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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°30

Italian Summit On Precision Medicine: Dichiarazione prof. Marchetti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Domenica 14 novembre a Roma si è concluso l’Italian Summit On Precision Medicine – Presidenti del summit, il prof. Giuseppe Curigliano, Università di Milano e Istituto Europeo di Oncologia, ed il prof. Paolo Marchetti , presidente FMP e professore ordinario di Oncologia Sapienza Università degli Studi di Roma. Si sono riuniti a Roma i maggiori key-opinion leaders italiani ed internazionali per confrontarsi sul futuro della medicina oncologica di precisione. “L’approccio genomico alle malattie oncologiche implementerà la medicina di precisione nella diagnosi, cura e prevenzione dei tumori. Tale approccio, come sottolineato da analisi di sostenibilità economica, consentirà di personalizzare i trattamenti e di risparmiare risorse economiche. La sinergia tra ricerca di base, clinica, enti regolatori e pazienti sarà la chiave per implementare tale approccio nel nostro paese”, conclude Curigliano.Il prof Marchetti ha sottolineato: “La straordinaria opportunità offerta ai pazienti dall’oncologia di precisione non richiede solamente la capacità di ricercare all’interno delle cellule tumorali eventuali alterazioni specifiche a cui associare un farmaco. Richiede gruppi multidisciplinari con il patologo, il genetista, il biologo molecolare oltre all’oncologo, al chirurgo e al radioterapista, che sappiano identificare in presenza di molte variabili quale sia il trattamento migliore per il singolo paziente in quel momento. Oncologia di precisione significa anche utilizzare esami sempre più avanzati in grado di riconoscere centinaia o migliaia di alterazioni da biopsie solide o dal prelievo di sangue per capire anche alcuni meccanismi di resistenza. Per realizzare tutto questo è indispensabile affiancare alla disponibilità dei test genomici e dei farmaci anche nuovi percorsi organizzativi. Non deve essere il paziente o la sua famiglia a capire se queste metodologie sono utili per un determinato paziente, ma il gruppo multidisciplinare che ha in carico il paziente all’interno della Rete oncologica regionale. Purtroppo in molte (troppe!) Regioni non sono ancora funzionanti le Reti oncologiche, con la conseguente inaccettabile disparità di accesso a questi percorsi nel nostro Paese”

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