Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 5 novembre 2021

Gioventù smarrita di Vincenzo Galasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

L’Italia non è un Paese per giovani, e meno ancora lo è stata durante il coronavirus. Con il Covid si è imposta una nuova narrativa intergenerazionale: giovani untori e anziani vittime. Una narrativa falsa, perché non sono stati i giovani a fungere da untori. Inutile, perché i giovani hanno reagito bene alle restrizioni. Pericolosa, perché i giovani hanno sofferto durante la pandemia e ne porteranno le cicatrici più a lungo di tutti. Nell’abbandono scolastico, nella povertà educativa, nel precariato, il Covid ha acutizzato problemi strutturali esistenti e accentuato le disuguaglianze. Alla pandemia l’Europa ha scelto di reagire con un piano dal nome promettente: Next Generation EU. Per l’Italia la sfida è epocale: restituire il futuro a una generazione incolpevole. Egea Editore

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Ha trentasei anni il nuovo Rettore del Collegio Ghislieri di Pavia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Alessandro Maranesi, 36 anni, è il quarantesimo Rettore in quattro secoli e mezzo di storia del Ghislieri, il primo collegio universitario misto in Italia, fondato nel 1567, dove l’unico criterio di selezione è il merito. Subentra ad Andrea Belvedere, che ha guidato il Collegio universitario d’eccellenza negli ultimi quarantadue anni. Alle sue spalle, studi sul mondo antico, ricerca sulla comunicazione politica e anni di esperienza all’estero. Ha solo trentasei anni e un passato da ricercatore in Olanda, a Nimega, dopo periodi di studio in Germania e in Colorado. Ma Alessandro Maranesi è soprattutto un “prodotto” della formazione dell’Università di Pavia, dove si è laureato con una tesi su Giuliano l’Apostata, e del Collegio Ghislieri, di cui è diventato alunno nel 2004 e da oggi ne è il Rettore. Subentra ad Andrea Belvedere, grande studioso di diritto civile, che ha guidato il Ghislieri negli ultimi quarantadue anni, prendendone le redini nel 1979: sei anni prima che Maranesi nascesse.È un passaggio di consegne rarissimo e denso di significati, pur avvenendo nella continuità. In oltre quattro secoli e mezzo di storia, infatti, il Collegio Ghislieri ha avuto solo quaranta Rettori. Dal 1913 a oggi ce ne sono stati solo quattro: nello stesso lasso di tempo, per rendere l’idea, l’Italia ha avuto quattordici capi di Stato e si sono avvicendati dieci Papi. Ancora più rilevante appare dunque il profilo di Maranesi: un giovane cervello di ritorno al quale vengono affidate le chiavi di una istituzione accademica fra le più antiche e prestigiose, un istituto fondato nel 1567 che mezzo secolo fa è diventato il primo collegio universitario misto d’Italia e uno dei primissimi d’Europa.Laicità, profondità e tolleranza sono i valori caratterizzanti di Maranesi. “Il Ghislieri è uno stile di vita rivolto all’amicizia, alla conoscenza e all’impegno”, dichiara. “Il nostro compito è quello di essere un serbatoio di opportunità per i nostri allievi, universitari eccellenti selezionati da tutta Italia sulla sola base del merito. Vogliamo offrire un’educazione alla complessità di pensiero, alla libertà e alla tolleranza – non scontata al tempo dei social media – e far sentire i nostri studenti liberi dai vincoli sociali, economici e di genere che posano impedire loro di far prosperare il loro talento”.Appassionato dei silenzi della montagna e delle canzoni di Paolo Conte, dei romanzi di Marco Malvaldi e del puntinismo di Signac e Seurat, Maranesi ha dedicato alla comunicazione politica la propria attività di ricerca. Per questo ha un occhio di riguardo per la ricaduta sociale del ruolo del Ghislieri: “Il Collegio ha una grande rilevanza sul piano culturale: basti pensare all’enorme numero di conferenze aperte al pubblico che organizziamo, mediamente tre a settimana. Per questo dobbiamo aggiungere alla nostra funzione storica, quella di accogliere e finanziare studenti eccellenti, funzioni sempre nuove che ci mantengano capaci di dialogare con i cittadini, le scuole e le istituzioni”.L’eredità che raccoglie è preziosa e impegnativa. Dal 1979 al 2021, in quarantadue anni Andrea Belvedere ha trasformato il Collegio Ghislieri non solo architettonicamente – con il restauro del palazzo cinquecentesco e l’apertura di nuovi ambienti per la cultura, ultimo dei quali il Castello di Lardirago, verso Milano – ma soprattutto nello spirito, dotandolo di una fitta rete di scambi internazionali, incrementando i finanziamenti per gli studenti e aumentando esponenzialmente l’attività culturale rivolta al pubblico, dal vivo e online.Ma sul futuro Maranesi ha le idee chiare: “Il Ghislieri è un luogo capace di valorizzare talenti. Per continuare a farlo, dobbiamo innervare il Collegio di quei temi che hanno assunto una particolare urgenza scientifica e civile: penso all’intelligenza artificiale, al rapporto fra alimentazione, salute e ambiente, al dibattito sulla crisi delle istituzioni, alla sostenibilità. Lo faremo in modo attento e dialogante, rispettoso della nostra storia ma aperto a sinergie che ci proiettino verso l’avvenire”.Il Collegio Ghislieri, fondato nel 1567 da papa Pio V e divenuto il primo collegio universitario misto d’Italia nel 1966, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e opera sotto la supervisione del Ministero dell’Università e della Ricerca, che lo riconosce come Ente di alta qualificazione culturale.

