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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

“Impennate dei prezzi dell’elettricità in Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2021

A cura di Matthew Van de Schootbrugge, Gestore di portafoglio, Sharon Vieten, Analista del credito senior, Jess Williams, Analista di portafoglio, Investimento responsabile e Natalia Luna, Analista senior investimenti tematici, Investimento responsabile di Columbia Threadneedle Investments. Il netto rincaro delle bollette energetiche può rappresentare un duro colpo per le famiglie in un periodo in cui le condizioni finanziarie di molte di esse sono già sotto pressione a causa delle ripercussioni della pandemia di Covid-19. A cosa è dovuto tutto ciò? Attualmente la domanda mondiale di gas è più elevata del consueto, mentre i livelli di stoccaggio del gas in Europa sono insolitamente bassi per questo periodo dell’anno, specie in Germania. Ciò è dovuto a condizioni meteo più fredde del previsto, a velocità del vento più basse e a interruzioni della generazione convenzionale di elettricità. Di conseguenza, l’Europa non è stata in grado di ricostituire i suoi livelli di stoccaggio di gas, che attualmente sono pari a circa il 72% rispetto al 94% dello scorso anno e a una media a 10 anni di circa l’85%. Inoltre, le condizioni meno favorevoli per la produzioni di energia idroelettrica in America latina hanno fatto sì che le forniture di gas naturale liquefatto (GNL) siano state deviate verso tale regione, mentre i prezzi più elevati che l’Asia è disposta a pagare per il GNL stanno assottigliando le forniture in Europa e Regno Unito, in particolare dopo il recente ordine impartito in Cina alle imprese statali di fare rifornimento di carburanti “a qualsiasi costo”. A differenza di quanto prevedevamo in precedenza, sembra che i governi e le autorità di regolamentazione di tutta l’UE, eccetto Spagna e Regno Unito, stiano prendendo in considerazione modalità razionali per contrastare aumenti significativi nel breve periodo delle bollette di elettricità e gas. Una parte delle bollette dei clienti è normalmente dovuta alle politiche governative e ai supplementi legati alle rinnovabili (ad esempio, il supplemento per le rinnovabili in Germania costituisce il 22% della bolletta domestica media). Questi prelievi e imposte possono rappresentare fino al 40% della bolletta finale per i consumatori nei principali paesi europei. Le autorità di regolamentazione stanno considerando opzioni quali: il congelamento temporaneo delle tariffe; la riduzione dei prelievi o delle imposte o il finanziamento di costi determinati da politiche statali attingendo al bilancio pubblico. Altre opzioni includono la riduzione o l’eliminazione degli oneri di sistema, compensazioni fiscali, sgravi e varie forme di sostegno diretto per i clienti più vulnerabili. In Francia e in Portogallo i clienti sono protetti tramite tariffe regolamentate o fisse onnicomprensive dell’energia elettrica immessa in rete (fixed feed-in tariff). La Spagna aveva inizialmente introdotto una tassa straordinaria sui produttori di energia nucleare e idroelettrica, ma l’ha poi sospesa in seguito a discussioni costruttive con le società spagnole di servizi pubblici. Questa tassa straordinaria, sebbene nata da buone intenzioni, puntava a recuperare profitti inattesi di generatori privi di emissioni di anidride carbonica, senza riconoscere il fatto che la maggior parte dei generatori ha prezzi bloccati per diversi anni e quindi non riceverebbe tali profitti e che punire i generatori che non emettono anidride carbonica non incentiva ulteriori investimenti nella transizione energetica. La UE ha adesso introdotto un opportuno strumentario contenente una serie di opzioni per aiutare gli Stati membri a formulare risposte rapide agli aumenti dei prezzi pur rimanendo entro i parametri UE. Nel complesso è una questione di tempi: i costi possono aumentare ulteriormente prima di diminuire. Sebbene il gas e il petrolio siano necessari per il momento, il loro utilizzo finirà per ridursi.Tuttavia, gli attuali problemi energetici ci hanno insegnato che gas e petrolio saranno necessari per la transizione verso zero emissioni nette.Questa crisi energetica mostra inoltre che tale transizione potrà essere accidentata. Le rinnovabili eserciteranno un impatto deflazionistico nel settore dell’energia, e rappresentano quindi una soluzione alla crisi attuale, non il problema. Ma la transizione da un’eccessiva dipendenza dal gas nel costruire la necessaria capacità di generazione di rinnovabili richiederà maggiori sforzi, investimenti, politiche di sostegno e regolamentazione.Il quadro di lungo periodo verso l’azzeramento delle emissioni nette non è destabilizzato da impennate a breve o anche a medio termine dei prezzi, e i governi dell’UE e del Regno Unito sono determinati ad accelerare la transizione energetica, non a rallentarla.

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