzione della generazione eolica flottante

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

A cura di Ilario Scian, Global Product Manager Industrial & Specialty Transformers, Hitachi Energy. Mentre miglioriamo le soluzioni attuali per catturare la CO2 prodotta o per ridurre le perdite della rete o ancora per potenziare gli impianti idroelettrici, dobbiamo immaginare lo scenario futuro 100% carbon free.In Italia possiamo dire fin d’ora che in quello scenario l’eolico flottante offshore (sul mare) avrà un ruolo fondamentale.Ma cos’è l’eolico offshore flottante? E perché è importante per il nostro sistema energetico futuro? Conosciamo abbastanza bene l’eolico onshore (sulla terraferma); a tutti noi è capitato di imbatterci in una o più pale eoliche, viaggiando in Italia. Difficile, in Italia, invece imbattersi in un parco eolico offshore – ovvero in mare.I parchi eolici offshore sono invece ormai parte del paesaggio nelle zone ventose del mondo in cui i fondali sono più bassi. Tipicamente i parchi eolici tradizionali sono installati e fissati al fondo del mare a profondità massime di 60 metri, limite che può essere superato solamente dalle installazioni eoliche flottanti che sono “ancorate” anziché “fissate” definitivamente al fondale, in modo che resistano alle difficili condizioni del mare aperto. Per mettere le cose in prospettiva, si consideri che l’80% delle risorse eoliche mondiali si trovano in mare aperto dove la profondità del fondale è oltre i 60 metri.Dogger Bank Wind Farm, il più grande parco eolico offshore del mondo, è nel Mare del Nord ad una distanza di 130km dalla costa inglese della regione dello Yorkshire dove le acque sono straordinariamente basse (tra i 20 m e i 35 m). Questo parco eolico si estenderà per 1114 km2 raggiungendo una distanza di oltre 200 km dalla costa, avrà una potenza totale di 3.6 GW e verrà costruito in tre fasi da 1.2GW per un totale di 600 turbine (200 turbine per fase). Una volta completato, nel 2026, sarà capace di fornire potenza a 6 milioni di case in Inghilterra.Sappiamo che per far fronte alla crescente domanda di energia verde, gli operatori hanno necessità di incrementare la capacità dell’eolico offshore (meno impattante sul panorama), ma si scontrano con la difficoltà di trovare siti idonei: servono molto vento, acque basse e fondali adatti. Dogger Bank è infatti un caso più unico che raro. Di norma, le profondità del mare, a quella distanza dalla costa e con quelle condizioni di vento, sono decisamente superiori; si stima che l’80% delle aree più vocate all’eolico offshore siano a elevate profondità.Nonostante le difficoltà oggettive, però, è una strada da percorrere obbligatoriamente per onorare gli impegni della sostenibilità.Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, infatti, per raggiungere l’obiettivo net-zero entro il 2050, i paesi del G7 dovranno puntare sull’innovazione per ridurre del 30% le emissioni del settore elettrico, il che richiederà una collaborazione internazionale finalizzata anche alla costruzione di una leadership tecnologica.Quanto alle fonti, le tecnologie mature – tra cui quella idroelettrica – contribuiranno solo per il 15% circa. Circa il 55% deriverà dall’impiego di tecnologie che hanno ancora un enorme margine di crescita, come l’eolico onshore e il solare fotovoltaico, o che sono in fase iniziale di adozione, come le pompe di calore e le batterie. Le tecnologie ancora in sviluppo, come l’eolico offshore galleggiante, la cattura del carbonio e l’idrogeno, fornirebbero un altro 30%.Sfruttare l’eolico offshore (anche galleggiante) sarà quindi una componente chiave per soddisfare gli obiettivi globali di emissioni di carbonio net-zero entro il 2050. Per quanto riguarda l’Italia l’Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV) stima un potenziale offshore di 5GW per il 2040 in alcune zone particolarmente vocate: Puglia, Calabria, Sicilia, e Sardegna.Per l’Italia, l’eolico offshore flottante è l’opzione migliore per diverse ragioni.La prima è senz’altro l’elevata profondità dei fondali, la seconda è la particolare attenzione alla tutela e salvaguardia del paesaggio che, se da un lato frena la diffusione delle rinnovabili onshore perché considerate troppo impattanti, dall’altro dovrebbe spingere ancor di più verso l’eolico offshore galleggiante.L’interesse c’è: recentemente Terna ha dichiarato di aver ricevuto richieste di connessione per impianti eolici offshore (per lo più da impianti a oltre 100mt di profondità) per ben 17 GW.

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Il Politecnico di Torino ha sottoscritto un’intesa con la statunitense NTPS per l’addestramento di piloti e ingegneri sperimentali

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Il Politecnico di Torino ha sottoscritto un Memorandum of Understanding con la statunitense National Test Pilot School-NTPS, tra le migliori scuole al mondo nel campo dell’addestramento di piloti e ingegneri già esperti, interessati a ricevere training e certificazione nell’ambito della sperimentazione di volo. La National Test Pilot School, infatti, oltre a essere una Scuola riconosciuta dalla Society of Experimental Test Pilots (SETP), è certificata presso la European Union Aviation Safety Agency (EASA) e accreditata presso la WASC Senior College and University Commission e presso l’Accreditation Board for Engineering and Technology (ABET).La convenzione è focalizzata sulla didattica e consiste innanzitutto in uno scambio culturale didattico tra docenti dei due enti. Nel concreto, la collaborazione vedrà la partecipazione della professoressa Manuela Battipede – docente del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS del Politecnico – a un programma di addestramento della NTPS. Battipede prenderà poi parte, in qualità di docente, all’attività formativa della scuola statunitense nell’ambito di un modulo accademico alla base dei corsi professionali inclusi nella ricca offerta formativa dell’NTPS. Invece, il Comandante Andrea Pingitore, pilota sperimentatore istruttore certificato presso la NTPS, sarà uno dei docenti seminaristi del corso di seminari in Ingegneria Aerospaziale, erogato nell’ambito della Laurea Magistrale in Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico.Al momento, questo accordo va a vantaggio principalmente dell’offerta didattica del corso di studi in Ingegneria Aerospaziale, già unico in Italia grazie al percorso EASA Part 66 della laurea di primo livello: infatti gli studenti del Politecnico avranno la possibilità di svolgere, nell’ambito del programma Erasmus+ Partner, attività di tesi e tirocini presso le strutture della scuola NTPS. Tuttavia non si escludono ulteriori sviluppi futuri della convenzione a favore di altri settori disciplinali dell’Ateneo.