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I 20 leader hanno reso omaggio all’immenso patrimonio culturale italiano!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

“Oltre 2000 sono le fontane di Roma a testimonianza del legame tra i romani e la risorsa acqua. La Fontana di Trevi è la più grande fra le celebri fontane di Roma. Costruita sulla facciata di Palazzo da Nicola Salvi.Il concorso indetto da papa Clemente XII nel 1731 era stato inizialmente vinto dallo scultore francese Lambert – Sigisbert Adam ma successivamente l’incarico passò a Salvi.Cominciata nel 1732, fu infine affidata nel 1759 a Pietro Bracci aiutato da suo figlio Virginio. I due completarono l’opera, che venne inaugurata nel 1762. La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine – ha affermato Nicola Rocchi, Presidente Archeoclub d’Italia sede “Roma Caput Mundi” – che risale ai tempi dell’imperatore Agrippa: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa fece arrivare l’acqua corrente del bacino sorgentizio di Salone, sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon. L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, è lungo quasi venti chilometri, sotterranei”.“Dopo una serie di progetti presentati da vari architetti e mai posti in atto, verso il 1640 papa Urbano VIII, ordinò all’architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini una “trasformazione” della piazza e della fontana – ha continuato Rocchi – in modo da creare un nuovo nucleo scenografico nei pressi del palazzo familiare che è Palazzo Barberini, allora in fase di ultimazione, visibile anche dal Quirinale, residenza pontificia. Bernini progettò una grande mostra d’acqua e, prima ancora di ottenere l’autorizzazione, diede inizio ai lavori, finanziati, tra l’altro, dai proventi di una sgraditissima tassa sul vino imposta ai romani. Ampliò dunque la piazza (che inizialmente era solo un trivio) demolendo alcune casupole a sinistra della fontana preesistente, quindi la ribaltò ortogonalmente, sino ad arrivare all’allineamento odierno, rivolto verso il Quirinale. La mostra, nota da varia documentazione illustrata, doveva essere strutturata in due grandi vasche semicircolari concentriche, al cui centro un piedistallo, appena sotto il pelo dell’acqua, doveva servire come base per un gruppo, probabilmente incentrato sulla statua della «vergine Trivia». Ma i fondi per il progetto si esaurirono presto e vennero anche drasticamente tagliati a causa della guerra che il papa aveva dichiarato al ducato di Parma e Piacenza: non venne scolpita alcuna statua centrale e il cantiere fu bloccato.La morte di Urbano VIII nel 1644, e il seguente processo aperto contro la famiglia Barberini dal nuovo papa Innocenzo X, comportò l’abbandono del progetto berniniano. Anzi, al Bernini, caduto in disgrazia per essere stato l’architetto della famiglia Barberini, venne affidato il semplice compito di prolungare l’Acqua Vergine sino a piazza Navona.Fu papa Clemente XII, nel 1731, a riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana: nell’ambito delle grandi commissioni del suo pontificato che porteranno al completamento di grandi fabbriche rimaste incompiute, bandì un importante concorso per la costruzione di una grande mostra d’acqua e dopo aver scartato alcuni progetti, l’attenzione venne posta sui disegni di Ferdinando Fuga, Nicola Salvi, Luigi Vanvitelli, e il bando venne vinto da Nicola Salvi.L’opera era impostata secondo un progetto che concilia influenze barocche e ancor più berniniane al nuovo monumentalismo classicista che caratterizzerà tutto il pontificato di Clemente XII. Il Salvi riprende l’idea di fondo di papa Urbano VIII e di Bernini, cioè quella di narrare, tramite uno sposalizio tra architettura e scultura, la storia dell’Acqua Vergine.Il tema dell’intera composizione è il mare. È inserita in un’ampia piscina rettangolare dagli angoli arrotondati, circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro, racchiuso a sua volta entro una breve scalinata poco al di sotto del livello stradale della piazza”.

