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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Il ristorante romano dei vip dello spettacolo nel cuore di Trastevere

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

Roma Nel cuore di Roma, nel quartiere Trastevere, al Vicolo del Cinque, si trovava lì il “Manuia”: era lo storico locale frequentato dagli artisti del cinema, registi, attori, giornalisti, musicisti e molta gente comune. Lo aveva fondato Sandro Melaranci, truccatore del cinema, insieme alla prima moglie, Helena Manuia, alla sorella Lolli ed al fratello Tony.Il Manuia, inaugurato l’1 aprile 1971, ha fatto per vent’anni la storia capitolina. Il ristorante ha ospitato Renato Zero e Franco Nero, Andy Warhol, Pino Daniele, Giorgio Albertazzi, Federico Fellini, Luchino Visconti, Valentino, Missoni, Liz Taylor, Richard Burton, Gianni Minà, Fabrizio Frizzi, Gian Maria Volontè, Franco Zeffirelli, Luciano De Crescenzo, solo per citarne alcuni. Il testo scorre con un linguaggio narrativo, asciutto ed essenziale. Sandro Melaranci racconta in brevi tocchi la sua storia di vita, persino l’incontro occasionale con il vinaio che, ormai anziano, vuole lasciare la sua bottega e vuole cederla a Sandro. Sandro accetta, ma trasforma tutto: nasce il Manuia. I capitoli del libro sono dedicati ciascuno ad un episodio, ad un incontro, ad un personaggio, ma narrano anche di se e della sua famiglia. Spiccano la scena di gelosia di Liz Taylor e Richard Burton, l’incontro tra Renato Zero e il “Turchino”, Federico Fellini, che si siede a tavola, ma mangia solo un pezzo di parmigiano, Giorgio Albertazzi vittima di un paparazzo, riuscito a sfuggire alla stretta sorveglianza di Sandro, che cercava di tutelare la privacy e la serenità dei suoi ospiti. C’è poi la storia di Chet Baker, storico trombettista Jazz, con il quale ha stretto una forte amicizia e alcune esperienze professionali che descrive con affetto e malinconia.Sempre legati alla musica, alcuni capitoli sono dedicati ai concerti che organizzava fuori del MANUIA tra i quali alcune edizioni dell’Estate Romana (settore Brasile) con ospiti di eccezione come: Joao Gilberto, Djavan, Gal Costa, Gilberto Gil, Alcione e Jorge Ben.Il Manuia chiude quando era all’apice del successo, apparentemente senza un perché. Ma Sandro Melaranci decide di chiudere perché non voleva vederlo tramontare: “Solo l’ipotesi che potesse invecchiare, non piacere più o solo sentirlo fuori moda mi angosciava”. In questo modo ha consegnato ai posteri la storia di quegli anni ruggenti ed ha regalato le stesse emozioni vissute in quegli anni attraverso le pagine di un libro.Il libro è pubblicato anche nella versione inglese, francese, portoghese e rumena. Perché la storia di Roma e di Cinecittà ha ancora e sempre un fascino che non tramonta, anche fuori dei confini italiani.

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