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Fibromialgia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Nel nostro Paese la metà dei pazienti con fibromialgia presenta livelli di severità grave o molto grave. Si tratta di oltre 500mila uomini e donne per i quali la malattia è particolarmente dolorosa ed invalidante. Per questa categoria di pazienti è necessario che la patologia sia subito inserita nei Livelli Essenziali d’Assistenza (LEA). L’appello arriva dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) in occasione suo 58° Congresso Nazionale a Rimini. La Società Scientifica è da anni impegnata in un dialogo con le istituzioni e sulla malattia è stato attivato due anni fa un registro. Sono stati finora raccolti i dati relativi a 4.022 persone reclutate in diversi 45 centri specializzati attivi sull’intero territorio nazionale. “Abbiamo voluto realizzare uno strumento fondamentale per pazienti, medici e istituzioni – afferma il prof. Roberto Gerli, Presidente Nazionale SIR -. Il registro attualmente è il primo al mondo per numero di malati coinvolti e permette di svolgere ricerche medico-scientifiche. Possiamo migliorare la conoscenza della storia naturale della malattia, definire l’intervallo di tempo tra l’esordio dei sintomi e la diagnosi, monitorare ed aggiornare il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (PDTA). Infine ci consente di quantificare gli esiti e l’impatto sociale-economico sull’intera collettività. Abbiamo avuto diverse riunioni con il Ministero della Salute e il suo Ufficio per i LEA proprio per definire, in base ai dati raccolti, come meglio organizzare l’assistenza socio-sanitaria nel nostro Paese”. “La fibromialgia è una sindrome da sensibilizzazione centrale che si caratterizza per un forte dolore muscolo scheletrico diffuso – sottolinea Fausto Salaffi, professore associato di Reumatologia all’Università Politecnica delle Marche e responsabile nazionale del registro Fibromialgia -. E’ caratterizzata anche da una serie di sintomi e segni clinici che in qualche modo predispongono il malato ad una pessima qualità di vita. I più diffusi e frequenti sono alterazione del sonno, cefalea e disturbi gastrointestinali. In totale interessa in Italia oltre 1 milione e 200 mila uomini e donne anche se non tutti i casi presentano lo stesso livello di severità. Nell’ottica dello sviluppo della medicina di precisione è perciò fondamentale avere a disposizione dati precisi su una patologia reumatologica tra le più temute”. “La fibromialgia potrebbe essere gestita ricorrendo anche alla telemedicina – prosegue il prof. Gerli -. Quest’ultima rappresenta una preziosa risorsa ed è anche l’unica modalità che consente la territorializzazione di certi servizi sanitari e la possibilità di raggiungere i pazienti a domicilio da remoto. Le infezioni da Covid-19 stanno nuovamente crescendo a ritmi sostenuti. Vanno perciò potenziate tutte quelle tecnologie che permettono di gestire i malati senza dover per forza ricorrere ad attività ambulatoriali tradizionali”. “Come SIR abbiamo attivato la piattaforma Web di TeleMedicina iARPlus coinvolgendo 44 centri di reumatologia sparsi sul territorio nazionale – sottolinea Salaffi -. Abbiamo, in un anno di attività, riscontrato alcuni problemi soprattutto burocratico-amministrativi e infatti andrebbero attuate strategie a livello regionale per rendicontare le tele-visite. Al tempo stesso sono state evidenziate le grandi potenzialità collegate alle nuove tecnologie soprattutto per quanto riguarda l’aderenza da parte dei malati ai controlli periodici e ai trattamenti”. L’iniziativa è stata avviata a fine marzo 2020 quando il nostro Paese era tra i più colpiti al mondo dal Covid-19. Negli ultimi 20 mesi sono stati raccolti i dati relativi a 1.698 uomini e donne. Il 33% è colpito da artrite reumatoide, il 31% da spondiloartrite, il 19% da connettiviti il 7% da vasculiti. Il 28% dei pazienti è stato costretto al ricovero ospedaliero per ricevere cure e trattamenti. Di questi il 29% ha avuto bisogno della ventilazione non invasiva mentre il 9% è stato intubato. “I dati aggiornati riflettono alcune tendenze che avevamo già riscontrato nelle primissime settimane della pandemia – aggiunge il dott. Luigi Sinigaglia, Past President SIR -. I pazienti reumatologici, se colpiti dal Coronavirus, presentano un esito più severo rispetto alla popolazione generale. La situazione risulta ancora più difficile e compromessa negli over 65 e se vi è la presenza di altre malattie concomitanti come quelle cardio-polmonari. Per questo rinnoviamo il nostro appello a tutti i malati e caregiver affinché seguano scrupolosamente tutte le norme igieniche e per il distanziamento sociale. Ovviamente è raccomandata la vaccinazione anti-Covid, anche la terza dose in quanto pazienti fragili”.

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In Molise una secca eccezionale fa riemergere un ponte romano