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Fondi speculativi all’assalto della sanità americana

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Negli Usa, com’è noto, l’assistenza sanitaria è privata e coperta da polizze assicurative. Da qualche tempo, però, i fondi di private equity stanno comprando pezzi importanti del sistema sanitario americano e anche le reti sanitarie di base. Un fenomeno da tenere sotto la lente, perché “merce di esportazione”. Soprattutto in Europa. I fondi equity sono poco regolati e puntano al massimo profitto in tempi brevi. Solitamente operano attraverso dei manager che gestiscono capitali di un numero limitato di partner privati e istituzionali. Spesso le loro operazioni di acquisizioni sono fatte attraverso il cosiddetto “leveraged buyout”, cioè mediante lo sfruttamento della capacità d’indebitamento della società acquisita. Il che rende indispensabile un ritorno veloce di dimensioni rilevanti.La spesa sanitaria negli Usa è una parte notevole del pil. E’ passata dal 5% del 1960 al 18% del 2020. Dovrebbe arrivare al 20% nel 2024. I costi ospedalieri sono cresciuti del 42% nel periodo 2007-2014 e si ritiene che, in futuro, le spese per la sanità assorbiranno il 25-50% del salario della cosiddetta classe media americana. Fino alla legge Affordable Care Act (ACA) del 2010, meglio conosciuta come Obamacare, una parte del sistema sanitario era regolata e sostenuta con fondi pubblici da due strutture, Medicare per gli over 65 e Medicaid, per le famiglie a basso reddito. Pur con i suoi limiti, l’Obamacare ha dimezzato il numero delle famiglie americane ancora senza una copertura assicurativa sanitaria. All’interno dell’Obamacare era stato introdotto il concetto di Accountable Care Organizations (ACOs) per rendere la sanità più efficiente e meno costosa per i pazienti. Invece, si è avuto una maggiore concentrazione del settore sanitario con la formazione di veri e propri cartelli di ospedali, di cliniche e di centri diagnostici. Nel 2021 il processo di acquisizioni e di concentrazioni è cresciuto enormemente. Nel secondo trimestre del 2021, rispetto a quello del 2020, gli investimenti per gli acquisti di studi medici sarebbero cresciuti di 10 volte. La società di consulenza Solic Capital Mangement, sostiene che gli investimenti per acquisizioni nella sanità sarebbero stati ben 126,1 miliardi di dollari nel periodo menzionato rispetto ai 12,1 miliardi del 2020. Gli istituti di lunga degenza, gli ospedali e la medicina telematica sarebbero i settori più interessati. Oggi gli investitori nel sistema sanitario sono principalmente i fondi di private equità e certi enti finanziari specialmente creati per acquisizioni mirate. Il loro “appetito” è cresciuto anche in relazione all’American Family Bill, di circa 3.500 miliardi di dollari, proposta dal presidente Biden.Ovviamente, tra i fondi equity e le assicurazioni è scoppiata una “guerra” per il controllo del settore sanitario americano. Secondo un articolo del New York Times del 2019, un’organizzazione di medici, che fortemente si oppose alla proposta di legge per disciplinare il fenomeno delle “fatturazioni a sorpresa”, fatte attraverso la maggiorazione dei costi e la pratica delle prestazioni mediche più costose e, a volte, non indispensabili, aveva avuto un consistente appoggio di due grandi ditte fornitrici dei settori dell’emergenza sanitaria, la Envision, controllata dal fondo equity KKR, e la TeamHealth, controllata dal fondo Blackstone. Vanguard, BlackRock e Bain & Co. sono i fondi equity più attivi nella sanità mondiale con parecchie decine di miliardi di dollari di asset. Oltre ai fondi “leader” americani, vi sono quelli con base a Londra e in Francia, che operano soprattutto in Europa e in Italia. La privatizzazione della sanità, se non è regolata, può diventare il problema sociale ed economico più serio per le famiglie e per i governi. Lo abbiamo visto durante la pandemia, quando la debolezza delle strutture sanitarie pubbliche, soppiantate da quelle private, e la mancanza di imprese farmaceutiche funzionanti nell’interesse generale, hanno messo i governi e le sanità pubbliche in grande affanno nell’affrontare l’emergenza Covid. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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La mela rosa e la protezione da ictus

