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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

“Dove vivi e dove vorresti vivere”: il sondaggio di Immobiliare.it

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Nella scelta del luogo in cui vivere concorrono diversi fattori e molto spesso bisogna scendere a compromessi fra le proprie possibilità economiche e i bisogni personali e familiari. Eppure, secondo l’ultimo sondaggio di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, nel nostro Paese la metà degli abitanti è soddisfatto del luogo in cui vive. A guardare bene però le risposte del panel di 3.000 persone, si nota come un quinto di chi abita nei grandi centri metropolitani andrebbe volentieri a vivere subito in un piccolo paesino ma non il contrario: dai piccoli centri, infatti, soltanto il 12% farebbe a cambio con chi vive in città. Grandi centri urbani (oltre 250.000 abitanti): abitanti soddisfatti ma per un terzo di loro bisognerebbe intervenire subito sul costo delle case ancor prima che sull’inquinamento In una scala da 1 a 5 che misura il livello di gradimento del luogo in cui si vive, nelle grandi città il 52% ha votato fra 4 e 5. La cosa più apprezzata in questo caso sono le pressoché infinite opportunità di scelta di servizi essenziali (per il 39% dei rispondenti), l’offerta culturale (28%) e quella di ristoranti e locali di svago (13%). A piacere meno c’è invece al primo posto il traffico (per il 34% degli intervistati), seguito dallo smog (29%). Ma alla domanda su cosa cambierebbero gli abitanti delle grandi città se potessero, il problema dell’inquinamento diventa secondario rispetto al ben più sentito desiderio del calmieramento dei prezzi degli immobili, prioritario per un terzo dei rispondenti. Il 51% di chi vive in città di medie dimensioni (50.000 – 250.000 abitanti) è felice della sua scelta Se più di un abitante su due di una città di medie dimensioni dichiara che, potendo scegliere senza condizionamenti, vivrebbe comunque in un contesto simile, uno su tre risponde invece che preferirebbe vivere più a contatto con la natura scegliendo quindi un centro più piccolo. Rispetto alla metropoli, la fonte di soddisfazione principale è l’equilibrio tra la disponibilità di servizi e la vivibilità della città (31%). Il traffico è il principale motivo di non gradimento dei centri medi, ma anche in questo caso quando si chiede cosa si cambierebbe, avendone la possibilità, la risposta vira su un altro settore: il 30% dei partecipanti al sondaggio ha infatti dichiarato che amplierebbe la disponibilità di luoghi ricreativi, culturali e sociali. Al secondo posto degli interventi più desiderati si trova il miglioramento della qualità dell’aria (29%) e al terzo l’ampliamento della rete dei trasporti pubblici per contenere il traffico (22,4%). Dalle città più piccole (10.000 – 50.000 abitanti) il 39% si trasferirebbe in un paesino. Nonostante il 47% di chi vive in una città che conta fino a 50.000 abitanti è soddisfatto della sua scelta e non la cambierebbe, c’è un 39% che invece vorrebbe trasferirsi in un centro ancora più piccolo. Soltanto il 14% invece sogna la metropoli. I motivi di maggiore insoddisfazione in questo caso sono legati alla limitata presenza di luoghi ricreativi, culturali e sociali – per il 23% dei cittadini – e all’altrettanto limitata disponibilità di trasporti e servizi (22%). Tra le cose più apprezzate invece spiccano l’assenza di traffico e di inquinamento acustico (30%) e l’ampia disponibilità di spazi verdi (28%). Nei comuni con meno di 10.000 abitanti la soddisfazione è legata al contatto con la natura anche se ai più pesa l’uso obbligatorio dell’auto per raggiungere qualsiasi destinazione. Chi ha scelto la vita tranquilla dei paesini più piccoli è mediamente soddisfatto: infatti il 43%, pur avendone la possibilità, non si sposterebbe altrove. A giustificare questo alto livello di gradimento è principalmente il contatto ravvicinato con la natura, indicato dal 27% dei rispondenti di questa categoria. Un quarto di loro, poi, dichiara di apprezzare di più l’assenza di traffico. Ma, analizzando le risposte, anche in assenza di lunghe code, l’auto resta una nota dolente: il 29% di chi abita in un paesino, infatti, lamenta la necessità di doverla utilizzare per raggiungere qualsiasi destinazione.

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