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

L’immagine del ponte romano, riemerso nell’invaso del Liscione in Molise, è l’immagine più eloquente dell’attuale condizione idrica dell’Italia, dove alle copiose e talvolta violente piogge delle scorse settimane, sta seguendo il repentino abbassamento dei livelli nella gran parte dei corpi idrici: ad evidenziarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sule Risorse Idriche, che segnala come le acque trattenute dalla diga di Guardalfiera registrino un’altezza di m. 106,85 sul livello del mare contro i m. 109.30 s.l.m. del 2017, anno della “grande siccità” (fonte: Molise Acque). E’ così per i corsi d’acqua della Val d’Aosta, ma soprattutto del Piemonte, dove le portate di Stura di Lanzo e Pesio, dopo essere velocemente aumentate di10 volte, sono altrettanto repentinamente calate. E’ così per i fiumi dell’Emilia Romagna dove, dopo la ripresa seguita ad un’estate idricamente complicata, diminuiscono drasticamente i livelli soprattutto di Secchia ed Enza (fonte: ARPAE). E’ così per la Toscana, dove le portate nei principali alvei risultano dimezzate, confermando il trend deficitario lungo l’intero 2021 (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana). Calano anche i flussi fluviali nelle Marche, seppur migliori delle annate scorse. Diversificate sono invece le condizioni dei grandi laghi del Nord: stazionari i livelli di Maggiore e Lario, in leggero calo l’Iseo, in crescita il Garda. Altrettanto vario è l’andamento del fiume Po che, mentre cala nel tratto piemontese, prende vigore man mano che si avvicina alla foce. Invariata è la portata del fiume Adda in Lombardia, mentre i livelli idrometrici, registrati nel Veneto, si mantengono vicini ai più bassi del quinquennio.Nel Lazio, il lago di Bracciano cresce di 11 centimetri, mentre cala leggermente il fiume Liri ed il Sacco si mantiene ai livelli più bassi del quinquennio. In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Garigliano, Volturno, Sarno e Sele risultano in aumento; i volumi del lago di Conza si confermano in ripresa, mentre rallenta il calo dell’acqua trattenuta negli invasi del Cilento. Al Sud continua la lunga stagione irrigua della Basilicata, i cui invasi registrano un ulteriore calo di 1.200.000 metri cubi, mentre i principali bacini della confinante Puglia registrano un aumento di disponibilità idrica, pari a circa 3 milioni e mezzo di metri cubi (fonte: Autorità Bacino Distrettuale Appennino Meridionale).“Il contraddittorio andamento idrologico di regioni anche vicine deve portarci ad analizzare l’Italia come un unico, grande corpo idrico, dove continuano a cadere circa 1000 millimetri di pioggia all’anno, seppur in maniera diversificata nei modi e nei tempi. Si conferma quindi la necessità di un grande Piano Invasi con funzione calmieratrice per un grande potenziale idrico, di cui tratteniamo, però, solo l’11%” indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI)“Rientrano in questa strategia – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – i mille laghetti proposti insieme a Coldiretti, così come i 23 nuovi bacini previsti dal Piano ANBI di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, unitamente al completamento dello schema idrico di altri 16 e la manutenzione di ulteriori 90 invasi.”

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Convegno di presentazione dei risultati di ricerca dell’Osservatorio Digital Content

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Martedì 21 dicembre, ore 10:00 online in streaming gratuito. un percorso di 3 eventi in live streaming per rimanere aggiornati sull’evoluzione del mercato dei contenuti digitali.Il Convegno “Digital Video: la competizione si allarga!” dell’Osservatorio Digital Content presenta in dettaglio una fotografia del mercato B2c dei contenuti video di intrattenimento – sia televisivi che UGC – in Italia con l’obiettivo di delinearne l’evoluzione.La trasformazione digitale del mercato di contenuti audiovisivi, in atto da diversi anni, ha registrato una forte accelerazione durante la fase pandemica con la nascita di nuove iniziative e di nuovi modelli di business. Il mercato è sempre più competitivo: i broadcaster lineari, un tempo leader incontrastati, si trovano a dover lottare sempre di più con le piattaforme OTT, i social video e le piattaforme UGC, come TikTok, Twitch, Reels e FB Watch e con nuovi attori che fanno dell’audiovisivo il nuovo terreno di conquista. Lo sviluppo di questa arena competitiva è dettato da più aspetti: da una parte vi è la transizione tecnologica – passaggio al nuovo digitale terrestre (DVB-T2), diffusione delle Smart Tv e adozione del 5G – che rivoluzionerà le logiche di produzione e distribuzione dei contenuti; dall’altra vi è un continuo arricchimento dell’offerta con nuovi contenuti legati a nicchie verticali, come ad esempio il mondo artistico-culturale.Il Convegno è l’occasione per rispondere criticamente alle seguenti domande: – Quanto vale il mercato B2c di contenuti video in Italia in termini di spesa del consumatore e raccolta pubblicitaria? – Quali sono le direttrici di sviluppo dell’offerta italiana di piattaforme video? – Qual è il comportamento del consumatore italiano? Quali sono le ragioni di acquisto e le modalità di fruizione del contenuto? – Quali sono le principali direttrici di innovazione tecnologiche nel mercato dei contenuti digitali video? – Quali sono gli impatti del passaggio al nuovo digitale terrestre (DVB-T2) sulla competizione e sull’offerta di contenuti nel mercato? – Come si sta evolvendo la competizione del settore con la diffusione di contenuti UGC? Quali opportunità e criticità per OTT e broadcaster?

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Per l’ONG russa un nuovo passo verso la criminalizzazione della società civile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Bolzano, Göttingen. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) è preoccupata per l’atteso verdetto sul caso dell’organizzazione russa per i diritti umani Memorial. L’APM critica fortemente l’annunciata sentenza di scioglimento: Se Memorial viene sciolta, la voce più impegnata per i diritti umani in Russia scomparirà. La memoria delle vittime di numerosi crimini verrebbe cancellata – in modo tipicamente autocratico. Il presidente Vladimir Putin sta portando avanti un piano per far rivivere l’era di Stalin. Un’epoca di terrore di stato durante la quale circa 20 milioni di presunti dissidenti furono internati in un sistema di campi penali, i famigerati gulag. Putin ora loda pubblicamente quest’epoca e fa sostituire le statue di Lenin con quelle di Stalin. In questa campagna, naturalmente, l’organizzazione Memorial, molto conosciuta a livello internazionale intralcia la sua strada. Memorial, come organizzazione per i diritti umani attiva in Russia e a livello internazionale, ha fatto un lavoro di rivalutazione unico: conserva e archivia le memorie di circa 20 milioni di detenuti che furono imprigionati tra il 1929 e il 1953. Ancora oggi, i dipendenti del Memorial si occupano dei familiari, ormai molto anziani, delle vittime dei gulag. Molti di loro vivono ai margini della società. Nella Russia di oggi, la società civile è sistematicamente criminalizzata. L’assurda legge sugli “agenti stranieri” non è l’unico strumento. Dall’inizio degli anni 2000, la Russia ha perseguito una politica di strangolamento burocratico delle ONG e dei media critici con mezzi apparentemente democratici o legali. Le organizzazioni devono rispettare ostacoli burocratici molto gonfiati e canali amministrativi quasi impossibili. I finanziamenti interni sono stati bloccati e quelli esteri sono criminalizzati. Se le organizzazioni accettano denaro dall’estero, sono considerate agenti stranieri e devono mettere questa etichetta anche sulle loro pubblicazioni. Inoltre, c’è un’interpretazione eccessivamente ampia della legislazione antiterrorismo, che impone arbitrariamente pene elevate. Il modello russo di criminalizzazione graduale dello spazio pubblico è chiamato nel mondo accademico “shrinking spaces”. Molti altri stati hanno adottato queste pratiche, tra cui India, Cina, Brasile o Ecuador. I metodi sono chiaramente antidemocratici e usano imposizioni burocratiche come copertura. Purtroppo, se il verdetto risultasse più clemente anche a causa dell’attenzione internazionale, si guadagnerebbe ben poco. Il governo Putin cercherà e troverà altri modi per imporre i suoi obiettivi contro la società civile. Memorial e tutte le altre organizzazioni per i diritti umani in Russia hanno bisogno di un maggiore sostegno dall’estero soprattutto a livello politico. L’organizzazione Memorial ha ricevuto il premio Victor Gollancz dell’Associazione per i popoli minacciati nel 2009 in Germania.