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

L’ictus rappresenta una grave emergenza medica ed una delle tre principali cause di decesso in Italia (dopo cardiopatie e prima del cancro). Si tratta di un danno del tessuto cerebrale causato da un insufficiente afflusso di sangue ossigenato in un’area del cervello con possibile morte delle cellule e perdita di una o più funzioni cerebrali. Per prevenire l’ictus è fondamentale uno stile di vita sano, ad esempio praticando attività fisica con regolarità, ed una corretta alimentazione. A questo riguardo è ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica che il consumo di frutta e verdura riveste un ruolo importante nella prevenzione di numerose malattie invalidanti quali l’ictus per merito dei fitonutrienti che contengono e che riescono a modulare vari processi cellulari predisponenti all’insorgenza delle suddette malattie. E’ proprio per questo che nell’ambito del progetto di dottorato Eureka sulla Mela Rosa dei Monti Sibillini, finanziato oltre che dall’Università di Camerino, anche da Regione Marche e Bacino Imbrifero montano del Tronto, svolto in collaborazione con il Comune di Montedinove e coordinato dal prof. Filippo Maggi, docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, si è studiato l’effetto protettivo di estratti idroalcolici ottenuti da buccia e polpa di mela rosa nei confronti dei danni provocati da ictus ischemico nei ratti. Lo studio, dal titolo ‘Therapeutic effects of hydroalcoholic extracts from the ancient apple Mela Rosa dei Monti Sibillini in transient global ischemia in rats’, è stato appena pubblicato nella rivista internazionale Pharmaceuticals.I risultati dello studio hanno confermato una protezione di entrambi gli estratti nei confronti della produzione di citochine infiammatorie e dello stress ossidativo nelle cellule nervose. L’estratto delle bucce ha, inoltre, manifestato anche un effetto protettivo nelle cellule cerebrali riducendo la morte cellulare indotta da ictus. Sono stati, infine, effettuati anche studi comportamentali che hanno evidenziato un ruolo neuroprotettivo degli estratti di mela rosa.

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Scuola: Formazione dei lavoratori, per Corte di giustizia UE va fatta fuori l’orario di lavoro e retribuita

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Ricorso per l’annullamento del Decreto del ministro Bianchi n. 188 del 20 settembre 2021 e la nota del Ministero dell’Istruzione n. 27622 del 6 settembre 2021 è stato presentato dagli avvocati Ganci e Miceli per conto dell’Anief, sindacato tra i maggiormente rappresentativi del comparto istruzione e ricerca, nella parte in cui si prevedono che l’attività di formazione per le attività didattiche di sostegno, impegnato in una classe ove è presente un alunno con disabilità, per un minimo di almeno 25 ore, debba svolgersi fuori dall’ordinario orario di servizio e senza alcuna retribuzione aggiuntiva, contrariamente proprio a quanto oggi ribadito dalla Corte di giustizia europea. La Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022), all’art. 1, comma 961, ha aumentato le risorse destinate alla formazione dei docenti, di cui all’art. 1, co. 125, della L. 107/2015, di 10 milioni di euro per il 2021, per realizzare interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità. Il citato art. 1, comma 961, della L. n. 160/2019 prevede che “con decreto del Ministro dell’istruzione, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità attuative, prevedendo il divieto di esonero dall’insegnamento, i criteri di riparto, le condizioni per riservare la formazione al solo personale non in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno, la determinazione delle unità formative comunque non inferiori a 25 ore di impegno complessivo, i criteri e le modalità di monitoraggio delle attività formative di cui al presente comma”.Il Ministero dell’Istruzione, con il Decreto n. 188/2021 ha disciplinato le modalità attuative degli interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità, per l’anno scolastico 2021/2022, prevedendo all’art. 2, comma 3, che “la partecipazione alle attività formative assume carattere di obbligatorietà e non prevede esonero dal servizio”. Con la Nota dipartimentale n. 27622 del 6.09.2021, avente ad oggetto “Formazione in servizio del personale docente ai fini dell’inclusione degli alunni con disabilità”, il Ministero convenuto ha precisato che “l’attività formativa è svolta in costanza di rapporto di lavoro e non determina oneri aggiuntivi”. E dunque, benché la legge di bilancio del 2019 prevedesse che le attività formative obbligatorie non potessero comportare esonero dal solo servizio di insegnamento, il decreto oggi impugnato ha illegittimamente esteso il divieto di esonero a tutto il servizio scolastico, con la conseguenza che le suddette attività di formazione obbligatoria dovranno necessariamente svolgersi in costanza del rapporto di lavoro, ma fuori dall’ordinario orario di servizio, configurandosi dunque come un’attività lavorativa straordinaria obbligatoria e non retribuita.

