Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Fixed Income – Obbligazioni a breve termine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

A cura di Raymond Sagayam, Senior Investment Manager all’interno del team Total Return Credit di Pictet Asset Management. È il caso che gli investitori si preoccupino dell’inflazione? Ci sono sicuramente dei motivi per farlo. Le strozzature nelle catene di fornitura si stanno moltiplicando in tutto il mondo, coinvolgendo ogni campo, dalla benzina ai chip informatici. Contemporaneamente, gli elevati livelli di liquidità detenuti dalle famiglie e dalle aziende suggeriscono che entrambe le categorie potrebbero essere disposte ad accettare prezzi più elevati in futuro. Il mercato dell’occupazione, inoltre, sta diventando sempre più tirato: in molti settori si sta verificando una carenza di manodopera e i salari sono in aumento. Eppure, non è chiaro se l’inflazione si rivelerà solamente temporanea o se perdurerà nel tempo. Alcune delle maggiori banche del mondo sono su posizioni opposte: Bank of America ha investito denaro in obbligazioni a durata più lunga, mentre la rivale JP Morgan Chase ha scelto di depositare la propria liquidità presso la Federal Reserve statunitense. Tuttavia, non c’è dubbio che lo spettro dell’inflazione stia già creando turbative nei mercati finanziari globali.Le aspettative inflazionistiche, misurate in base ai tassi di break-even a 10 anni negli Stati Uniti, sono prossime ai loro massimi degli ultimi otto anni. Negli ultimi 12 mesi, le obbligazioni sovrane degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’eurozona, nonché il credito dei mercati emergenti, hanno tutti perso denaro, in quanto i loro guadagni sono stati assorbiti dall’aumento dei rendimenti. Gli investitori preoccupati per l’inflazione potrebbero reagire istintivamente riducendo le posizioni obbligazionarie. Ma le obbligazioni non saranno gli unici investimenti impattati da questo fenomeno. In effetti, la storia ci insegna che, se l’inflazione si rivela duratura, ne risentirà la maggior parte delle classi di attività rischiose. E la liquidità non è la soluzione, in quanto anche il suo valore reale subirà un’erosione.Esiste tuttavia un’area del mercato in cui gli investitori possono potenzialmente trovare un rifugio dai timori di inflazione: le obbligazioni a breve termine. Questa classe di attività è stata alquanto trascurata negli ultimi cinque o sei anni, in quanto la maggior parte degli investitori è stata attratta da attività più rischiose e dal debito ad alto rendimento. Ora appare di nuovo interessante.Gli investitori che desiderano minimizzare il più possibile il rischio potrebbero prendere in considerazione i fondi del mercato monetario, che si concentrano su obbligazioni di durata ultrabrevi, con una scadenza media ponderata ben inferiore all’anno. L’universo del credito a breve termine presenta ormai un’ampia gamma di emittenti investment grade di alta qualità. Anche gli spread di credito su queste obbligazioni appaiono interessanti, con scadenze a un anno che offrono spread simili a quelle a cinque anni. Qualunque cosa accada all’inflazione, è probabile che nei prossimi mesi ci saranno turbolenze sia tra i dati macroeconomici sia sui mercati finanziari. Le obbligazioni a breve termine offrono agli investitori la possibilità di isolarsi da tale volatilità senza rinunciare in misura eccessiva al rendimento.

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