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Rai senza soldi…. Tranquilli… buon Pantalone non mente

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

L’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, dopo le polemiche per le nuove nomine ai vertici dell’informazione Rai, in commissione vigilanza, oltre a difendere il modo di spartizione partitocratica in cui ha fatto queste nomine ha annunciato un po’ di tagli perché mancherebbero i soldi. Calma: tagli alle trasmissioni non al personale… ché queste quote sono già spartite. Mancanza di soldi che aveva già evidenziato quando aveva chiesto di estendere il canone anche a tablet e telefonini, oltre che di dirottare sulla fiscalità generale quella parte di canone che oggi finanzia alcune emittenti locali (il cosiddetto Fondo per il pluralismo) Insomma, gira e rigira, il dente duole sempre nello stesso punto: i soldi.Si percepisce che l’ad Fuortes è nuovo perché si pone dei problemi che, lì dove lui amministra, non esistono. Ve l’immaginate la Rai che non ha sufficienti soldi? E’ come se Alitalia e banca Mps non fossero mai esistite. Il pozzo senza fondi dei soldi di Stato, generoso nell’elargire anche ai più inefficienti miliardi e miliardi, dovrebbe tirarsi indietro di fronte al luogo per eccellenza del potere mediatico? Non accadrà mai… almeno finché la Rai sarà quel che è. Il problema, per noi e forse qualcun altro, è: come fare che la Rai non continui ad essere quel che è? Gli italiani hanno già chiesto con un referendum di privatizzarla e, di conseguenza, metterla sul mercato al pari degli altri suoi concorrenti, oggi penalizzati dal suo abuso di posizione dominante… e se fosse così… altroché glissare e non preoccuparsi per mancanza di soldi… ma buon Pantalone non mente.

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Charity Dinner At Home da parte di Ail

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Fino al 7 gennaio sarà possibile prenotare, su shop.ail.it, un’elegante Charity Box Gourmet che verrà recapitata direttamente a casa, a fronte di una donazione di 55 euro. La raffinata confezione conterrà un grembiule griffato AIL e gli ingredienti per cucinare la Vecchia Latteria, uno dei piatti dello chef Andrea Larossa che ha contribuito a fargli meritare la Stella Michelin, un acquerello perfetto mantecato al formaggio montagna con note esplosive di liquirizia. I sostenitori che acquisteranno la Charity Box potranno seguire la video-ricetta dello chef stellato che mostrerà come preparare il piatto.I fondi raccolti garantiranno ai pazienti affetti da tumore del sangue la possibilità di sostenere viaggi verso centri di cura lontani dal luogo di residenza. Ogni anno in Italia, almeno un milione di persone, si spostano dalla propria residenza verso altre regioni per ricevere le cure di cui hanno bisogno.AIL da sempre, e ora più che mai, mette al primo posto il paziente con diagnosi di tumore del sangue che è particolarmente fragile e delicato in quanto il suo sistema immunitario è altamente compromesso e, quindi, più a rischio. I risultati negli studi scientifici e le terapie innovative sempre più efficaci e mirate, tra cui l’immunoterapia con CAR-T, ultima frontiera nella cura dei tumori, e il trapianto di cellule staminali, hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici, adulti e bambini. È necessario però continuare su questa strada e investire sempre più risorse nella Ricerca ematologica per raggiungere nuovi traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili. L’Ematologia italiana in questo anno e mezzo di pandemia da Covid-19, attraverso i Centri di cura e anche grazie all’intensa opera delle 82 sezioni provinciali AIL e dei suoi 15.000 volontari, è stata in grado di garantire la continuità assistenziale e terapeutica. L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno di Enel, CBILL, Fratelli Desideri, Siggi Group.

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Chi vacilla nella decisione di vaccinarsi contro il Covid-19?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