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Se Internet smettesse di funzionare per alcune settimane? Campi magnetici solari e non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Sulla Terra soffia costantemente un vento solare composto da particelle cariche che, il più delle volte, sono bloccate dal campo magnetico che circonda il nostro Pianeta. Ma a volte il vento solare si trasforma in tempesta, riuscendo a scivolare nella nostra atmosfera attraverso i poli, minacciando sistemi di navigazione e reti elettriche. E anche le nostre reti di comunicazione. I ricercatori dell’Università della California a Irvine (Stati Uniti), in uno studio pubblicato lo scorso agosto sostengono che le conseguenze di una tale tempesta solare potrebbero essere peggiori del previsto. Il clima spaziale sfavorevole – un’espulsione di massa coronale sufficientemente grande – potrebbe causare un blackout della rete Internet. Un fallimento che potrebbe durare settimane, anche mesi. Tali tempeste solari, però, sono rare. Almeno quelle che toccano la Terra. I ricercatori stimano – in uno studio non ancora esaminato dai loro colleghi – che la probabilità che si verifichi una di queste tempeste sia compresa tra l’1,6 e il 12% per decennio. Nella storia recente, gli scienziati ne ricordano una che ebbe notevole impatto, quella di Carrington nel 1859, che dal 28 agosto al 2 settembre, fece andare a fuoco i fili del telegrafo per 14 ore su tutta la Terra, e produsse un’aurora boreale visibile anche a latitudini inusuali (ad esempio a Roma, in Giamaica, alle Hawaii e a Cuba). Da allora, la dipendenza della nostra società dalla tecnologia e in particolare da Internet, ha continuato ad aumentare. I gestori della rete elettrica, comunque, sembra che tengano conto del rischio associato alle tempeste solari. Ma sono stati condotti pochi studi sui potenziali impatti che un tale evento potrebbe avere sulla rete Internet globale. Il loro verdetto: l’infrastruttura non è preparata. I ricercatori stimano che un’interruzione della connessione Internet per un giorno negli Stati Uniti costerebbe più di 7 miliardi di dollari. Quindi immaginiamo un blackout che potrebbe durare settimane o mesi… I ricercatori avvertono che quando la prossima tempesta solare verrà rilevata al nostro livello stellare, avremo circa 13 ore per reagire. Sarebbe quindi meglio prepararsi in anticipo moltiplicando i cavi alle basse latitudini – perché le alte latitudini sono più esposte ed è in particolare lì che si trovano i cavi che collegano l’Europa e gli Stati Uniti, al di sopra dei 40° di latitudine nord – per meglio isolare cavi sottomarini e sviluppare test di impatto, per esempio. Inoltre anche i satelliti utilizzati per garantire le connessioni potrebbero risentirne. Ci sono comunque anche buone notizie. I ricercatori affermano che le connessioni locali dovrebbero reggere meglio. I cavi in fibra ottica sono infatti insensibili alle correnti geomagnetiche. Comunicato Aduc – fonte: da un articolo di Nathalie Mayer su Futura-Science del 31/10/2021)

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Imposta/canone Rai. Referendum per libera informazione e fisco non-predatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

L’amministratore delegato della Rai ha bussato cassa e vorrebbe estendere il cosiddetto canone anche a telefonini, tablet e pc. In diversi gli hanno fatto notare che “non va bene”. Ma Carlo Fuortes insiste. Occasione perché l’unico partito non al governo, Fratelli d’Italia, si è erto a difensore dello status quo di contribuenti e utenti tlc. Il canone è, a singhiozzo, campo di battaglia (storico – di vari partiti, e il partito della Meloni si è buttato a capofitto per l’occasione, basta dire il contrario di chi è al potere, anche se nei fatti FdI in Rai ha le proprie “poltrone”. Nulla di cui stupirsi. Informazione e intrattenimento di Stato (governo e opposizione) funzionano così. Sembra che l’imposta/canone sia tra le più odiate dai contribuenti, immaginiamo, trasversalmente rispetto ai partiti che poi vengono mandati in Parlamento… ma questo non intacca il compatto partito unico padrone della Rai. Siamo quindi in uno dei casi in cui chi rappresenta gli elettori nelle istituzioni fa cose diverse da ciò che pensano e desiderano i propri elettori. Nulla di cui stupirsi. Riforme all’orizzonte a parte le richieste di soldi di Fuortes e – sempre il nostro – che dice di amministrare la tv di Stato senza farsi condizionare dai partiti… lui che è dov’è per decisione dei partiti? Nulla. Dobbiamo rassegnarci e, come fanno tante associazioni e simili, dimenticarci del problema in cambio di qualche boccone della torta? Anche perché in passato, visto che il Parlamento era sempre insensibile in materia e i cittadini avevano tentato dei referendum, questi ultimi non hanno dato effetto? No, non ci rassegniamo e rilanciamo per tre motivi: – i danni dell’informazione e intrattenimento di Stato sono sempre peggiori in una società dove la mediaticità è dominante per consapevolezza, consenso e salute mentale di ognuno; – i danni del trust/monopolio inquinano mercato mediatico e pubblicitario (unica fonte di introiti per i concorrenti Rai); – il Parlamento continua ad essere insensibile (o lo è col metodo FdI…) alle istanze dei cittadini e quindi è tempo di aiutarlo ad essere più attento e disponibile. Così come in questi ultimi e prossimi mesi è e sarà aiutato coi referendum giustizia giusta, cannabis, eutanasia e caccia. Referendum che nel metodo – la rivoluzione della raccolta firme con lo spid – sono diventati più accessibili, funzionali e consoni per l’aiuto degli elettori al processo legislativo. Occorre quindi mettersi a studiare come, facendo tesoro del passato dare il nostro contributo ad una informazione e un fisco non da sudditi.

