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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Mario Tassone: Ambiente, non si può più far finta di nulla

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Il momento terribilmente difficile dalle prospettive non nitide deve spingere analisti, governanti, operatori sociali a valutazioni non di circostanza, meno enfatiche e possibilmente più realiste sullo stato di salute del pianeta. Il G20 che si è aperto a Roma e fra qualche giorno il Vertice sull’ambiente che si svolgerà a Glasgow in Scozia, sono occasioni uniche perché si prenda consapevolezza della gravità dei processi di decomposizione del pianeta che minacciano la vita e sottraggono ogni realistica visione del futuro.La pandemia, i mutamenti climatici, la difficile ripresa economica dopo il Covid – 19 sono cifre di problemi che vanno affrontati con diverse e più puntuali consapevolezze. Il quadro internazionale, i rapporti di forza tra potenze si vanno modificando rispetto a qualche tempo fa. Pensiamo alla Cina con la sua forza di penetrazione in Asia. Paesi quali l’India, il Brasile sono realtà destinate ad avere sempre più influenza nello scacchiere internazionale.Gli USA, dopo la presidenza Trump, con Biden, riprendono un rapporto più dialogante anche con l’Europa, anche se alcune scelte fanno intravvedere una rivisitazione della politica internazionale. Ma oggi cosa ci si aspetta da queste assisi internazionali? La consapevolezza che la Terra è sull’orlo del precipizio. La lotta al virus soprattutto nelle aree non servite sufficientemente dai vaccini, la riduzione dell’inquinamento, la svolta per fronteggiare le molte diseguaglianze e operare per prevenire ulteriori tragedie umanitarie, si impongono senza ritardi.Dunque occasioni perché gli egoismi siano accantonati. Non si può far finta di nulla. I palliativi delle parole e dei lunghi documenti accantonano i problemi. Tanto, alcuni ragionano, fra 50 anni non ci saremo e “sotto a chi tocca”. Questo significherebbe che la vita verrebbe sacrificata sull’altare dell’egoismo. E nessuno si salverà. La Cina, la Russia non presenti a Roma costituiscono un elemento di preoccupazione. L’Europa saprà ritrovare nella sua storia e cultura la energia per recitare un ruolo meno occasionale. Sono interrogativi, che vengono dalle esperienze del passato. Per l’ambiente da Rio di Janeiro in poi quante pantomime, quanti appuntamenti mancati, quanti impegni non rispettati. Oggi è il tempo delle decisioni vere. Non ci sono grandi e immortali. Tutti siamo fragili. Il futuro bisogna costruirlo e non scansarlo. Sarebbe l’annuncio del dissolvimento senza più appelli!

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