L’indagine è parte di uno studio multinazionale in corso in 30 paesi europei promosso e coordinato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, la fiducia e i comportamenti preventivi durante la pandemia di COVID-19. In Italia il progetto è stato denominato COMIT (COvid Monitoring in Italy) ed è coordinato da Giovanni de Girolamo dell’IRCSS Fatebenefratelli di Brescia, da Gemma Calamandrei dell’Istituto Superiore di Sanità e da Fabrizio Starace dell’AUSL di Modena, che si sono avvalsi della collaborazione di Lorella Lotto del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. La recente pubblicazione riguarda i dati raccolti in un campione di 5.006 partecipanti arruolati tra gennaio e febbraio 2021 e si è concentrata sui fattori in grado di predire l’indecisione nei confronti della vaccinazione contro il COVID-19.“I risultati principali dello studio, che ha coinvolto oltre 5.000 Italiani, hanno messo in luce i fattori che predicono l’incertezza nei riguardi della vaccinazione.” Come illustra Gavaruzzi – “I risultati di una serie di modelli statistici (di cui si è occupato Paolo Girardi, ricercatore dell’Università di Padova) dimostrano che sia coloro che propendono per un atteggiamento opportunistico sia coloro che si dicono riluttanti a vaccinarsi nel caso dovessero risultare positivi al COVID-19 sono maggiormente propensi nei confronti della vaccinazione quando sono: più favorevoli in generale alle vaccinazioni, adottano le misure di salute pubblica raccomandate, hanno fiducia nelle fonti istituzionali che si occupano di problemi sanitari (Ministero della Salute, ISS, OMS), e hanno maggiori capacità di resilienza (hanno cioè maggiori capacità di fronteggiare eventi stressanti). Invece ‘vacillano’ maggiormente coloro che si avvalgono spesso o molto spesso di informazioni provenienti dai media e tendono a spiegare gli eventi attraverso teorie di tipo cospirazionista. Inoltre, le donne e le persone più giovani sono più riluttanti a vaccinarsi nel caso in cui dovessero risultare positivi al COVID-19, mentre chi ha un’elevata scolarizzazione tende ad essere meno propenso ad approfittare della vaccinazione altrui.Gli autori concludono che “questi risultati possono essere visti come pezzi di un puzzle complesso nel quale non si possono ignorare gli aspetti psicologici” e si augurano che “il monitoraggio dell’esitazione vaccinale e dei suoi determinanti psicologici possano entrare a fare parte della normale pianificazione sanitaria, al di là della pandemia, in modo da consentire interventi mirati e tempestivi nel caso di nuovi eventi epidemici.”

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Erasmus+: quasi 3,9 miliardi di € nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

La Commissione ha pubblicato oggi gli inviti a presentare proposte nell’ambito del bando Erasmus+ 2022, a seguito dell’adozione del relativo programma di lavoro annuale per il 2022. Con un bilancio rafforzato pari a quasi 3,9 miliardi di € per il prossimo anno, Erasmus+ continuerà a offrire opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale nonché a progetti di cooperazione transfrontaliera in diversi ambiti dell’istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport. Oltre all’invito generale, il programma di lavoro annuale comprende anche altre azioni da avviare separatamente, come l’iniziativa delle università europee.Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “La pubblicazione dei nuovi inviti di Erasmus+ per il 2022 ha una rilevanza particolare. Il 2022 segnerà il 35º anniversario del programma, ma anche l’anno dedicato ai giovani. Da molti anni Erasmus è un’esperienza indimenticabile, facciamo in modo che il 2022 sia ancora più memorabile! In questo nuovo anno del programma vogliamo rendere l’esperienza più inclusiva e di più ampia portata, per dare ai giovani l’opportunità di imparare e di viaggiare dopo molti mesi difficili.”Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha aggiunto: “L’anno prossimo Erasmus+ festeggerà 35 anni di successi nell’offrire opportunità per studiare, imparare e svolgere un’esperienza di formazione all’estero. Tutti i partecipanti lo descrivono come un’esperienza che cambia la vita, che ha segnato il loro percorso personale e professionale e ha lasciato ricordi indelebili di cosa significa vivere nell’Unione europea. Vogliamo dare a un numero maggiore di persone l’opportunità di partecipare e di beneficiare delle possibilità offerte da Erasmus+. Nel 2022 celebreremo anche l’Anno europeo dei giovani ed Erasmus+ avrà un ruolo centrale in tale contesto.” Il programma continuerà a sostenere i giovani e a incoraggiarne la partecipazione alla vita democratica, contribuendo in modo significativo agli obiettivi dell’Anno europeo dei giovani 2022, annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2021. Nel 2022 saranno potenziate anche le principali attività di mobilità e cooperazione.

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Sviatlana Tsikhanouskaya: “L’Europa deve affrontare l’autocrazia in modo più proattivo”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Nel suo discorso di apertura, il Presidente del PE David Sassoli ha affermato: “Sviatlana è un simbolo della lotta per la democrazia e la libertà ed una voce per molti prigionieri politici attualmente in carcere in Bielorussia. A più di un anno dalle elezioni di cui l’Unione europea non ha riconosciuto il risultato, la Bielorussia continua a violare i diritti dei suoi cittadini, a silenziare la società civile, ad usare la repressione come arma quotidiana. Il regime non ha esitato ad utilizzare uomini, donne e bambini bisognosi di protezione mettendo le loro vite in pericolo senza alcun rispetto per i diritti umani fondamentali al solo fine di destabilizzare l’Unione Europea.”“Lo ribadiamo anche oggi: i valori dell’Unione non sono in vendita. Questo Parlamento chiede anche alle altre istituzioni di essere all’altezza della difesa dei diritti fondamentali”, ha concluso il Presidente. Nel suo discorso, Sviatlana Tsikhanouskaya ha iniziato ripercorrendo la spaventosa repressione del regime bielorusso contro i manifestanti e le voci dissenzienti a seguito delle elezioni presidenziali fraudolente dell’agosto dello scorso anno.Ha poi menzionato tutti coloro che sono stati imprigionati, presi di mira e persino uccisi dalle forze di sicurezza bielorusse, come l’attivista per i diritti umani Ales Bialiatski, il blogger Raman Pratasevich, l’attivista politica Maria Kalesnikava, l’insegnante d’arte Raman Bandarenka, i giornalisti Daria Tchultsova e Katsiaryna Andreeva, l’atleta olimpica Krystsina Tsimanouskaya e molti altri, oltre ad affrontare l’ultima crisi dei migranti ai confini UE-Bielorussia. Nel farlo, ha posto una domanda ai deputati: “Supponendo che questo abuso di migranti sia in qualche modo fermato, pensate davvero che gli abusi e le minacce del regime oltre i suoi confini finiranno lì?”, ha chiesto, avvertendo di aumenti di contrabbando di droga e di altro tipo, di provocazioni militari e persino di disastri nucleari ai confini esterni dell’UE.Sviatlana Tsikhanouskaya ha anche sottolineato che il movimento democratico bielorusso non può permettersi di aspettare ancora a lungo l’Europa, che le espressioni europee di solidarietà e preoccupazione devono ora essere trasformate in azioni concrete e che l’Europa deve diventare più proattiva di fronte all’autocrazia.Sulle sanzioni europee, ha detto: “Vi assicuro che le sanzioni funzionano. Continuate a mantenere una politica coerente di sanzioni. Le sanzioni dividono le élite, distruggono gli schemi di corruzione e dividono la gente intorno a Lukashenka”.Ha inoltre chiesto all’Europa e alle forze democratiche bielorusse di essere più solidali. “Non dimentichiamo i prigionieri di coscienza bielorussi e aiutiamo coloro che sono stati costretti a lasciare il paese. Oggi, non solo la democrazia in Bielorussia ma anche la democrazia in Europa dipendono dal percorrere questo cammino insieme”, ha concluso. I deputati hanno poi tenuto un dibattito separato con il ministro degli Esteri sloveno Anže Logar, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, e il Vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, sulle conseguenze umanitarie e di sicurezza della situazione in Bielorussia e al suo confine con l’UE.