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La sclerosi laterale nei bambini

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Saranno presentati il 20 novembre prossimo i risultati del primo studio al mondo sui bambini e i preadolescenti che sono entrati in “contatto” con la SLA, sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che modifica radicalmente la vita di chi ne è colpito e dell’intero nucleo famigliare. Lo studio ha cercato di fare luce su alcuni punti importanti che riguardano questa malattia: quando sono presenti dei minori, qual è il loro impatto con il dolore? Quali sono gli aspetti che incidono sulla loro crescita emotiva? E come è possibile sostenerli? Ad oggi non esiste letteratura scientifica sul tema. Per questo dal 2018 AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, in collaborazione con Fondazione Mediolanum onlus ha voluto comprendere cosa significhi “essere figli della SLA” e crescere con un genitore che è affetto dalla patologia. Grazie alla collaborazione della Scuola di Psicologia dell’Università di Padova si è concluso così lo studio clinico osservazionale, durato ben tre anni, chiamato Baobab. L’idea del nome del progetto nasce dal libro di Saint-Exupéry “Il piccolo Principe”: con la figura del Baobab si vuole rappresentare la Sla che, se non viene “curata” in tutti i suoi aspetti, può prendere il sopravvento nella vita delle persone che ne sono coinvolte. Sabato 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, saranno presentati in diretta streaming i risultati del primo studio al mondo sui bambini e i preadolescenti che sono entrati in “contatto” con la malattia. L’incontro sarà anche l’occasione di confronto per offrire strategie educative ai genitori nel sostenere la relazione con questa esperienza di vita e vedrà la testimonianza di Benedetta Signorini che, nel 19° anniversario della scomparsa dell’indimenticato capitano del Genoa, porterà la sua testimonianza di figlia, diventata oggi donna e mamma.Il webinar sarà trasmesso in diretta streaming alle ore 09:30 sulle pagine social Facebook, YouTube, Instagram e Linkedin ufficiali di AISLA e Fondazione Mediolanum. Il programma scientifico è anche ECM per le professioni sanitarie e dà diritto a 1,5 crediti formativi.Per i professionisti che volessero accedere ai crediti, la partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi a questo link: https://ecmitalianmr.it/people/register e seguire la diretta via zoom con le credenziali che saranno inviate.

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Davide Rangoni incontra il tartufo d’Alba

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Madonna di Campiglio Sabato 6 novembre alle ore 18 presso Sala Beppe Fenoglio, ingresso Mercato Mondiale del Tartufo, Davide Rangoni, una stella Michelin e chef resident del ristorante Dolomieu di Madonna di Campiglio, preparerà uno dei suoi piatti iconici. Da sempre attento alla sostenibilità, alla stagionalità e al rispetto delle materie prime Rangoni e la sua cucina, sono più che mai allineate al concetto che sottende alla 91° edizione della Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba. “Connessi con la natura” è un titolo che racconta molto, soprattutto dopo il periodo che abbiamo vissuto tutti, sia a livello mondiale che personale. Con il mio menu postpandemico ho voluto proprio tradurre quelle che sono state le mie esperienze, le emozioni e le contraddizioni che hanno preso vita durante il confinamento. Oggi che sono padre da poco meno di un anno, mi sento ancora più responsabile e rispettoso nei confronti di questa Terra che ci ospita e accoglie. Se la mia cucina è sempre stata sensibile al tema degli sprechi e della sostenibilità, a maggior ragione oggi lo è ancor di più.” Rangoni continua ad aggiungere capitoli alla narrazione del suo progetto culinario anche nella patria del tartufo bianco. L’”Orizzonte”, titolo del menu del ristorante di Madonna di Campiglio, è la sua linea guida, è il pensiero che sostiene la sua ricerca, è l’evoluzione della sua cucina, una linea sottile che non ha confini, non divide ma include. Nel cerchio bianco del piatto due i protagonisti assoluti sotto i riflettori: il pesce d’acqua dolce e il tartufo. Lo chef lavorerà un salmerino alpino al burro nocciola, con una mugnaia di mandorle, aglio della regina accompagnato dalle pregiate lamelle di tartufo.

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Che scenario macro stiamo attraversando?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

By Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte: “Stiamo attraversando uno scenario che può essere descritto con tre fotogrammi: 1) shock dell’offerta con forti rialzi dei prezzi. In questa fase (circa il terzo trimestre) le aziende riescono mediamente a riversare i rialzi sui consumatori finali senza quindi risentirne sui margini; 2) rallentamento della crescita (circa quarto trimestre). In questa fase le aziende iniziano ad accusare cali di fatturato ed anche dei margini; 3) shock della domanda (dal primo trimestre 2022) che, sotto i colpi dei prezzi elevati arretra a causa della perdita del potere d’acquisto Ora siamo appunto nella seconda fase, con indicazioni di rallentamento sempre più evidenti. Si osservi ad esempio il PIl US del terzo trimestre trainato relativamente poco dai consumi e molto invece dalle scorte (contribuzione pari a +2%), perché riflette il ripristino dei magazzini dal lato aziende per difendersi dai rincari e soprattutto dalla lentezza della catena di fornitura. Il primo impatto è quello già in corso ed evidente, ossia appiattimento della curva. I tassi a breve seguono le aspettative di inflazione crescenti e salgono in vista di possibili rialzi dei tassi delle banche centrali (qualcuna ha già iniziato come la Norvegia, Sud Corea e Brasile) mentre quelli a lungo termine riflettono la crescita in calo e quindi tendono mediamente anche essi a calare. In poche parole, la curva si spacca Primi sintomi evidenti si hanno negli USA dove il tasso a 30 anni è già sotto a quello a 20 anni. Quindi, in sintesi, uno scenario di tassi nominali (ed anche reali) a lungo termine in calo per fine anno/inizi 2022. Potremmo assistere, sotto questo punto di vista, ad uno scenario simile a quello del taper tantrum del 2013. Da maggio 2013 in poi i tassi a lungo termine Us salirono in attesa poi della partenza del tapering a gennaio 2014. Da quel momento i tassi calarono velocemente e la curva si appiattì. Venendo ad oggi, il mercato ha registrato una sorta di taper tantrum concentrato tra settembre ed ottobre con tassi in rialzo. Il problema principale è che le banche centrali sono attrezzate per combattere shock di domanda e non di offerta. Ora, pur di frenare la spinta inflattiva, stanno utilizzando le armi che hanno per combattere però uno shock di offerta, con l’effetto collaterale di ridimensionare la crescita. Un bel dilemma di politica monetaria. Un po’ come provare a combattere il virus con un antibiotico che invece è efficace contro i batteri”. (abstract)

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La Grande macchia rossa di Giove

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Giove è il più grande pianeta del sistema solare, con un raggio equatoriale di 71.492 km, ed è composto principalmente da idrogeno ed elio e per questo viene definito “gigante gassoso”. La caratteristica forse più iconica del pianeta è la Grande macchia rossa, una tempesta anticiclonica scoperta probabilmente da Giandomenico Cassini nel 1665. Oggi questa assomiglia a un ovale di dimensioni approssimativamente pari a 16000 x 12000 km, che ne fanno la più grande tempesta del sistema solare, seppur negli ultimi 100 anni, per cause ancora ignote, si sia ridotta considerevolmente. La Grande macchia rossa porta con sé ancora molti interrogativi: uno di questi riguarda la profondità con cui questa tempesta si inabissa dentro Giove.A questo come ad altri quesiti sulla dimensione del nucleo ha risposto la sonda Juno, realizzata dalla NASA con un importante contributo italiano. Durante due sorvoli ravvicinati di Giove (febbraio e luglio 2019), la missione Juno della NASA (in orbita intorno a Giove dal 5 luglio 2016 per studiare i meccanismi di formazione, la struttura interna, la magnetosfera e l’atmosfera del gigante gassoso) ha osservato per la prima volta da vicino la Grande macchia rossa. Poiché l’interno del pianeta non è direttamente osservabile, per comprenderne la struttura più intima si ricorre a misurazioni accurate del campo gravitazionale, che è espressione della distribuzione della massa all’interno del pianeta.Le misure del campo gravitazionale del pianeta avevano mostrato che i forti venti est-ovest (con velocità fino a 360 km/h), visibili tracciando il moto delle nubi, si spingono alla profondità di circa 3000 km.Oggi, una nuova ricerca, finanziata in parte dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e coordinata da Marzia Parisi, ex-dottoranda della Sapienza, ora post-doc al California Institute of Technology/Jet Propulsion Laboratory, insieme a un gruppo internazionale di cui fanno parte Daniele Durante e Luciano Iess del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, mostra come invece i venti della Grande macchina rossa abbiano una profondità di penetrazione verticale piuttosto contenuta, pari a circa 300 km, assai inferiore a quella dei venti che soffiano nelle bande visibili del pianeta. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Science.“I risultati del nostro studio – spiega Daniele Durante del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza – attestano una massa della tempesta pari a circa la metà dell’intera atmosfera terrestre e poco meno di quella di tutta l’acqua del Mar Mediterraneo, e rappresentano la Grande macchia rossa come un oggetto molto simile a un disco assai esteso (la sua dimensione minore è pari all’incirca al diametro della Terra) ma piuttosto sottile, con caratteristiche che ricordano quelle delle più grandi tempeste terrestri”.Con un’orbita molto eccentrica, la sonda Juno è riuscita ad avvicinarsi molto al gigante gassoso, fino a 4-5000 km al di sopra delle nubi: a queste distanze è possibile avere una elevata sensibilità all’accelerazione gravitazionale esercitata principalmente dalle strutture dell’atmosfera del pianeta. La sonda ha utilizzato lo strumento di radioscienza KaT (Ka-Band Translator, realizzato da Thales Alenia Space-I e finanziato dall’Agenzia spaziale italiana), il cuore dell’esperimento che ha permesso di determinare l’estensione verticale della Grande macchia rossa. La Grande macchia rossa ha perturbato impercettibilmente l’orbita di Juno, ma l’estrema accuratezza della misura (fino a 0.01 mm/s) ha permesso di catturarne il debolissimo segnale gravitazionale e di stimare così la profondità a circa 300 km. “Le misure di Juno – conclude Luciano Iess dello stesso Dipartimento – hanno fornito la terza dimensione a quel fenomeno dell’atmosfera di Giove che ha attratto l’attenzione di molti di noi, come anche quella degli astronomi da più di trecento anni, mostrando come sia una tempesta superficiale certamente molto estesa, ma ben poco profonda. Questa nuova misura contribuirà a capirne la natura, l’evoluzione e, forse, la sua possibile scomparsa”.

