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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

I 20 leader hanno reso omaggio all’immenso patrimonio culturale italiano!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

“Oltre 2000 sono le fontane di Roma a testimonianza del legame tra i romani e la risorsa acqua. La Fontana di Trevi è la più grande fra le celebri fontane di Roma. Costruita sulla facciata di Palazzo da Nicola Salvi.Il concorso indetto da papa Clemente XII nel 1731 era stato inizialmente vinto dallo scultore francese Lambert – Sigisbert Adam ma successivamente l’incarico passò a Salvi.Cominciata nel 1732, fu infine affidata nel 1759 a Pietro Bracci aiutato da suo figlio Virginio. I due completarono l’opera, che venne inaugurata nel 1762. La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine – ha affermato Nicola Rocchi, Presidente Archeoclub d’Italia sede “Roma Caput Mundi” – che risale ai tempi dell’imperatore Agrippa: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa fece arrivare l’acqua corrente del bacino sorgentizio di Salone, sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon. L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, è lungo quasi venti chilometri, sotterranei”.“Dopo una serie di progetti presentati da vari architetti e mai posti in atto, verso il 1640 papa Urbano VIII, ordinò all’architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini una “trasformazione” della piazza e della fontana – ha continuato Rocchi – in modo da creare un nuovo nucleo scenografico nei pressi del palazzo familiare che è Palazzo Barberini, allora in fase di ultimazione, visibile anche dal Quirinale, residenza pontificia. Bernini progettò una grande mostra d’acqua e, prima ancora di ottenere l’autorizzazione, diede inizio ai lavori, finanziati, tra l’altro, dai proventi di una sgraditissima tassa sul vino imposta ai romani. Ampliò dunque la piazza (che inizialmente era solo un trivio) demolendo alcune casupole a sinistra della fontana preesistente, quindi la ribaltò ortogonalmente, sino ad arrivare all’allineamento odierno, rivolto verso il Quirinale. La mostra, nota da varia documentazione illustrata, doveva essere strutturata in due grandi vasche semicircolari concentriche, al cui centro un piedistallo, appena sotto il pelo dell’acqua, doveva servire come base per un gruppo, probabilmente incentrato sulla statua della «vergine Trivia». Ma i fondi per il progetto si esaurirono presto e vennero anche drasticamente tagliati a causa della guerra che il papa aveva dichiarato al ducato di Parma e Piacenza: non venne scolpita alcuna statua centrale e il cantiere fu bloccato.La morte di Urbano VIII nel 1644, e il seguente processo aperto contro la famiglia Barberini dal nuovo papa Innocenzo X, comportò l’abbandono del progetto berniniano. Anzi, al Bernini, caduto in disgrazia per essere stato l’architetto della famiglia Barberini, venne affidato il semplice compito di prolungare l’Acqua Vergine sino a piazza Navona.Fu papa Clemente XII, nel 1731, a riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana: nell’ambito delle grandi commissioni del suo pontificato che porteranno al completamento di grandi fabbriche rimaste incompiute, bandì un importante concorso per la costruzione di una grande mostra d’acqua e dopo aver scartato alcuni progetti, l’attenzione venne posta sui disegni di Ferdinando Fuga, Nicola Salvi, Luigi Vanvitelli, e il bando venne vinto da Nicola Salvi.L’opera era impostata secondo un progetto che concilia influenze barocche e ancor più berniniane al nuovo monumentalismo classicista che caratterizzerà tutto il pontificato di Clemente XII. Il Salvi riprende l’idea di fondo di papa Urbano VIII e di Bernini, cioè quella di narrare, tramite uno sposalizio tra architettura e scultura, la storia dell’Acqua Vergine.Il tema dell’intera composizione è il mare. È inserita in un’ampia piscina rettangolare dagli angoli arrotondati, circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro, racchiuso a sua volta entro una breve scalinata poco al di sotto del livello stradale della piazza”.

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