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Nuovo piano proposto dalla Commissione Europea per contrastare la deforestazione nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Nel 2003 l’Unione europea pubblicò il suo Piano d’azione FLEGT, stabilendo specifiche misure di contrasto al cosiddetto illegal logging (prelievo legnoso non autorizzato) che affliggeva, e continua tuttora a danneggiare, il patrimonio forestale di diversi Paesi del mondo. Di fatto, la necessità di frenare tale fenomeno distruttivo era già stata riconosciuta come un’azione prioritaria ai fini della gestione forestale sostenibile in occasione del 24° summit G8 di Birmingham del 1988. Nell’ambito del citato piano d’azione comunitario, l’UE approvò alcuni regolamenti volti a promuovere la legalità dei tagli boschivi effettuati nei vari Paesi esportatori di legno e derivati, nonché quella degli analoghi prodotti commercializzati in territorio comunitario. I regolamenti fondamentali del pacchetto legislativo comunitario sono ben noti agli operatori dei settori del legno con gli acronimi FLEGT (Forest Law Enforcement Governance and Trade del 2005) ed EUTR (European Union Timber Regulation del 2010). Quest’ultimo è conosciuto anche come regolamento sulla due diligence in quanto si basa su tale procedura chiave per determinare e contenere al massimo il rischio che legno e derivati commercializzati nell’UE possano essere illegali, ossia essere stati raccolti o prodotti contravvenendo alle leggi vigenti nei paesi d’origine. Per gli Operatori EUTR, dimostrare che le merci di cui approvvigionarsi sono compatibili con le prescrizioni introdotte dal regolamento è spesso cosa ardua quando non problematica, soprattutto nel caso di prodotti caratterizzati da processi industriali complessi, ripetute intermediazioni commerciali o provenienti dai cosiddetti “Paesi a rischio” in cui coesistono condizioni di scarsa governance del settore forestale ed alti tassi di corruzione. Non meno gravoso è il compito delle Autorità competenti dei vari Stati membri deputate ai controlli degli operatori ed in particolare, della congruità delle procedure di due diligence da essi messe in pratica. IL FLEGT – che si basa su accordi bilaterali di partenariato tra l’UE ed i Paesi terzi che ne fanno richiesta e che dimostrano di essere in grado di assicurare la legalità del legno e dei derivati da esportare in territorio comunitario – non ha avuto particolare fortuna in quanto, ad ormai 16 anni dalla promulgazione, risulta completamente attuato soltanto per l’Indonesia. Di fatto i processi propedeutici al varo delle cosiddette “licenze FLEGT”, attestanti la piena legalità dei prodotti esportati, si sono dimostrati troppo spesso complessi e farraginosi, anche a causa dell’instabilità socio-politica che contraddistingue una buona parte dei Paesi con cui l’UE ha intrapreso i necessari negoziati preliminari. Le suddette criticità hanno portato le Istituzioni europee ad interrogare sé stesse, gli Stati membri e la Società civile riguardo all’efficacia dei due suddetti regolamenti; ciò anche a mezzo di specifiche consultazioni pubbliche. In linea di massima, l’utilità del piano d’azione FLEGT e delle relative norme comunitarie di riferimento viene abbastanza riconosciuta anche dall’opinione pubblica che ne condivide sempre più gli obiettivi generali di contrasto alla deforestazione ed alla degradazione delle risorse forestali globali: oggi, come non mai, oggetto di importanti dibattiti ed accordi internazionali, quale la recente COP 26 dell’ONU sul cambiamento climatico. Il 17 novembre, la Commissione ha presentato la nuova proposta di regolamento (Regulation on deforestation-free products) mirante a sostenere la protezione del patrimonio forestale del pianeta ed in particolare a porre un sostanziale freno alla deforestazione. L’approccio di tale regolamento è a dir poco innovativo, ma forse è più giusto definirlo “rivoluzionario” in quanto la Commissione non si limita più a voler accertare che legno e derivati commercializzati negli Stati membri siano legali (e quindi a contrastare l’illegal logging), ma intende prevenire l’importazione di derrate alimentari (olio di palma, soia, carne bovina, caffè e cacao) e legno prodotti in aree deforestate di qualsiasi parte del mondo. Così facendo, entro il 2030, l’UE dovrebbe contenere di oltre 70.000 ettari all’anno la deforestazione indotta dall’importazione di tali prodotti in territorio comunitario. Di pari passo, questo comporterebbe la mancata immissione di circa 32 milioni di tonnellate di carbonio in atmosfera (valutabile anche in un risparmio annuale di almeno 3 miliardi di euro) con ovvie ripercussioni positive in termini di prevenzione del cambiamento climatico e protezione della biodiversità. In sostanza, l’attenzione del legislatore si estende dal concetto della legalità a quello più ampio della sostenibilità. Sarà possibile importare soltanto prodotti che non hanno causato deforestazione e danneggiato irrimediabilmente ecosistemi preziosi e delicati quali quelli boschivi. Questo è effettivamente realizzabile? La stessa domanda, chi lavora in ambito EUTR se la pone da anni e le risposte possibili sono molte e spesso contraddittorie. Di fatto il nuovo regolamento anti-deforestazione beneficerà proprio delle esperienze maturate attuando l’EUTR. Fermo restando per gli operatori l’obbligo della due diligence da effettuare prima dell’acquisizione e della seguente commercializzazione dei prodotti oggetto del regolamento, le procedure collaterali che essi dovranno attuare saranno abbastanza diverse da quelle ora imposte dall’EUTR. Tra i cambiamenti più significativi, si segnalano: l’obbligo di depositare una dichiarazione preliminare che i prodotti da importare ed esportare non abbiano causato deforestazione e degradazione forestale, la geolocalizzazione delle superfici agro-forestali di provenienza, il coinvolgimento diretto delle Agenzie delle dogane degli Stati membri nelle fasi di controllo, la pubblicazione da parte della CE del livello di rischio legato ai vari Paesi esportatori (cosiddetto benchmarking). Per il momento, è possibile soltanto aggiungere che l’appena avviato iter della “Regulation on deforestation-free products”, per quanto complesso e travagliato, dovrà necessariamente tradursi in azioni concrete; anche in considerazione del fatto che l’approvvigionamento responsabile di materie prime rappresenta oggi una delle soluzioni più verosimilmente attuabili per limitare l’impatto antropico sugli ecosistemi naturali e sulle foreste in particolare.Head of Media Relations