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Breve storia dell’impero americano. Una potenza senza scrupoli di Daniele Ganser

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Le terre. Recenti sondaggi confermano che, secondo molti, gli USA esercitano la più forte influenza destabilizzante sugli eventi mondiali e rappresentano quindi la più grande minaccia alla pace mondiale. Come mai? A partire dal 1945, nessun’altra nazione ha bombardato così tanti Stati stranieri e rovesciato così tanti governi quanto gli USA. Nessuna altra nazione ha più avamposti militari, esporta più armi e possiede una quantità maggiore di armamenti. Fazi editore

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Urbi et orbi di Dmitrij Miropol’skij

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Darkside. Il romanzo che è valso all’autore la nomea di “Dan Brown russo”: un avvincente giallo in pieno stile Il codice da Vinci. Dopo L’ultimo inverno di Rasputin, Miropol’skij dà vita a un congegno narrativo dagli ingranaggi perfetti, in cui si fondono poliziesco, affresco storico, thriller, avventura, esoterismo. Fazi editore

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Buonanotte, signor Tom di Michelle Magorian

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Le strade. Arriva, per la prima volta nelle librerie italiane, un classico moderno inglese: una storia dickensiana che suscita grandi emozioni. Nel quarantesimo anniversario dalla prima uscita, la riscoperta del grande bestseller che tutti gli inglesi hanno letto e amato da ragazzi, il romanzo che ricorda Il giardino segreto, dallo stesso fascino intramontabile.Vincitore della Carnegie Medal, del Guardian Children’s Fiction Prize, dell’International Reading Association Award. Tra i primi 50 libri più amati di sempre dagli inglesi. Fazi editore.

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Jonathan Strange & il signor Norrell di Susanna Clarke

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana LAINYA. Dall’autrice di Piranesi, lo spettacolare esordio di Susanna Clarke, uno dei romanzi più belli e originali della letteratura contemporanea. Un appassionante viaggio nel cuore della magia: una trama elaborata che attraversa l’alta società inglese e le campagne militari napoleoniche, per poi approdare nella Venezia di Lord Byron nel tentativo di rintracciare un re leggendario e trovare l’accesso al mondo fatato. Susanna Clarke è la vincitrice del Women’s Fiction Prize 2021 con Piranesi. Fazi editore.

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La biblioteca dei sussurri di Desy Icardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Le strade. Dopo L’annusatrice di libri e La ragazza con la macchina da scrivere, arriva il terzo romanzo della fortunatissima serie di Desy Icardi dedicata ai cinque sensi e ai libri. Una storia sull’udito, con un intreccio di fantasia e realtà, che conferma lo stile inconfondibile di un’autrice di grande talento, capace di coinvolgere il lettore creando personaggi davvero indimenticabili. Fazi editore.

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La ragazza giusta di Elizabeth Jane Howard

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Le strade. Una frizzante commedia punteggiata di ironia, in perfetto stile Howard. Il protagonista è un giovane alla ricerca disperata della ragazza giusta: come in Perdersi, l’autrice si cala nella mente maschile. All’epoca dell’uscita si classificò al terzo posto nella classifica dei libri del «Sunday Times», dopo Frederick Forsyth e Wilbur Smith. Fazi editore.

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Dentro la vita di Luciana Boccardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Le strade. Dopo il sorprendente esordio con La signorina Crovato, Luciana Boccardi torna in libreria con la sua personalissima storia familiare, interamente ambientata a Venezia. Dentro la vita racconta gli anni della maturità della signorina Crovato con lo stesso piglio e la stessa immediatezza del racconto sull’infanzia. Lo stile dell’autrice, autentico e vitale, riesce a trasmettere energia attraverso storie coinvolgenti, completamente immerse in un’atmosfera d’altri tempi.Fazi editore.

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C’era due volte di Franck Thilliez

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

Collana Darkside Un nuovo, geniale rompicapo dal re del thriller francese Franck Thilliez, autore da sette milioni di copie: un vero e proprio puzzle disseminato di trappole, in cui ogni tassello vive di vita propria. Torna il protagonista del Manoscritto, in un imperdibile gioco fra i due romanzi. Fazi editore.

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