Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Anbi e l’emergenza climatica sui territori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

Un tavolo permanente di confronto con le 5 Autorità di Bacino Distrettuale per proporre concrete soluzioni d’intervento alle Regioni, utilizzando la capacità progettuale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione che, dopo il ridimensionamento delle Province e delle Comunità Montane, sono rimasti l’unico “front office” di area vasta nel territorio: è quanto indica Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), per rispondere alla necessità di aumentare la resilienza delle comunità di fronte all’emergenza climatica.“Perché tale strategia sia adeguata alla velocità di incedere degli eventi meteo servono – prosegue Vincenzi, intervenuto a Torino ad un convegno organizzato da ANBI Piemonte – anche uno snellimento degli iter burocratici ed una visione omogenea delle Regioni, che individuino negli enti consortili, un partner privilegiato, destinando maggiori risorse alla manutenzione del territorio ed ampliandone, nel caso, le competenze nel quadro dell’Accordo Quadro del 2008.” “Non è possibile – insiste il Presidente di ANBI – che di fronte alle conseguenze spesso drammatiche della crisi climatica, l’Italia sia capace di spendere solo il 40% delle risorse comunitarie assegnate e che possono essere utilizzate a servizio del territorio. È necessario, in una logica di multifunzionalità, sviluppare anche le infrastrutture irrigue, affermando la funzione ambientale della gestione idrica in agricoltura. Contro la giustamente criticata pratica del blabla, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno messo in campo un Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, fatto di 858 progetti definitivi, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – conclude Vincenzi – sono stati ammessi a finanziamento progetti per circa 1 miliardo e 600 milioni, ma le risorse disponibili ammontano a solo 520 milioni. Serve uno sforzo comune per colmare questo gap, riducendo al contempo il divario fra Nord e Sud d’Italia anche nell’infrastrutturazione idraulica, ormai inserita tra gli asset strategici per il Paese.”

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