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Ortopedia, What’s Next?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Perfezionare gli interventi di protesi all’anca e al ginocchio grazie all’utilizzo combinato di tecnologie estremamente avanzate, che consentono operazioni chirurgiche di precisione e personalizzate: in questo ambito si gioca la nuova frontiera dell’ortopedia. Se ne è parlato oggi presso il Rome American Hospital, clinica privata parte del gruppo Health Care Italia Roma, presentando alcuni recentissimi interventi chirurgici realizzati.In Italia vengono svolti 109.000 interventi all’anno per protesi all’anca (60% pazienti anziani e 40% giovani) e 79.000 per protesi al ginocchio (70% anziani e 30% giovani). L’intervento di protesi all’anca e al ginocchio si rende necessario quando il paziente è affetto da patologie degenerative dell’articolazione (come l’artrosi) talmente gravi da causargli non solo fortissimi dolori, in particolare nel caso dell’anziano, ma anche la limitazione dei movimenti, in maniera anche invalidante, riducendo, principalmente nei pazienti giovani (al di sotto dei 55 anni), lo svolgimento di attività sportive, lavorative e sociali. OMNIBotics® è un sistema robotico utilizzato dai chirurghi per pianificare ed eseguire con precisione la sostituzione totale del ginocchio. La sua particolarità consiste nella valutazione dinamica dello stato dei legamenti, grazie a cui il chirurgo è in grado di misurare l’equilibrio dei tessuti molli con precisione millimetrica, e il bilanciamento dell’articolazione, stabilendo quale sia il posizionamento più adatto per ogni singolo paziente. Il piano è così ottimizzato per ripristinare il corretto allineamento delle gambe e un buon bilanciamento legamentoso, due fattori critici per i risultati della sostituzione del ginocchio. L’altro importante strumento a disposizione dei chirurghi ortopedici è l’O.P.S. (Optimized Positioning System), un sistema innovativo per la procedura di sostituzione totale dell’anca, che parte dal presupposto che ogni paziente si muove in modo diverso e la sostituzione dell’anca deve tenerne conto. Grazie a O.P.S. è possibile determinare in modo preciso e personalizzato l’orientazione della capsula articolare da impiantare nell’anca e utilizzando strumenti stampati su misura in 3D l’intervento viene realizzato esattamente come pianificato. E proprio alla formazione dei medici il Rome American Hospital ha dedicato un percorso di crescita e approfondimento che sarà supportato da Corin in qualità di partner per le tecnologie.

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Pitirim A. Sorokin: La rivoluzione sessuale americana

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

La rivoluzione sessuale americana analizza in profondità e nella prospettiva della “lunga durata” la società americana degli anni 50’- 60’ del secolo scorso. la società cioè in cui, in modo silenzioso e pressoché inosservato, dice Sorokin, è avvenuta una rivoluzione dagli effetti enormi: “Senza rumorose e pubbliche esplosioni, le sue scene tumultuose sono confinate nella dimensione privata delle camere da letto e coinvolgono soltanto singoli individui. Non segnata da eventi drammatici su larga scala, non è accompagnata da una guerra civile, da lotta di classe e spargimento di sangue. Non possiede un esercito rivoluzionario per attaccare i suoi nemici. Essa non tenta di rovesciare governi. Non ha grandi leader; nessun eroe la pianifica, nessun ‘politburo’ la guida. Senza un piano né una organizzazione, essa è condotta da milioni di individui, ciascuno agendo per conto suo. Non è stata annunciata in quanto rivoluzione, sulle prime pagine della stampa, o per radio o televisione. Il suo nome è rivoluzione sessuale”. Egli dice: L’“iper-erotizzazione della società” costituisce l’epifenomeno di una autonomizzazione della sessualità che alla lunga la svuota di un contenuto e di un senso umano autentici e profondi. Ne è derivato quel “nuovo disordine amoroso” che “disfa uno stato, instaura una crisi, propaga uno smarrimento” (A. Finkielkraut), rispetto al quale oggi sempre più si levano analisi critiche preoccupate e incisive. La “genitalità ossessiva” prodotta da questa rivoluzione ha trasferito, per dirla ancora con Finkielkraut, “il divino in noi dall’anima al ventre”. In pagine geniali e di grande effetto (ad esempio quelle sulla nascita dei cocktail-party), Sorokin analizza le conseguenze sociali di un piacere sessuale completamente privato di ogni regola, mostrando come dall’estrema libertà nasce la tirannia più grave e più feroce. Per Sorokin è necessario recuperare l’idea di un “sano ordine sessuale” fondato sulla “normalità costitutiva di tutti gli esseri viventi”.Pitirim A. Sorokin La rivoluzione sessuale americana A cura di Leonardo Allodi P.A. Sorokin è uno dei massimi esponenti della sociologia culturale del XX secolo. La pubblicazione de La rivoluzione sessuale americana, in prima traduzione italiana, s’inserisce nel quadro di una autentica riscoperta, internazionale e nazionale della sua vasta opera. La vastità e la concretezza della sua analisi storico-sociologica, e, in pari tempo, la portata critica, filosofico-antropologica della sua riflessione fondata sul concetto di “amore creativo altruistico” sono alla base di questo nuovo interesse. Accade oggi, di nuovo, quello che avvenne nel 1968, l’anno della sua morte, quando i giovani sociologi, al Congresso della American Sociological Association, esponevano sul bavero della giacca una spilla con la scritta: “Sorokinlives”, contro l’establishment accademico di allora. Collana Come de Dio fosse Cantagalli 2021 pp. 264 Euro 18,00

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Primo Report di Sostenibilità di Almawave

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Il CdA di Almawave, società italiana quotata sul mercato Euronext Growth Milan (Ticker: AIW), leader nell’Intelligenza Artificiale (AI), nell’analisi del linguaggio naturale e nei servizi Big Data, ha approvato oggi il primo Report di Sostenibilità della società.Si tratta di uno strumento rivolto agli stakeholder dell’azienda che da un lato illustra l’approccio di Almawave alla sostenibilità, in tutte le sue sfaccettature, toccando tematiche legate alla Governance, agli Impatti ambientali fino a quelli sociali e legati alla Trasformazione digitale etica; dall’altro rendiconta le attività svolte negli ultimi anni in questi ambiti, con riferimento specifico alle annualità 2019 e 2020, ponendo allo stesso tempo gli obiettivi per il prossimo futuro.Il Report costituirà un appuntamento annuale per la rendicontazione delle performance non finanziarie, con l’obiettivo di aumentare di anno in anno il numero e la qualità delle informazioni sulla società. Il documento è redatto secondo gli standard più accreditati a livello internazionale, i GRI (Global Reporting Iniziative), per consentire una lettura più agevole secondo una metrica che è stata adottata dalla maggior parte delle imprese e per garantire la comparabilità con altri operatori del settore dell’Information Technology.Il documento consente di identificare, misurare e monitorare gli impatti di sostenibilità più rilevanti, sia per l’azienda che per i propri principali stakeholder. I contenuti del Report di Sostenibilità sono stati sviluppati su quattro aree tenendo conto dell’impatto generato da Almawave sull’ambiente, le persone e l’economia nella catena del valore. Si tratta nello specifico delle aree Governance, Impatti ambientali, Impatti sociali e Trasformazione digitale etica. Queste si declinano tramite specifiche tematiche e conseguenti azioni, quali: – Area Governance > compliance, etica, integrità e anticorruzione; continuità del business e data security; tutela della proprietà intellettuale – Area Impatti ambientali > consumi energetici e lotta al cambiamento climatico – Area Impatti sociali > valorizzazione del capitale umano, attrazione e fidelizzazione dei talenti; benessere, salute e sicurezza sul lavoro; diversity e leadership al femminile; aspetti sociali lungo la catena di fornitura – Area Trasformazione digitale etica > impatto del business sulla sostenibilità; contributo all’innovazione e alla transizione digitale del Paese; privacy dei dati dei clienti; digitalizzazione dei processi aziendali ed efficientamento del lavoro; umanizzazione della tecnologia. Con questo documento, inoltre, Almawave intende dare evidenza di come le proprie attività e i progetti di business contribuiscono a rendere la tecnologia democratica e inclusiva, interpretandola e mettendola al servizio dei clienti e dei cittadini. Si tratta di soluzioni innovative che beneficiano delle attività di ricerca e sviluppo del Gruppo, e che conferiscono ad Almawave un ruolo di leadership sul mercato dell’intelligenza artificiale (IA) e dei servizi digitali.La Trasformazione Digitale è un impegno che si concretizza con investimenti rilevanti e costanti dell’azienda finalizzati anche ad integrare all’approccio di mercato i 7 principi per un’Intelligenza Artificiale sostenibile definiti a livello Europeo. AIW-Report-sostenibilità-WEB.pdf (almawave.it)

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Economia circolare e riciclo plastiche RAEE

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Coniugare competenze ed esperienze per dar vita a programmi di tutela dell’ambiente e di promozione di uno sviluppo sostenibile. Nasce con questo intento il tavolo di lavoro tra il Consorzio nazionale dei Rifiuti dei beni in Polietilene Polieco e il Consorzio nazionale per la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Ecoped. Lo scorso mese di maggio i due Consorzi hanno siglato un protocollo d’intesa sottoscrivendo una convenzione volta a implementare l’attuazione dei rispettivi statuti e delle normative vigenti con riguardo ai beni in polietilene ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 234, d.lgs. 152/2006. Un protocollo che segue in realtà un percorso di confronto avviato proficuamente già nel 2016 e recentemente arricchitosi di un addendum che riporta nel dettaglio le azioni di singola competenza dei due consorzi. L’obiettivo primario dell’intesa è il corretto avvio al riciclo delle plastiche contenute nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche attraverso il loro inserimento nella filiera Polieco, così da superare le difficoltà che il sistema RAEE spesso riscontra nell’ avviare a riciclaggio le plastiche provenienti dai propri impianti di recupero. L’inserimento di quantità sempre più elevate di plastiche dei rifiuti Raee nella filiera virtuosa del riciclo, passa necessariamente per l’adempimento delle imprese alle proprie obbligazioni ambientali. A tal proposito, il consorzio Ecoped, nel tendere ad un paradigma di un efficiente riciclo, a partire dalle prossime settimane, avvierà, presso le proprie imprese consorziate, una campagna di adesione al protocollo di intesa Ecoped-Polieco. Polieco a sua volta ammetterà tali imprese alla procedura di regolarizzazione prevista dallo Statuto, attuando l’applicazione delle misure di agevolazione previste dalla normativa. Al fine di incrementarne la raccolta, Ecoped si attiverà promuovendo presso i propri consorziati e clienti, il ritiro ed il riciclo di rifiuti di beni in polietilene provenienti dal recupero Raee prevedendone l’avvio a piattaforme di trattamento Polieco. Un’attività che Polieco ed Ecoped sosterranno con una sperimentazione che punta a target elevati e a un riciclo sempre più spinto.

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